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"Il terreno su cui sorgerà il bosco urbano è pericoloso" foto

La denuncia di Franciosi del consiglio di Marina: "Tombini elettrici, un contatore acceso, cemento: quest'area non è sicura"

“Il terreno su cui il bosco urbano di via Bertoloni andrà a sorgere è pericoloso”: a denunciarlo è Flavio Franciosi del Consiglio dei cittadini di Marina di Carrara. L’amministrazione ha annunciato che domani, dalle ore 10:00 alle ore 16:00, nell’area di 3500 metri quadri che collega via della Bassa a via Bertoloni saranno interrati 400 tra piantine e alberelli donati da vivai forestali.

Franciosi ha accompagnato La Voce Apuana in un sopralluogo. Nell’area si trovano cumuli di terra, tombini scoperti solo parzialmente interrati, un cubicolo in muratura contenente un contatore funzionante, tubi che affiorano, un muretto in pezzi. Una situazione d’incuria che il consiglio di Marina aveva già segnalato alla precedente amministrazione.

“Manca un impianto di illuminazione – ha spiegato Franciosi – e gli ammassi di terra andrebbero livellati. Non sappiamo nemmeno cosa contenga il suolo, dal momento che non esiste un rapporto dell’Ufficio ambiente in merito: potrebbero esservi scarti di costruzione, olio o peggio ancora, dal momento che qui sorgeva un deposito di marmi. La sua base, un rettangolo di cemento di 26 metri per 11, giace ancora sotto il terreno dove saranno piantati gli alberi. Il giardino affaccia sul cortile di una casa abbandonata infestato dai topi da cui lo separa solo un muretto, per giunta crollato in un punto.”

“Stamattina è intervenuta Amia, ma la ripulitura è stata solo superficiale: il fil di ferro che affiorava dal terreno è stato divelto, i calcinacci rimossi, ma i tombini?” Franciosi ci mostra un tombino elettrico che è stato ricoperto di terra; un secondo che è stato stato tappato da un “puzzle” di mattoni; un terzo che è addirittura rimasto aperto. “È presente un parcheggio comunale a lisca di pesce, opera della precedente amministrazione, con uno scalino che rischia di danneggiare le macchine”.

“Questo posto avrebbe dovuto essere messo in sicurezza ben prima dell’inaugurazione,” ha concluso Franciosi, che ha inoltre presentato un esposto alla questura e al nucleo operativo ecologico dei carabinieri.