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La Comune: «Carrara è un distretto minerario. Guardiamo ai lavoratori di GKN e a Friday For Future»

In merito all'articolo 21 degli agri marmiferi che prevedono l'allungamento temporale della concessione dietro finanziamento di progetti di interesse pubblico: «Ciò che è dovuto diventa spontanea e generosa elargizione di cui essere grati! Conformi a questa subcultura e al progressivo contesto di degrado socio - culturale risuonano le dichiarazioni di politici e imprenditori»

CARRARA – «Carrara, una cittadina piena di contraddizioni a cominciare dalla sua identità: poco più di un paesone, ormai immeritatamente conosciuto come capitale mondiale del marmo, mentre, ben più appropriato sarebbe definirla capoluogo del distretto minerario delle Alpi Apuane. È cosa nota e, dunque, non ci soffermiamo. Vogliamo piuttosto evidenziare come, in questo piccolo centro, sia in atto un’autentica rivoluzione linguistica che vede una manipolazione lessicale per cui il mondo reale risulta separato dal mondo delle parole». Inizia così il j’accuse di La Comune, che prende spunto dalla decisione della Comunità del Parco ( organo consultivo dell’ente Parco delle Apuane) per chiedere l’annullamento della delibera del Parco di limitare l’escavazione in galleria sotto le Zone di protezione speciale, per denunciare il degrado economico, ambientale e culturale di Carrara: «Non si tratta di uno slittamento semantico, peraltro naturale e inconsapevole fenomeno delle lingue – prosegue il comunicato – ma di un vero e proprio ribaltamento deliberato. Ciò che in lingua italiana è una “devastazione” della montagna (qualche migliaio di tonnellate escavate ogni anno) viene definita e considerata “caratterizzazione paesaggistica”; la “monetizzazione della capacità produttiva dei lavoratori” viene presentata come “riduzione dell’orario di lavoro”; una tipologia di marmo che Michelangelo non avrebbe scelto neppure per un lavandino viene chiamata e venduta come “marmo statuario”; il restringimento ai minimi termini della base produttiva viene contrabbandato come “sviluppo economico”. Il mancato corrispettivo alla città di un valore pari a oltre venti milioni di euro scompare e lascia il posto a “benevole elargizioni” pari ad alcune centinaia di migliaia di euro “investiti per migliorare la vita della propria comunità con un’attenzione particolare ai bisogni sociali e sanitari”. Ciò che è dovuto diventa spontanea e generosa elargizione di cui essere grati! Conformi a questa subcultura e al progressivo contesto di degrado socio – culturale risuonano le dichiarazioni di politici e imprenditori. La nuova sindaca, appena insediata, spiega che, avendo la sua amministrazione come priorità programmatica la tutela dell’ambiente, non può che votare per lo sviluppo dell’escavazione all’interno di aree ad alto valore ambientale nel Parco delle Apuane (le fuorvianti, appunto, “aree contigue”, benché interne al Parco). Essere rappresentata, per sostenere questa tesi ambientalista un po’ sui generis, dall’assessore al bilancio (e, non, ad esempio, dall’assessore all’ambiente) se non altro ha il pregio di evidenziare, al di là delle ingannevoli parole, qual è l’approccio al problema marmo: economico e non di tutela dell’ambiente e del paesaggio».

Un attacco che non risparmia la precedente amministrazine a trazione pentastellata e adesso seduta tra i banchi di opposizione: «Perfettamente a proprio agio in questa sagra della contraddizione e della faccia tosta – si legge nel comunicato – anche il partito dei 5 Stelle che, nel pieno del suo attuale ruolo di oppositore, rimprovera queste scelte incoerenti alla sindaca neo eletta, dimenticando di aver sostenuto e favorito l’aumento dell’escavato nella pianificazione ventennale, durante il suo governo della città con una maggioranza assoluta ed una giunta monocolore, allineata, di fatto, in ogni occasione, con le politiche filo industriali della regione Toscana. E, intanto, la stampa locale, non passivo spettatore ma importante attore in campo, ci propina periodicamente la soap opera de noantri, la nostra “Dallas” a puntate, tra moltiplicazioni del valore dell’escavato, quotazioni in borsa, inchieste della finanza e rapine in villa. Carrara come Dallas: estrattivismo, petrolio, marmo e poi nomi, presenze e fatti importanti: Kennedy, Bin Laden, Putin, corleonesi e ndrangheta ….».

Il quadro desolante del territorio carrarese descritto da La Comune, secondo il partito stesso trova uno spiraglio di luce nel legame con lo spirito degli operai di GKN e di Friday For Future: «A Carrara, però, non ci sono ranch, non ci sono cavalli, l’indice di qualità della vita è penultimo tra quelli della Toscana; la decadenza è il tratto che più la contraddistingue e la devastazione è il marchio che segna e ferisce la sua montagna. Oltreoceano siamo nel cuore dell’impero e qui siamo alla sua periferia, a poco più di un migliaio di chilometri dal fronte di combattimento occidentale, a una decina di minuti per un missile da crociera. La geografia e la potenza hanno un loro peso. Se dall’amministrazione e dal consiglio comunale è veramente difficile aspettarsi qualcosa di buono, dalla società invece, proprio nello scorso mese di luglio, sono emersi conflitti e fermenti che vanno in positiva controtendenza. Pensiamo alla combattività dai lavoratori del marmo nella loro recente vertenza sindacale, anche se solo parzialmente ben indirizzati dalle direzioni sindacali, e alla bella e partecipata manifestazione ambientalista contro la devastazione svoltasi a foce di Pianza. In entrambi i campi, ancora separati, il tratto distintivo è stata la forte partecipazione giovanile e la presenza, sia pure sottotraccia, di una disponibilità diffusa all’ascolto delle ragioni dell’endiadi ambiente e lavoro. Ci sembra di poter affermare che, nonostante tutto, anche a Carrara esiste l’humus per lavorare sulla parola d’ordine lanciata dai lavoratori della GKN e accolta da FridaysForFuture: insorgere e convergere. Questa è la prospettiva di lavoro politico e sociale su cui prosegue l’impegno de La Comune».