LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana TENews

Idrovora di Poveromo: «Uno spreco di soldi pubblici e privati. La Regione non fa una bella figura»

L'ingegner Carlo Milani scrive al presidente Giani e al Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord: «Le osservazioni inviate al Settore Vas non sono state prese in alcuna considerazione, forse perchè coglievano nel segno. Per la verità sospetto che non siano neppure state lette»

MASSA – «Prendo atto che con decreto n. 8674 del 21-5-2021 il Settore Via-Vas della Regione Toscana ha deliberato di escludere dalla procedura di valutazione di impatto ambientale il progetto di “Ripristino idraulico minore dell’abitato di Ronchi- Poveromo I stralcio“. Il sottoscritto, che a differenza di altri “esperti” ben conosce le problematiche idrauliche del territorio, non può fare a meno di esternare alcune sue valutazioni al riguardo tenuto presente anche che le sue osservazioni inviate al Settore Vas non sono state prese in alcuna considerazione, forse perchè coglievano nel segno. Per la verità sospetto che non siano neppure state lette». Questo è l’incipit della lettera che l’Ingegnere Carlo Milani ha destinato al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, alla responsabile del settore Ambiente della Regione Toscana Carla Chiodini, al presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, al sindaco di Massa Francesco Persiani e alla stampa.

«D’altronde non sono state prese in considerazione neppure le osservazioni contrarie delle associazioni ambientaliste e del Comune di Massa, o meglio dal proponente Consorzio di Bonifica è stato risposto con affermazioni spesso prive di riscontro eludendo gli argomenti più scottanti. Ciononostante, gli Uffici Regionali hanno accettato acriticamente tali argomentazioni e soprattutto nessuno ha risposto ad una domanda fondamentale: questa idrovora è davvero utile e non piuttosto uno spreco immediato di soldi pubblici e futuro di soldi privati? – continua la lettera di Milani – Voglio precisare quali argomentazioni del proponente sono prive di fondamento a partire da quella secondo cui è necessario intervenire contro il rischio idraulico nel tratto a mare del fosso Poveromo. Se qualcuno del Settore Vas si fosse dato la pena, come avrebbe dovuto, di guardare le carte del rischio idraulico del Comune di Massa, avrebbe potuto constatare che questo tratto, checché ne dica il Consorzio, è verificato alla portata duecentennale anche se tale portata risulta esagerata in quanto una parte del bacino afferente grava sul canale Magliano».

«Per ragioni non troppo misteriose si continua invece da parte del proponente Consorzio a negare l’interconnessione dei due bacini, che risulta invece da tutte le carte regionali e può essere verificate con un semplice sopraluogo evidentemente mai effettuato. Questa interconnessione che si vuole negare a priori toglie validità allo studio idrologico idraulico e quindi al progetto tutto. Ciò è davvero molto grave. È singolare poi che mentre con questa siccità si dia il via libera ad un investimento che con costi elevatissimi gravanti in fase di impianto sui soldi pubblici ma successivamente come gestione e manutenzione sulle tasche dei cittadini. – prosegue Milani – Per fortuna, o per disgrazia, permanendo la situazione attuale solo in rare occasioni la preziosissima risorsa acqua sarà mandata in mare anziché a ricaricare una falda compromessa. Il ristagno infatti resterà esattamente come prima visto che il reticolo minore è disastrato ed il fosso principale strozzato da tombature su cui non si interviene; quindi, l’acqua non arriverà all’idrovora se non si interviene nel tratto a monte eliminando le tombature che sono di competenza regionale, anche se il Consorzio continua a negarlo. Quanto alle futuribili fognature bianche non sono utili e non saranno mai realizzate proprio perché la Regione le vieta là dove l’acqua di pioggia può essere immessa nel terreno a caricare la falda. Ma anche su questo nessuna risposta. È comprensibile poi che qualcuno dalla sensibilità naturalistica invero discutibile possa giudicare che la posa in opera di massi ciclopici sulle sponde, sia pur di color tenue e non cementati non sia una artificializzazione delle sponde; d’altronde sembrerebbe che il sogno del Consorzio sia riempire di massi le sponde di tutti i corsi d’acqua anche quelli non pericolosi come il fosso Poveromo nonché spargere idrovore su tutte le foci».

«Un minimo di onestà intellettuale vorrebbe peraltro che almeno non si travisassero le parole altrui visto che né il sottoscritto né le associazioni ambientaliste hanno mai riconosciuto che un’idrovora, sia pur minimale, fosse necessaria; hanno invece chiesto che alla foce, oltre alle dune, venisse ricreata una zona di espansione, come chiesto anche dal Comune di Massa e magari anche una possibilità di allagamento nel bosco a sinistra. A tal proposito sarebbe bastato leggere le varie osservazioni senza rinchiuderle nei poderosi cassetti regionali. – conclude Milani – In poche parole, mi sbaglierò ma non mi pare proprio che la credibilità dell’Ente Regione da questa vicenda ne abbia guadagnato molto».