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Fiom Cgil Toscana: «La Regione sigla patti con le imprese, ma non con chi rappresenta i lavoratori»

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FIRENZE – La Cgil Fiom Toscana denuncia l’azione della regione orientata a siglare accordi protesi a radicare le imprese, sedendosi al tavolo con le stesse ma senza coinvolgere i lavoratori e le loro rappresentanza. « Apprendiamo dalla stampa che la regione Toscana ed alcuni comuni – scrive la segreteria regionale della Fiom – hanno sottoscritto accordi con le imprese per vincolarle al territorio. L’industria è in trasformazione, siamo di fronte a passaggi epocali che riguardano transizioni tecnologiche ed ambientali in tutti i settori ed è importante che le aziende investano. I lavoratori dovranno essere riqualificati e formati perché cambieranno i modi di produrre. Le filiere produttive e la stessa organizzazione del lavoro verranno modificate. In questo panorama – sottolinea la Fiom regionale – é poco comprensibile la posizione delle istituzioni, in particolare nella messa a disposizione di fondi pubblici, in quanto la capacità di investimento non si deve soltanto alle aziende, ma soprattutto alla capacità professionale dei lavoratori. Non esistono imprese senza i lavoratori, e se vengono decisi dei progetti di sviluppo, non è possibile che le scelte passino sopra la testa dei lavoratori e dei loro rappresentanti».

Conclude quindi la nota stampa della sigla sindacale: «Vogliamo contribuire con le nostre idee autonome e le nostre proposte al progresso delle imprese. Se le aziende usufruiranno di sostegni e fondi pubblici, dovranno garantire sviluppo nell’interesse della collettività, assunzioni, garanzie occupazionali. Ci vuole un’idea di sviluppo di tutta l’industria Toscana e un’analisi sulle sue prospettive. Riteniamo che sia necessario aprire un tavolo con la Regione Toscana per comprendere i progetti che saranno finanziati, i piani industriali e di rilancio, le ricadute occupazionali e come estendere i diritti a tutti i lavoratori dello stesso ciclo produttivo. Non ci stiamo a fare gli spettatori. La Fiom sarà puntuale sulla proposta, ma se necessario anche sulla protesta, aperti a qualsiasi tavolo di confronto in ogni sede per contribuire a favorire uno sviluppo fondato sulla funzione sociale dell’impresa e nell’interesse dei lavoratori».

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