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Cave Michelangelo condannate per aver usato immagini del David. Sodini: «Follia pura»

Il Tribunale di Firenze ha condannato la società. Il commissario straordinario della Camera di Commercio di Massa-Carrara, commenta: «Se faccio una foto alle Alpi Apuane e la metto su Instagram devo pagare un canone di concessione?»

MASSA-CARRARA – Il ministero della Cultura, ha convenuto, innanzi al Tribunale di Firenze, Studi d’Arte – Cave Michelangelo srl (Sacm) e Brioni spa al fine di ottenere, previa emissione, nei confronti di Studi d’Arte – Cave Michelangelo, di un ordine in via cautelare di rimuovere le immagini asseritamente riproducenti il David di Michelangelo o parti di esso nell’ambito dei siti internet di quest’ultima, la condanna al risarcimento del danno all’immagine, nelle componenti patrimoniali e non patrimoniali, per l’uso abusivo dell’immagine del David di Michelangelo, ovvero, in subordine, la condanna alla corresponsione dei vantaggi abusivamente ottenuti a titolo di arricchimento senza causa.

«Il contenzioso giudiziario che vede contrapposti il ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Sacm di Carrara (e Brioni spa di Roma), oggetto del contendere la riproduzione non autorizzata della statua del David di Michelangelo, ha del paradossale ed è lo specchio di questo paese ingessato, dove le lobby di potere restringono la libertà degli altri a proprio tornaconto. Purtroppo di come le leggi vengono approvate in Parlamento ne abbiamo ormai esperienza, dopo quanto è successo alla nostra Camera di Commercio. – commenta Dino Sodini, commissario straordinario della Camera di Commercio di Massa-Carrara – Da sempre nella storia delle opere d’arte, ci sono stati i maestri che hanno realizzato opere uniche e incommensurabili sotto il profilo del valore artistico. Così come ci sono stati altri artisti od artigiani che hanno riprodotto quelle opere, mettendoci del loro, talvolta anche in modo irriverente. Pensiamo alla “Gioconda” con i baffi realizzata dal maestro del dadaismo Duchamp od alla stessa opera interpretata da Warhol, Dalì, Leger, Botero, ecc.. Il Diritto d’autore è giustamente garantito, al fine di evitare il plagio, ma con una limitazione legata al tempo, proprio per non assicurare una rendita perpetua da un oggetto d’arte, che presto o tardi deve rientrare nella disponibilità e fruibilità pubblica».

«Nel caso in specie, secondo quanto stabilito dall’art. 107 del “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, questa rendita di proprietà si è trasferita dall’autore dell’opera allo Stato ed agli altri Enti pubblici, rendendo di fatto soggetta alla discrezionalità, se non arbitrarietà, la fruizione e la modalità di fruizione. Mi ha colpito il fatto che il Mibac abbia chiesto anche i danni non patrimoniali, sostenendo che l’utilizzo del bene culturale per fini commerciali e/o pubblicitari senza l’autorizzazione comporti in modo automatico uno svilimento dell’opera. Ma chi può decidere se un’opera d’arte, ancorché riprodotta sia “svilita” o meno. Chi è il “giudice” di cotanto “avventuroso giudizio”? – continua Sodini – Ricordo, in modo emblematico la famosa opera concettuale del 1961, fatta con una scatola di latta riempita, di Piero Manzoni, che all’epoca destò “giustamente” scandalo, ma che oggi è esposta permanentemente al “Museo del Novecento”, al “Museum of Modern Art”, al “Centre Georges Pompidou”, al “Tate Modern”, al “Klassik Stiftung Weimar”, al “Herning Kunstmuseum”, al “Randers Museum of Art”, “Moderna Museet”, cioè alcuni dei principali musei mondiali. Siamo alla “censura” e se non si vuol chiamare “censura”, saremmo all’indebito arricchimento, se è vero com’è vero che il Ministero ha chiesto oltre ai canoni di concessione maturati e non riscossi, anche una percentuale dei profitti e ricavi delle società “medio tempore maturati” grazie alla pubblicità che si sarebbe fatta con le immagini, il video e la statua del David. Follia pura».

«La preoccupazione, credendo di rappresentare il pensiero del mondo dell’arte e dell’artigianato artistico, (fondamentale per la nostra area non di mera estrazione del nobile materiale), è che così si blocca un comparto strategico per il tessuto socio-economico che ci viene riconosciuto in tutto il mondo per sapienza e maestria. La legge è stata introdotta nel 2004, ma non mi sembra sia stata applicata fino ad ora con il dovuto impegno. Quante statuine del David si trovano nelle bancherelle e nei negozi in Italia ed in tutto il mondo? Il MIBAC insegue anche questi? Se non lo fa commette un reato? Siamo pratici, prima che la questione prenda una direzione impossibile da governare. Anche il paesaggio è un bene artistico. Vuol dire che se faccio una foto delle nostre Alpi Apuane e la posto su Instagram essendo io un influencer devo chiedere l’autorizzazione a qualcheduno e pagare un “corrispettivo di riproduzione”? Oltre che pratici occorre essere saggi. L’emulazione e l’interpretazione sono sempre (e sempre lo saranno) uno dei motori dell’innovazione umana, compresa quella nel modo dell’arte. Lasciamo stare le pretese “assurde”, anche perché difficilmente applicabili, e lasciamo che gli artisti, gli artigiani artisti siano lasciati liberi di esprimersi come meglio ritengono, secondo la loro cultura, capacità e innovatività. – conclude Sodini – Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione. Anche questo lo dice la Costituzione all’art. 21».