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Sanac, Acciaierie Italia non presenta offerte. «Arrabbiati, la politica si scusi coi lavoratori»

La consigliera di minoranza del Comune di Massa torna sull'argomento: «Dobbiamo far si che la problematica di una lavoratore diventi anche la nostra. Perché ci riguarda, più da vicino di quanto sembri»

MASSA – Il terzo congresso della Uiltec Toscana Nord che ha confermato il segretario Massimo Graziani è stato segnato dalla vertenza Sanac. La notizia del ‘ritiro’ da parte di Acciaierie d’Italia che non ha formalizzato una concreta proposta di acquisto per il gruppo che da sempre era legato allo stabilimento ex Ilva di Taranto ha provocato rabbia e sgomento, nei lavoratori e nelle organizzazioni sindacali. E il fatto che comunque ci siano due offerte non è a oggi una buona notizia su cui riporre troppe speranze.

“Siamo arrabbiati – ha detto il segretario Graziani -. Una scelta di questo tipo tradisce tutte le promesse e le indicazioni ricevute in questi mesi e anni sulla chiusura di una vertenza assurda che aveva visto estrarre dal pacchetto ex Ilva il gruppo Sanac che invece era stata da sempre parte integrante della filiera italiana della produzione dell’acciaio. Questa azione sancisce definitivamente uno strappo definitivo rispetto alla sopravvivenza del gruppo nel ciclo dell’acciaio italiano e siamo dubbiosi che possa trovare una risposta nel ciclo dell’acciaio internazionale. Tante, troppe promesse disattese e in questo momento molti devono chiedere scusa ai lavoratori, per le prese in giro fatte, le assicurazioni non rispettate. Come organizzazioni sindacali ci incontreremo assieme a Cgil e Cisl nei prossimi giorni per valutare quali azioni intraprendere”.

“Sono state disattese tutte le promesse della politica – ha sottolineato il segretario della Uil area nord Toscana, Franco Borghini – a ogni livello, dal locale al nazionale. E’ un mancato rispetto degli impegni presi, sapendo che è Acciaierie d’Italia è di fatto di proprietà dello Stato: ci sentiamo presi in giro dalle istituzioni”. Non c’è solo Massa a preoccupare la Uiltec Toscana Nord. Su Lucca la vertenza principale a oggi riguarda la Kedrion: “Il cambio di governance con l’arrivo di un soggetto che è un fondo di investimento ci preoccupa – ha detto ancora Graziani – per la tenuta dello stabilimento e di una realtà industriale che non solo conta circa un migliaio di addetti ma anche per il contesto in cui si trova, la Garfagnana, per la quale rappresenta il principale motore economico”. Su entrambe le province, poi, c’è la questione del tessile: “E’ stato prima messo in ginocchio dalla pandemia e ora sconta l’aumento vertiginoso dei prezzi dell’energia e delle materie prime causato dal conflitto in Ucraina. Eppure si tratta di aziende molto versatili e capaci, che peraltro arrivano da una lunga tradizione di sartoria e tessile locale, che riesce a far fronte anche a queste difficoltà e per ora reggono il colpo sperando che non duri troppo a lungo” ha ribadito Graziani.

La sopravvivenza delle imprese locali è legata quindi a dinamiche regionali e nazionali, come ha evidenziato il segretario Uiltec Toscana, Claudio Di Caro: “In particolare il tema energetico. Oggi l’Italia tocca con mano cosa vuol dire non essere dipendenti, essere costretti a importare energia da altri paesi prodotti con forme che qui abbiamo sempre rifiutato e abbandonato. La politica degli slogan ci ha portato alla non autosufficienza costretti a cercare gas da altri fornitori peraltro senza sfruttare i nostri gestori, Eni e Snam, ma con strane forme contrattuali. Infatti – ha concluso – ci sono aziende del tessile e della gommaplastica che stanno ragionando se tenere aperta la produzione o chiuderla per riaprire quando l’energia costerà meno: non è accettabile”. Infine anche tempo di bilanci interni per la Uiltec che in quattro anni è passata da 100 iscritti a oltre 330 sull’area nord Toscana, con ottimi risultati anche in lucchesia. Numeri che hanno sostenuto la conferma a segretario di Graziani che sarà supportato in segreteria da Matteo Ferrari, Riccardo Dell’Amico, Elisabetta Castellini e Giuseppe Bianchi oltre al tesoriere Mario Aliboni.

La consigliera Elena Mosti: «Ennesima delusione»

E sull’argomento interviene anche la consigliera comunale di opposizione Elena Mosti: «I lavoratori di Sanac hanno ricevuto l’ennesima delusione, che sa tanto di mancanza di serietà. Il Ministero aveva garantito che Acciaierie d’Italia, che non dimentichiamolo è il più grande gruppo siderurgico italiano e società partecipata dello Stato, avrebbe proposto un’offerta. Invece, anche se poi magari poteva perdere al netto di offerte migliori, non ha nemmeno partecipato», a parlare, in questo caso, è Elena Mosti, consigliera comunale di Massa. Credo sia grave e da consigliera prima e da cittadina poi, penso che sia importante chiedere informazioni in merito. Capire perché non ha partecipato, provare a capire come sono andate le cose. Semplicemente, avere risposte in un mondo che al popolo e ai lavoratori e alle lavoratrici di risposte se ne danno sempre meno. Quali sono le responsabilità del Ministero dello sviluppo economico e del Governo? Chiedo al Consiglio Comunale di Massa ma anche a quelli limitrofi, di farsi sentire, anche attraverso un documento condiviso. “Non si gioca sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici”. – conclude la Mosti – L’ha detto il sindacalista Nicola del Vecchio e lo condivido. È stancante ritrovarsi ancora una volta a esprimere solidarietà. Per chi come noi vive in una città di Provincia, spesso i lavoratori e le lavoratrici in difficoltà hanno un nome e un cognome, un volto. Ne conosciamo la storia, i progetti, le speranze e le lotte, e spesso la solidarietà rimane solo un gesto simbolico, ma non per questo dobbiamo esimerci. Al contrario, dobbiamo far si che la problematica di una lavoratore diventi anche la nostra. Perché ci riguarda, più da vicino di quanto sembri».