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Nuovo ponte di Albiano, tra un mese il taglio del nastro. «Un grande lavoro di squadra» foto

Il commissario straordinario Fulvio Maria Soccodato oggi ha fatto il punto della situazione per quanto riguarda la costruzione del viadotto e delle opere correlate di viabilità. Presenti le istituzioni della sponda toscana e ligure del Magra

AULLA – A due anni esatti dal crollo del ponte di Albiano Magra (Aulla, Massa-Carrara) il piano commissariale procede a passo svelto, e oggi si è tenuto, nel palazzo comunale di Aulla, l’incontro tra i vertici politici e tecnici organizzato dal commissario straordinario di Governo Fulvio Maria Soccodato, alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dei vari onorevoli del territorio, tra i quali Cosimo Maria Ferri, e delle diverse parti politiche, dedicato allo stato di attuazione della realizzazione del viadotto.

Ad aprire la seduta il padrone di casa, il sindaco Roberto Valettini, seguito subito dal commissario che, attraverso un sopralluogo virtuale, ha spiegato come i lavori stiano avanzando celermente tanto che, ad oggi, lato SS62, il viadotto è già percorribile dai mezzi di cantiere: «Realizzare queste opere in meno tempo possibile era il nostro obiettivo, – ha spiegato il commissario – concertando con il territorio, ma anche comunicando l’avanzamento dei lavori senza escludere i problemi riscontrati attraverso questo tavolo permanente coinvolgendo, oltre al Comune di Aulla, anche i Comuni di Santo Stefano e Bolano, e quindi le due Province di Massa-Carrara e La Spezia, oltre alle due Regioni. Una mediazione fondamentale anche con tutti i parlamentari del territorio che hanno colto le istanze allargate. Protagonisti principali Anas e Salt che hanno concretizzato il tutto in tempi velocissimi.»

Oltre al viadotto, ha spiegato, sono state realizzate anche altre opere correlate, come il collegamento provvisorio nel comune di Bolano, che è stato fondamentale per mitigare il disagio subito dalla collettività (cioè le rampe), costruito dalla Salt in tempi record e aperto a luglio 2021. Il secondo intervento è stata la rimozione delle macerie del vecchio ponte coinvolte dalle indagini della procura di Massa-Carrara. Attualmente sono in corso le restanti manovre che si concluderanno entro ottobre di quest’anno, infatti, ad ora, è stata già rimossa tutta la prima soletta ed è in via di demolizione la prima pila.

Per quanto riguarda, invece, l’intervento centrale, si tratta di un’opera di sistema, in quanto prevede anche altri tre interventi, andando a migliorare tutto il quadrante per un costo di 24 milioni di euro che sarà terminato entro la primavera. Il primo riguarda la realizzazione di una rotatoria che andrà a migliorare l’interscambio delle due statali; il secondo prevede il miglioramento dell’intersezione per l’accesso alla frazione di Caprigliola, nei limiti fisici che la geometria stradale consente; infine, la sistemazione della Cisa che basata sull’eliminazione della strettoia costituita dal vecchio sottopasso della ferrovia.

Facendo un focus sul ponte: si tratta di un viadotto di 288 metri di lunghezza, per 4 campate, con sezione stradale ampia munita di pista ciclabile e percorso pedonale. I pali che reggono le pile sono stati creati ben 40 metri sottoterra, simili a un edificio di 13 piani. La spalla lato Caprigliola, la più complessa, ha tre polsi di fondazione profondi oltre 30 metri, per undici pali larghi un metro.

«L’emergenza – ha concluso il commissario – è stata gestita in una stratificazione di ulteriori emergenze: la pandemia e il caro materiali hanno reso complesso e oneroso l’approvvigionamento di tutto il necessario, compresa la manodopera. Nonostante questo, grazie alla celerità di Anas, a un mese da oggi saremo in grado di tagliare questo traguardo».

Tra le autorità è intervenuto anche il deputato Cosimo Maria Ferri (Iv), che molto ha fatto per sbloccare la situazione che ha portato al risultato di oggi, e che ancora si batte per alcune delle problematiche non risolte: «Ci siamo, siamo pronti per ripartire. È stato fatto un ottimo lavoro di squadra, una risposta seria della politica. Il confronto ha portato a fare scelte concrete e giuste: rampe sull’A12 e ricostruzione di un nuovo ponte. Sin dall’inizio ho avuto il coraggio di dire no al ponte provvisorio, e ho chiesto la nomina di un commissario con poteri concreti. Sono state scelte decisive. Il cambio di passo si è avuto grazie al commissario straordinario e al decreto Sblocca Cantieri che, con forza, abbiamo chiesto al Governo. Ora bisogna mantenere le rampe sull’A12 e rivalutare l‘ipotesi di una strada che non spacchi in due la frazione di Bettola.»

Da remoto ha fatto il suo intervento anche Giacomo Raul Giampedrone, assessore ai Lavori Pubblici, Infrastrutture e Viabilità della Regione Liguria: «Questo è un grande risultato ottenuto grazie alla sinergia tra le parti. Non è stato facile spiegare alla gente, in quel momento, che si sarebbe arrivati davvero a qualcosa di concreto. Con Anas Liguria abbiamo dato struttura a una strada che collega Bolano a Podenzana, utile per la comunità che ha sofferto molto fino ad allora. Fondamentale l’inaugurazione delle rampe, che oggi devono diventare un modello anche di gestione infrastrutturale del nostro territorio, che ci consente di tenerle anche in futuro facendole diventare un casello vero e proprio. Con i fondi del Pnrr riusciremo a metterle in sicurezza dal punto di vista idraulico, rendendole un punto sicuro di accesso».

Non potevano non intervenire anche i sindaci di Bolano Alberto Battilani, e di Santo Stefano di Magra, Stefania Sisti, e i rappresentanti delle due province, che hanno sottolineato quanto questa sia stata «la dimostrazione che lo Stato funziona, nonostante le difficoltà, la pandemia e il difficile periodo storico in cui ci troviamo. Se le istituzioni dialogano e fanno sistema, allora si possono compiere miracoli».

Infine, a chiudere il tavolo permanente, il presidente Giani, che ha ringraziato quelli che per lui sono stati i veri protagonisti di questa ricostruzione: il commissario Soccodato e il sindaco Valettini: «Quando diventai presidente una decisione su questo ponte non si era ancora presa, finché non ci siamo seduti al tavolo, io e Toti, per chiedere, in modo compatto, la costruzione del viadotto e la realizzazione delle rampe a Roma. Da lì, ho rimesso la mia carica di commissario straordinario, e con il Ministero abbiamo messo il destino di questa comunità in mano a Fulvio Maria Soccodato, e oggi possiamo andarne orgogliosi. Anche il sindaco Valettini è stato fondamentale, perché ha sempre tenuta alta l’attenzione sul problema, ha sempre collaborato ed è stato vicino a cittadini ed istituzioni. Oggi non posso che provare una grande soddisfazione».