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«Continui disservizi idrici». La collina massese chiede il rimborso in bolletta

Alcuni residenti si sono rivolti all'avvocato: «Abbiamo deciso di intraprendere una causa»

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MASSA – «Continui disagi nel servizio idrico, chiediamo a Gaia il rimborso in bolletta». È la richiesta che Giancarlo Celi, residente della collina massese, ha inviato anche a nome di altri abitanti della zona. «Scrivo alla vostra redazione da privato cittadino di Massa – afferma – per dare voce a tutti quei i cittadini che, come me, nei giorni tra il 15 e il 22 di dicembre 2021, per una settimana circa, hanno subìto i disagi derivanti dall’ordinanza comunale con la quale veniva dichiarata la non potabilità dell’acqua nelle nostre case e più specificatamente nelle case di 800 utenze, nell’area fra San Carlo, Tombara, Rocca e Volpigliano. 800 famiglie alle prese con molti disagi, facilmente immaginabili per tutti, acqua in bottiglia per lavarsi i denti, bollitura “per almeno 15 minuti…..” ecc».

«L’episodio – ricorda – accadde, oltretutto, all’indomani di un intero giorno di distacco completo del servizio idrico, per il “protrarsi di difficoltà tecniche nella riparazione di un guasto alla rete….”. Questo, almeno, era stato debitamente annunciato nei giorni precedenti, dagli svolazzanti fogli affissi qua e là, lungo le vie interessate, e preceduto da diversi giorni in cui il fortissimo e fastidioso odore di disinfettante era presente nell’acqua di casa. Quantomeno apprezzabile (per quanto sia scontato e doveroso) è stato il predisporre delle autobotti con le fontanelle a cui approvigionarsi di acqua potabile nella settimana in questione. Purtroppo – sottolinea Celi – nella zona in cui vivo, ormai siamo abituati alle continue interruzioni, ogni volta che si verifica una perdita dalla rete».

«Per alcuni periodi, prima che venisse deciso (gli stanziamenti per questi interventi hanno un iter lunghissimo?) di sostituire la tubazione principale lungo tutta la strada, questi si verificavano con cadenza di 15-20 giorni. Nonostante ciò, l’acqua è sempre uscita sporca dai nostri rubinetti (cosa da me segnalata al gestore più volte e da loro invece imputabile alle “mie” vetuste e obsolete tubazioni…), perciò il fatto di trovarla “pulita e disinfettata”, in quei giorni, l’ho trovato quasi più rassicurante. Dopo la nuova ordinanza di potabilità e la fine dell’emergenza questo forte odore è andato via via svanendo. Fino a una settimana fa, circa. Dopo nemmeno un mese. Che sia un nuovo campanello d’allarme? Non lo sappiamo. Il gestore dal canto suo risponde sempre che è tutto previsto e normale ma non possiamo più nascondere la nostra preoccupazione. Pare infatti che nei serbatoi di ispezione dell’acqua di San Carlo, già all’epoca dei fatti, fossero stati rinvenuti resti organici di non si sa quale natura. A fronte di tutto ciò e del protrarsi di questi problemi, alla quasi totale assenza di spiegazioni da parte del gestore della rete idrica e dell’amministrazione, interpellata a più riprese, visti i casi e le lamentele io e vari altri utenti, abbiamo deciso di intraprendere una causa per la richiesta di rimborso in bolletta, commisurato al periodo di interruzione di fornitura».

«Una richiesta certamente simbolica ma non solo, dato l’alto costo del servizio e che, anche per questo, ci aspetteremmo tutti che fosse impeccabile. Ma purtroppo così non è. Interpellando altri utenti ne è infatti emerso un quadro piuttosto preoccupante per gravità dei casi e pessima gestione di questi da parte del gestore. Nelle nostre bollette oltretutto, le voci di depurazione e fognatura occupano la maggior parte dell’ammontare delle stesse. Sperando quindi di poter essere d’aiuto o quantomeno utili a chi volesse unirsi a questa iniziativa, assieme all’amico Simone Ortori come referente per la zona di San Carlo e Tombara e ad altri nostri concittadini delle altre zone interessate, ci siamo rivolti alla associazione Confconsumatori di Massa, nella persona dell’avvocato Francesca Galloni che segnalo per gentilezza, disponibilità e comprovata preparazione. A livello giuridico la suddetta richiesta di rimborso è possibile proprio per un articolo presente nel regolamento del gestore, nello specifico l’articolo 8, il quale prevede ciò al verificarsi di eventi come quelli prima citati».

«Per ottenere assistenza – spiega Celi – basta quindi recarsi presso la sede di Confconsmatori in via Fermi 19, presentando la prima pagina della bolletta dell’acqua e sottoscrivendo la tessera annuale di iscrizione, che con pochissimi euro consentirà di ottenere assistenza legale per questo caso o qualsiasi altro (di tutela del consumatore) la richiedesse. Sarebbe bello da parte di tutti, riconoscere che si tratta di una situazione da risolvere e non da strumentalizzare nel merito, nella sostanza e nel metodo evitando inutili polemiche, della serie: c’è un problema, parlandone tutti, civilmente riconosciamo che è importante muoversi, lo si fa, senza “stracciarsi le vesti” per risolverlo con i mezzi che (in questo caso) i consumatori hanno a disposizione».

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