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Septem, la band ligure-apuana si racconta in vista dell’uscita del nuovo album

Nati a La Spezia nel 2003, hanno all'attivo una demo (2011), l'omonimo album "Septem" (2013) e il successivo "Living Storm" (2016) e, a gennaio 2022, uscirà il terzo e ultimo album "Pseudonica"

PONTREMOLI – E’ in uscita il nuovo album della band spezzina, che però vede in formazione ben tre lunigianesi i quali, insieme ai loro compagni di avventura, hanno scalato la vetta del metal locale, e non solo. I Septem, nati a La Spezia nel 2003, hanno all’attivo una demo (2011), l’omonimo album “Septem” (2013) e il successivo “Living Storm” (2016) e, a gennaio 2022, uscirà il terzo e ultimo album “Pseudonica”, attesissimo da tutti i fan e già anticipato con il singolo “Blood and soul”. Nel corso degli anni hanno avuto anche modo di calcare il palco al fianco di grandi gruppi sia italiani che internazionali, come Pino Scotto, Sadist, Necrodeath, Voivod, Sinister e tanti altri artisti. Inoltre, hanno suonato lungo tutta la penisola italiana, ma anche in Inghilterra, Albania e Grecia.

Oggi vi presentiamo la band: Daniele Armanini (voce), di Pontremoli; Andrea Albericci (basso), di La Spezia; Matteo Gigli (batteria), di Gassano; Enrico Montaperto (chitarra), di La Spezia; Luca Riggio (chitarra), di origini aullesi.

Fra poco uscirà il vostro nuovo album, che sarà acquistabile sia fisicamente che sotto forma digitale sulle varie piattaforme musicali. Come è nato, soprattutto tenendo in considerazione che ci troviamo in un periodo storico particolare?

«E’ nato proprio in conseguenza a un periodo difficile come quello che stiamo vivendo tutti, ma in particolare a quello che abbiamo vissuto noi come persone, nella nostra vita privata, in quanto abbiamo dovuto affrontare situazioni famigliari difficili. Abbiamo perso delle persone care nell’arco degli ultimi tre anni, e così abbiamo convogliato tutte queste sensazioni, anche negative, nella musica, e da un certo punto di vista è stata anche una cosa terapeutica. In mezzo alle difficoltà private quotidiane, non solo quelle della pandemia, è nato il nostro album. E’ stato un modo per affrontare le avversità e restare a galla in un periodo non felice.»

Qual è il messaggio che chi ascolta questo album può percepire?

«Il filo conduttore dell’album è l’idea che quello che viviamo in questa vita poi non vada perduto con la sua fine. Ma che le situazioni, l’amore e l’amicizia quella vera per noi non andranno mai sprecate. Quello che viviamo in questa dimensione potremo trovarlo in un’altra, in un altro tempo, in un altro spazio, magari in forma diversa. Quindi la vita va vissuta appieno, cercando di costruire qualcosa che resti e che lasci una eco di noi.»

A chi non vi conosce, come definireste la vostra musica?

«Molto semplicemente noi siamo una band heavy metal. Detto questo, nella nostra proposta musicale ci sono diverse sfumature date dai nostri gusti; infatti, siamo in cinque e abbiamo cinque ispirazioni e idee differenti, e questo non ci limita ma, anzi, ci arricchisce e ci aiuta ad avere più elementi da inserire nella musica che facciamo. Il nostro è sempre un bel confronto. Quello che cerchiamo di fare sempre è di unire potenza e melodia per fare in modo che ogni canzone abbia una propria identità ben definita. In questo ultimo album siamo stati sicuramente molto più duri, ma anche melodicamente ispirati.»

Come valutate il vostro percorso live fino ad oggi? E cosa significa per una band attiva come la vostra rimanere lontano dai palchi per così tanto tempo a causa della pandemia?

«Siamo una band che si esprime e si esalta stando sul palco e interagendo col pubblico. Siamo sicuramente una live band. Questa lontananza forzata è una mancanza che sentiamo molto come  tutti i musicisti, e su questo non ci sono dubbi. Fino ad oggi, comunque, abbiamo avuto la grande fortuna di suonare molto, in giro per l’Italia e anche all’estero. Siamo stati onorati di dividere il palco con tanti artisti sia nazionali che internazionali, e con tante band di ragazzi con cui abbiamo passato grandi momenti di musica. Siamo pienamente soddisfatti del lavoro fatto fino ad oggi e abbiamo intenzione di continuare a lavorare per tornare al più presto dal vivo, dove sappiamo di poter esprimere al meglio la nostra musica.»

Quali sono i progetti per il futuro?

«Attualmente stiamo lavorando per supportare il nuovo album nella maniera migliore che ci è consentita, visto anche il periodo pandemico che stiamo vivendo. Saremo impegnati nella promozione del disco e, quando sarà possibile, torneremo sicuramente sul palco. Stiamo comunque lavorando e pensando a nuova musica, perché è quello che facciamo sempre: come qualsiasi musicista non ci sentiamo mai arrivati a un traguardo, ma continuiamo ad andare avanti perché la musica non si ferma mai.»

Diverse band si sono fermate nella produzione durante la pandemia, voi invece avete lanciato un nuovo disco e state pensando a musica nuova. Qual è il vostro antidoto a questo periodo difficile?

«L’antidoto è non fermarsi. Arrendersi alle avversità non è certo una soluzione. Noi, come musicisti, e come persone, abbiamo continuato a produrre musica e continueremo a farlo, perché questo serve a noi per andare avanti. Le difficoltà, di certo, sono state ostacoli che ci hanno messo alla prova e che abbiamo sempre cercato di superare con tutte le nostre forze, e così sarà anche per il futuro. Speriamo, comunque, che il lavoro e un pizzico di fortuna possano cambiare in meglio la situazione attuale. E questo ce lo auguriamo a noi, e lo auguriamo a tutte le persone che stanno vivendo questo momento storico.»