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«Poveromo, problematica che non viene affrontata né superata», Italia Nostra e Legambiente scrivono al Ministero

Ma anche alla Regione Toscana, al sindaco di Massa, al Consorzio di Bonifica e alla Questura

Si riceve e pubblica integralmente la seguente lettera inviata al Consorzio di Bonifica, alla Regione Toscana, al sindaco di Massa, al Ministero della Transizione Ecologica e alla Procura, da parte di Italia Nostra, sezione Montignoso e Legambiente Massa-Montignoso riguardante il progetto di sistemazione del reticolo idraulico di Ronchi – Poveromo.

“Egregio Sig. Presidente,
a seguito del recente incontro tenuto dagli Ingegneri Milani e Vercelli e dall’ex assessore regionale
Betti presso la sede di Massa del Consorzio con i Vs. tecnici Difonzo, Giannecchini e Rocchi, di vari sopraluoghi nonché della visita guidata del 19/12/2021, dobbiamo esternare le nostre perplessità per i seguenti motivi: Si è riscontrato che nel Piano Triennale dei lavori del Consorzio non compare più la dicitura relativa al reticolo idraulico Ronchi Poveromo, ma la nuova dicitura “Sistemazione del tratto terminale del Fosso Poveromo dal mare alla via delle Macchie € 5.000.000”; i tecnici del Consorzio non hanno presentato il nuovo progetto perché ancora in corso di redazione; dal colloquio è risultato che il progetto riguarda solamente un’idrovora più piccola dell precedente, spostata a monte del ponte sul lungomare, con posa di difese spondali in blocchi di cava tra i due ponti. Riscontrato quindi che, a nove mesi dalla bocciatura del progetto Tamagnini, siamo ancora ad una bozza progettuale priva della sistemazione del reticolo idraulico, ci ha sorpreso moltissimo, pur avendo i tecnici dichiarato che il progetto sarà completato a breve, dopodiché sarà presentato alle associazioni. All’incontro i nostri tecnici si sono dovuti accontentare di esporre i nostri suggerimenti al fine di affrontare consapevolmente l’intera problematica del comprensorio Ronchi – Poveromo, problematica che a nostro avviso non viene affrontata né superata dalla sola idrovora che ci è stata presentata in bozza progettuale. In sintesi le nostre proposte per gestire i ristagni autunnali/invernali (la zona non è mai stata colpita da un’alluvione vera e propria!), sono le seguenti: considerare che il comparto è completamente sabbioso e quindi drenante al massimo parametro previsto dalle norme e che il ristagno avviene solo per eccessivo rialzo della falda, in concomitanza di una pioggia a rovesci sulle Apuane. Ogni altro caso è privo di rilevanza idrogeologica e non giustifica alcun intervento di drenaggio meccanico. Considerare che è pressoché impossibile determinare analiticamente una portata di punta con algoritmi più o meno sofisticati, perché resta sempre ignota la reale pendenza del pelo libero superiore. Se si inventano i dati, si sbaglia sempre, come dimostrato dalla continua modifica della portata del Poveromo nelle numerose relazioni tecniche ufficiali, che per dipiù non tengono conto del collegamento idraulico con il Magliano. Considerare che lo svuotamento del comparto dal fosso Poveromo viene oggi gestito da una pompa portatile “Gazzina”, azionata dalla presa di forza di un trattore, e che una parte dello svuotamento è garantito dalle idrovore del Magliano. Necessita ridurre quindi il concetto di “idrovora del Poveromo” ad una più modesta “pompa di sentina” con annessa paratoia; più tecnicamente ad una “pompa di travaso” totalmente mascherata dietro al ponte, da azionare nei rari casi in cui si debba superare una imponente barra di sabbia contestualmente ad un imponente rovescio di pioggia. Per tale pompa di travaso era già stato suggerito al Consorzio di usare le pompe e il quadro elettrico sostituite al Magliano 5/6 anni fa, con un costo di montaggio veramente esiguo.
Necessita poi collegare la vasca di espansione del Canal Magro, come previsto nel progetto
del Comune di Massa, che attualmente non ha un recapito certo dove scaricare. Necessita infine mantenere intatta, anzi ampliare, in ossequio al nuovo piano dell’arenile, la lama costiera presente sulla spiaggia, restituendola al suo aspetto naturale, anche in virtù del fatto che l’ampliamento di superficie della lama aumenterà il drenaggio naturale. Oltre all’impianto fisso di pompe destinate a sopperire alla tribolosa operazione della “Gazzina”, il resto del finanziamento di € 5.000.000 dovrà essere investito nell’eliminazione delle vere cause del ristagno in tutto il comparto Magliano Poveromo, vale a dire che, nel progetto, si dovrà prevedere di: proporre l’aggiornamento dei titoli amministrativi dei fossi, per quanto finalizzati al buon funzionamento del comparto, proporre l’aggiornamento di tutte le concessioni date, sulla base della funzionalità del singolo tratto del attivare la procedura per eliminare gli abusi o renderli conformi a norme scolmare opportunamente i fossi principali catastati o di nuova titolazione eliminare le sezioni strozzate, allargandole e approfondendole , risagomare le sezioni dei due collegamenti principali tra i fossi Poveromo e Magliano, rifare le piste di manutenzione dei fossi principali, catastati e di nuova titolazione, usare sempre ingegneria naturalistica, ove possibile. Alcune operazioni che comporteranno procedure amministrative anche lunghe, saranno poste tra le somme a disposizione, ma dovranno essere già definite nel progetto. Vogliamo infatti precisare, a scanso di equivoci spesso strumentali, che la competenza sulle tombature autorizzate è della Regione/Genio Civile, che può rimuoverle in qualsiasi momento a suo insindacabile giudizio, addebitando le spese a chi le ha realizzate; mentre su quelle non autorizzate deve farlo il Comune, trattandosi di opere abusive. Sarebbe proprio il caso che gli Enti coinvolti non praticassero il gioco dello scaricabarile e si assumessero ognuno le proprie responsabilità! Il sopralluogo effettuato sul Poveromo e sui fossi di collegamento tra questo e il Magliano, successivamente all’incontro col Consorzio, ha rafforzato la nostra convinzione sulla inopportunità di manomettere con difese spondali e con un’opera impattante il tratto tra i due viali, di alta valenza naturalistica e non interessato da alcun franamento delle sponde. La pompa di travaso e la paratoia potranno essere invece alloggiate vicino al ponte sul lungomare, in un contesto ben celato. Nello stesso sopraluogo abbiamo riscontrato che il fosso Maestro ed il fosso dei Loghi funzionano come interconnessione idraulica tra Poveromo e Magliano per cui non si può omettere di studiare il problema nella sua interezza. Progettare solo qualcosa alla foce sarebbe veramente inutile. E’ invece indispensabile intervenire senza la minima esitazione sulle tombature e sui restringimenti dei fossi a monte di via delle Macchie e lungo quelli principali, senza di che l’idrovora, sia pur ridotta, sarebbe inutile in quanto l’acqua non la raggiungerebbe mai e gli allagamenti a monte delle sezioni inadeguate continuerebbero. Quindi realizzare la sola idrovora senza la sistemazione del reticolo apparirebbe come un riprovevole alibi.”