Quantcast
LiguriaNews Genova24 Levante News Città della Spezia Voce Apuana

Un nuovo fantasy in circolazione, è quello della giovane pontremolese Lucia Beccari

Originaria della Valdantena, forse a ispirarla è stato proprio il paesaggio che la circonda, là in quel borgo dove sorge il famoso ponte di Groppodalosio, che di fantasy ha proprio tutto quello che serve all'immaginazione di uno scrittore

PONTREMOLI – Originaria della Valdantena, forse a ispirarla è stato proprio il paesaggio che la circonda, là in quel borgo dove sorge il famoso ponte di Groppodalosio, che di fantasy ha proprio tutto quello che serve all’immaginazione di uno scrittore. Lucia Beccari, 28 anni, cameriera presso un noto locale pontremolese, è appassionata di lettura e l’ “ombra” di Stephen King, il suo scrittore preferito, è stata da stimolo per la sua seconda passione, quella per la scrittura, che nasce insieme ai momenti passati con la nonna che spesso le leggeva e raccontava favole quando era bambina.

A settembre è uscito il suo primo libro dal titolo “Al di là delle montagne del buio”, Aletheia Editore. Ma conosciamola meglio.

Com’è nata la passione per la scrittura?
«Amo leggere, fin da bambina. Quando ero piccolina, il mio papà mi comprava un libro a settimana. Ho sempre inventato storie e brevi racconti: amo come i romanzi abbiano il potere di trasportare il lettore con la fantasia all’interno delle storie che raccontano. È come se fossero biglietti di imbarco. Leggendo tutte le storie meravigliose che hanno accompagnato la mia infanzia, fin da piccola ho iniziato a sognare di scrivere un giorno un libro tutto mio.»

Qual è stata la miccia che ha fatto nascere questa storia che è diventata poi romanzo?
«Ho scritto questo romanzo quando andavo ancora a scuola, avevo 16 anni. Mentre ora non ho un genere letterario preferito, essendo arrivata a spaziare in diversi ambiti. Quando ero adolescente leggevo soprattutto libri di genere fantasy: posso definire questa tipologia di romanzi il mio primo amore. Ho amato in particolare le saghe di Licia Troisi, Christopher Paolini e C. S. Lewis. Innamorata di queste storie, ho voluto provare a scrivere un fantasy mio.»

A chi hai dedicato questa tua prima opera?
«Ho dedicato questo romanzo alla mia mamma, scomparsa quando avevo 2 anni. È stata la mia fonte di ispirazione fin dal principio. Tutta la storia è dedicata a lei e al suo ricordo, sempre vivo nel mio cuore. La sua dedica è la prima frase che si legge aprendo il volume del mio romanzo.»

Hai altri sogni nel cassetto?
«Certo. Sogno di diventare una scrittrice vera e propria, di fare di questa passione un mestiere. Adoro scrivere e inventare storie, ma sono al tempo stesso consapevole di avere molto da imparare. Vorrei continuare a migliorarmi e riuscire, in futuro, a pubblicare nuovi romanzi. Un altro sogno che ho sempre avuto nel cassetto è quello di aprire una libreria tutta mia. Lavorare in ambito letterario, a contatto con i libri ogni giorno, sarebbe meraviglioso. Attualmente mi sto dedicando a un nuovo progetto, con tanta passione e determinazione.»

Perché i lettori dovrebbero scegliere di leggere il tuo romanzo?
«Le persone potrebbero avvicinarsi al mio romanzo per curiosità. Quello che vorrei trasmettere a una persona che, non conoscendomi, si avvicina al mio romanzo, è la mia semplicità e tutta la mia passione per la scrittura. Mi piacerebbe che, da quelle pagine, trasparisse la mia personalità, come se stessimo facendo una chiacchierata.»

La pandemia ha fermato tutto, ma a quando una presentazione ufficiale del libro?
«Ho avuto un paio di proposte riguardo una sua eventuale presentazione, e mi piacerebbe molto. Sono ancora incredula e felice per quanto accaduto, e avere addirittura l’opportunità di presentare il mio romanzo sarebbe davvero meraviglioso. Ovviamente aggiornerò tutti quando finalmente potrò farlo.»

Cosa provi quando scrivi e come descriveresti la tua scrittura?
«Ho sempre amato definire il mio modo di scrivere una “scrittura di pancia”, che scaturisce nel mio cuore prima che nella mia mente. Ogni sfumatura può trasformarsi in una fonte di ispirazione: un caffè con un’amica, un tramonto, una fotografia, una canzone. Sono, da sempre, una persona di natura timida, riflessiva, silenziosa: non parlo tanto, ma osservo molto, e la scrittura è stata il mio mezzo per esternare ciò che ho dentro. Spero di essere riuscita nel mio intento, e che il mio romanzo rispecchi tutti i miei sogni e la mia personalità. Colgo questa occasione per ringraziare ulteriormente tutte le persone che mi hanno appoggiata con entusiasmo fin dal principio e tutti coloro che ho incontrato, in particolare vorrei ringraziare la casa editrice Aletheia per avere reso possibile tutto questo.»