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L’ex assessora alla Cultura: «Il Guglielmi non andava chiuso. Quanto emerso è sconcertante»

Elena Mosti: «Il tecnico del tribunale ha riscontrato che non ci sono state irregolarità nei certificati presentati all'epoca. Perché allora è stato chiuso? Come cittadina mi sento parte lesa e spero si possa arrivare presto ad avere spiegazioni»

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MASSA – Il Teatro Guglielmi è tornato al centro dell’attenzione. Dal 2017, il teatro massese è chiuso al pubblico, ma le polemiche attorno all’edificio non si sono mai placate. A tornare sull’argomento, adesso, è Elena Mosti, consigliera comunale di opposizione ed ex assessora alla Cultura dell’amministrazione Volpi, che tuona: «Il Teatro Guglielmi non andava chiuso. Da ieri l’altro penso a quanto al momento emerso. Nel 2017 al portone di quell’edifico del XIX secolo furono somo stati messi i sigilli. Ma il Guglielmi stava andando molto bene. Nessuno può affermare il contrario. Dal 2013 al 2017 l’attività del teatro cittadino è andata in crescendo, migliorando l’offerta in termini di qualità ed eterogeneità: un teatro storico che è diventato punto di riferimento per la Toscana e riconosciuto da moltissime compagnie, scelto persino per prime nazionali. Un luogo aperto a tutti e tutte».

«Oltre a quello, l’obiettivo per la giunta di cui facevo parte, di riaprire il Teatrino dei Servi: una realtà più piccina che avrebbe fatto da spalla al Teatro cittadino pur avendo una propria vita e programmazione. Due luoghi importanti per Massa e la Provincia. Due strutture vive e laboriose, cornici per la cittadinanza e il centro città. La cultura (come noi la intendevamo) stava andando nella direzione per noi giusta, migliorabile e perfettibile certo, ma con un senso e un percorso che attraverso la passione andava verso l’idea che la cultura va condivisa e resa accessibile e quotidiana. Poi la sera dell’inaugurazione della riapertura del Teatrino dei Servi, in un’atmosfera eccitante e bella, mentre si brindava a nuovi inzi, la notizia: “Hanno messo i sigilli al Teatro Guglielmi”. Un colpo durissimo. Vissuto come una tragedia. Un fulmine a ciel sereno. Vado ancora orgogliosa della decisione che Alessandro Volpi prese, di aprire il teatro tenda. Ho amato e supportato quella soluzione che voleva dire tante cose. Una fra tutte: non ci arrendiamo , per noi la cultura è talmente importante che non ci diamo per vinti. Le critiche pesanti, i giudizi netti e le offese su quel teatro tenda non le contavo nemmeno più, eppure è stato per me un insegnamento profondo».

«Da quel 20 dicembre sono passati quasi 4 anni. – dice la Mosti – Il Teatro chiuso è stata comunque una sconfitta e una perdita anche economica per casa nostra. Quindi se davvero quel luogo poteva rimanere aperto, c’è da capire perché così non è stato. Un bene pubblico che non risulta né inagibile né pericolante. Il tecnico del tribunale ha riscontrato che non ci sono state irregolarità nei certificati presentati all’epoca. Perché allora il Teatro Guglielmi è stato chiuso? Come cittadina mi sento parte lesa e spero si possa arrivare presto ad avere spiegazioni. L’imminente riapertura non può che rallegrarci, ma le notizie degli ultimi giorni sono state sconcertanti».

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