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«Sanità, infrastrutture viarie, connettività e turismo», i temi su cui punta il candidato a sindaco Jacopo Ferri

«Quello che conta veramente, però, secondo me, per un amministratore locale è esserci sempre, stare in mezzo alla gente»

PONTREMOLI – In piena campagna elettorale, Jacopo Ferri, candidato a sindaco di Pontremoli (Massa-Carrara) per la lista “Cara Puntremal”, ha risposto alle domande della Voce Apuana che fanno il punto su alcune questioni importanti per il territorio che vedrà contendersi il municipio alle amministrative del 3 e 4 ottobre.

Cosa l’ha spinta a candidarsi?

«L’amore per la mia Città, il calore che ho sentito intorno a me, la voglia di concludere molte delle cose avviate (anche in ragione dello stop pandemico) e di proseguire il percorso virtuoso di Lucia Baracchini che ha rilanciato Pontremoli.»

Pontremoli ha diverse questioni in sospeso, tra le quali il ponte Zambeccari che continua a essere a senso unico alternato. Come pensate di intervenire qualora foste voi a vincere le elezioni?

«Intanto, il ponte Zambeccari è sicuro quanto lo è il 99% dei ponti in genere. Lo dimostrano le verifiche volute prima dal Comune e poi dalla Procura (che ha dovuto riaprirlo). Del resto lo studio recente di Palazzo Ducale sui ponti provinciali rende bene l’idea. Se nel verificarli tutti si usasse ora lo stesso metro utilizzato per lo Zambeccari da domani la quasi totalità subirebbe riduzioni di carico e di transito, ma non perché non siano sicuri, bensì perché sono datati e bisognosi di adeguamento rispetto alle normative odierne. L’amministrazione era pronta con 400mila euro a rifare i marciapiedi e a eseguire altri interventi sullo Zambeccari. Sarebbe stato più che sufficiente, e non sarebbe stato chiuso. I noti sgambetti e le conseguenti strumentalizzazioni hanno invece portato ad una chiusura di quattro mesi a mio avviso ingiustificata, poi almeno in parte rimediata. La Giumta nel frattempo è stata tutt’altro che ferma: ha fatto, come detto, le verifiche, poi il progetto preliminare e il progetto esecutivo. È quindi pronta a intercettare da bandi le risorse necessarie e ha comunque già da tempo chiesto finanziamenti a Regione e Mit, come aveva già fatto in passato. In ogni caso, l’amministrazione che verrà potrà anche cercare di reperire risorse dal bilancio comunale pur di realizzare i lavori  nel 2022.»

Ultimamente le frazioni hanno mostrato malessere nei confronti della politica, c’è un progetto dedicato al vasto territorio della “periferia” di Pontremoli?

«È davvero difficile fare progetti su vasta scala frazionale. Mancano gli strumenti regionali o nazionali per finanziare interventi che sarebbero davvero corposi, considerato il numero delle nostre frazioni. L’amministrazione è comunque intervenuta molto spesso e con notevoli risorse sulle problematiche frazionali, anche grazie all’utile attività del comitato. Alcuni lavori sono ancora in corso o stanno per partire, nel resoconto di questo quinquennio, che faremo in queste settimane, ne daremo puntuale contezza. So che non è mai abbastanza, ma è quanto sia stato possibile fare. Bisognerà insistere e migliorare.»

Pontremoli è molto lanciata dal punto di vista turistico, ma cosa può ancora fare un’amministrazione?

«Il turismo è la vera missione di questo territorio. È stata e sarà, chiunque vinca, la priorità assoluta. Lucia ha stimolato tutti i mondi sensibili a questa visione (e ce ne sono tanti a Pontremoli), garantendo sempre l’iniziativa e il supporto dell’amministrazione. I risultati sono stati secondo me eccellenti grazie al contributo di tutti. C’è da insistere su questa strada creando e cogliendo occasioni attrattive. Ripartire dopo il Covid con lo stesso vigore e lo stesso entusiasmo, sfruttando anche il distretto turistico per allargare l’offerta, sarà importante. Altrettanto essenziale sarà continuare a investire sulla Città per renderla sempre più appetibile. Un esempio su tutti: i numeri del Castello del Piagnaro dimostrano chiaramente quanto la gente sappia riconoscere le cose belle.»

Sembra che ben 600 persone l’anno lascino questo territorio; infatti, la Lunigiana è terra soggetta a continuo spopolamento. Come pensate di intervenire per limitare questo fenomeno che riguarda anche Pontremoli?

«Non è facile e credo non dipenda solo dalle amministrazioni comunali, anzi. La verità è che i territori come la Lunigiana sono lasciati molto soli nella loro marginalità. Ricordo di aver fatto battaglie frequenti in Regione su questi temi, anche insieme a colleghi di altro orientamento politico. Come è possibile trattenere o attrarre residenti se i servizi fondamentali tendono ad essere spostati altrove da Stato e Regione? Pontremoli si sforza di mantenerli il più possibile, ma gli ultimi trent’anni ci dicono che le politiche più alte sono state da questo punto di vista tutte deleterie per la ‘montagna’. Su questo, però, la pandemia (che tanto dolore e tanta paura sta causando) può avere anche un effetto positivo. La ripartenza può essere il momento per far cambiare rotta ai legislatori e sarà senz’altro un momento che porterà tutti a riflessioni nuove sui modelli di vita. L’iniziativa pontremolese, in pieno Covid, dei ragazzi che hanno lanciato con grande professionalità e competenza lo smart working come soluzione per un vivere più sereno è un esempio ormai concreto per chiunque e non più la sola chimera del lunigianese chiamato a lavorare altrove che voglia rientrare.»

Sicurezza: Pontremoli ha vissuto un momento difficile, caratterizzato da varie risse e altri episodi spiacevoli. Come pensate di intervenire?

«Siamo intervenuti con servizi supplementari da parte dei nostri Vigili e credo che rispetto alla prima fase estiva le cose siano poi un pochino migliorate. Certamente non basta. Dobbiamo coordinare sempre meglio le nostre attività con quelle delle autorità deputate. C’è uno stretto collegamento in tal senso con i carabinieri e la Polizia Stradale. Contiamo di intensificarlo. Inoltre abbiamo previsto ulteriori investimenti sull’installazione di sistemi di video sorveglianza e ottenuto in questo senso, anche la scorsa settimana, un finanziamento di 20mila euro da Regione Toscana. Questi strumenti si sono già rivelati utilissimi nel passato sia a livello di prevenzione che di repressione e Pontremoli, essendosi attrezzata per tempo, intende continuare ad implementarli.»

Strade: molti reticoli del territorio sono di difficile percorrenza, o presentano spesso smottamenti franosi a causa di una Lunigiana fragile, figlia del dissesto idrogeologico. Pensate di poter investire in questo tipo di sicurezza? Se sì, come?

«Si cerca di farlo sempre, anche se purtroppo non sempre si riesce con la tempestività che ci vorrebbe. Abbiamo un territorio enorme, ma pochi abitanti e quindi poche risorse. In effetti, più che altro si tamponano le emergenze.
Anche qui ci vorrebbe un nuovo modello normativo che consenta di avere stanziamenti statali in funzione di una valutazione che tenga conto maggiormente dei chilometri di strade pubbliche da manutenere. Inoltre, è essenziale che i Comuni siano messi nelle condizioni economiche dalla a Regione e dallo Stato per predisporre progetti esecutivi. Solo così si possono intercettare con la giusta tempestività stanziamenti adeguati per realizzare le opere necessarie. Vale per le frane come per tutti gli investimenti infrastrutturali (viabilità, edilizia scolastica, patrimonio artistico culturale, ecc.). Se i comuni avessero potuto sfruttare questo brutto periodo pandemico per progettare esecutivamente a 360 gradi, oggi saremmo molto più in grado di cogliere le opportunità che arriveranno attraverso il Pnrr!»

Pontremoli, e anche le frazioni, hanno grandi problemi di connessione e telefonia. Dato che alcune associazioni promuovono questo territorio come ideale per lo smart working, non sarebbe importante incrementare il servizio? Come pensate di agire?

«È un altro problema non ancora del tutto risolto per il quale l’amministrazione si è battuta e si batte (insieme a tutti gli altri comuni della Lunigiana) in Regione e in ogni sede in cui si stia discutendo delle difficoltà e dei ritardi nella posa e nella copertura della fibra ottica e della rete telefonica cellulare su tutto il territorio. È un tema fondamentale che, insieme a viabilità e sanità, resta sempre all’ordine del giorno. Si dovranno intensificare le pressioni sulla regione e sulle compagnie interessate.»

Ospedale di Pontremoli: è stato depotenziato e rischia di esserlo ancora. E’ un servizio fondamentale che dovrebbe, invece, essere incrementato in un’area di montagna come questa. Come agirete nei confronti delle istituzioni più alte?

«Pontremoli è da sempre in prima fila nella ‘battaglia’ ormai più che trentennale che vede la Regione e l’Asl mortificare il diritto alla salute dei cittadini lunigianesi, obbligandoci, spesso anche per servizi routinari, a fare molti chilometri e ad affrontare spese evitabili. Anche la gestione della pandemia ha dimostrato le gravi lacune di un sistema sanitario locale che non ha al centro la persona, ovunque sia, bensì la necessità di razionalizzare costi.
Questa logica non è ovviamente accettabile e difatti è sempre stata avversata. Oggi dovrà esserlo ancora di più perché proprio il Covid ha ulteriormente dimostrato la necessità di invertire la rotta puntando a potenziare sia i servizi ospedalieri che quelli territoriali. Gli investimenti saranno possibili (alcuni, di carattere strutturale per l’Ospedale sono richiesti da anni a gran voce e in parte sono ora già pianificati) grazie anche al Pnrr. È quindi il momento di spingere tutti insieme perché siamo programmati e realizzati. La ‘lista della spesa’ è lunga e l’occasione è irripetibile.
Un primo importante segnale che deve arrivare da Regione ed Asl è la nomina di un direttore di unità operativa complessa per il presidio ospedaliero della Lunigiana (Pontremoli e Fivizzano). Su questo il Consiglio Regionale, dopo le furbate dell’Asl, è chiamato ad esprimersi a breve su istanza di molti – purtroppo non tutti – sindaci della Lunigiana. Mi auguro che le forze politiche, di qualunque orientamento, in quella sede non facciano prevalere la volontà di gruppi di potere interni al mondo sanitario che non credono allo sviluppo virtuoso dei servizi sanitari ospedalieri periferici prediligendo il contenimento da attuare attraverso un controllo asfissiante e gravemente lesivo dell’utenza.»

In vista del Pnrr che, se ben sfruttato, porterà moltissimi soldi ai territori come la Lunigiana, come pensate di porvi?

«L’ho sostanzialmente già detto: sanità, infrastrutture viarie e digitali, turismo. Sono tre pilastri che possono restituire centralità e presenze al territorio. Dobbiamo chiedere che si articolino subito (lo abbiamo già fatto attraverso i nostri amministratori) progetti comprensoriali in grado di garantire risorse assolutamente necessarie per uno sviluppo coerente e costante del territorio.»

Uno dei punti del vostro programma al quale tenete particolarmente?

«Tutto ciò di cui si è parlato è importante, se non essenziale. Quello che conta veramente, però, secondo me, per un amministratore locale è esserci sempre, stare in mezzo alla gente, vivere il proprio territorio con passione e capacità di ascolto reale per trovare soluzioni e sviluppare idee. È quello che ho cercato di fare in ogni momento di impegno amministrativo ed è quello che continuerò a fare, qualunque sia il ruolo che il voto del 3-4 ottobre nel mio comune vorrà assegnarmi.»