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«Il Pd? A Montignoso non è più un partito “democratico”». E sei ex-dirigenti vanno con Matteucci foto

C'è anche l'ex primo cittadino Binaglia nella nota inviata per prendere le distanze dalle recenti dichiarazioni del segretario comunale dei dem Luca Nicolini

MONTIGNOSO – «La recente presa di posizione pubblica del segretario comunale del Pd di Montignoso in merito alla mancata candidatura di Gianluca Parducci, esponente della minoranza del partito di Montignoso, nella lista a sostegno del Sindaco uscente, è soltanto l’ultima e più clamorosa dimostrazione dell’idea di democrazia che anima il gruppo dirigente del Pd di Montignoso. Nella sua dichiarazione apparsa sulla stampa Nicolini afferma che tutte le anime del partito sono rappresentate in lista. Non è così e lo dimostrano i fatti. Giova ricordare, per onore di verità, che fino allo scorso febbraio la minoranza del Pd ha tentato in tutti i modi di ricucire lo strappo avvenuto 5 anni orsono con quella parte del Pd montignosino che fu costretta a uscire dal partito e costituire la lista Montignoso Democratica». Lo affermano in una nota sei ex-dirigenti del Pd: Nicola Benedetti (ex componente della segreteria comunale), Federico Binaglia (ex sindaco), Claudio D’Antonio (ex componente della direzione comunale), Roberto Di Matteo (ex capogruppo Pd in Consiglio comunale), Luisella Giunta (ex componente della direzione comunale), Piero Sacchetti (ex segretario comunale).

«Oggi come allora si ripete lo stesso copione: nessun esponente della minoranza è stato candidato. Eppure Nicolini non ha difficoltà a dichiarare il contrario, convinto che anche le bugie più grossolane hanno credibilità se affermate da chi ha un’idea padronale dei partiti e della democrazia. La realtà nuda e cruda è che nessun membro della minoranza ha trovato posto nella lista. Oggi, come nel 2016, ha prevalso la volontà di escludere le voci dissonanti, quelle voci non allineate che sono state sistematicamente escluse dalla gestione unitaria del partito da noi invocata e mai concessa. Tali comportamenti discriminatori sono stati condivisi dal sindaco Gianni Lorenzetti; quello stesso che a livello provinciale, nei panni di esponente della minoranza, ha chiesto e ottenuto dalla Direzione Provinciale una gestione unitaria del partito. Gestione unitaria che va bene a livello provinciale ma non a Montignoso».

«La scelta di non candidare alcun esponente della minoranza è particolarmente grave perché cozza con lo Statuto del partito (art. 25 “Scelta delle candidature per le assemblee rappresentative”), in cui è esplicitamente citato il rispetto del pluralismo politico. Lo statuto non è pertinenza del partito di Montignoso, è qualcosa di molto più impegnativo e vincolante, per questo avremmo apprezzato una presa di posizione diversa del segretario provinciale Enzo Manenti che ha vissuto in prima persona, assieme a noi, il rigetto continuo e pervicace da parte di Nicolini e Lorenzetti dei numerosi tentativi messi in campo dalla minoranza nei mesi scorsi per sanare la rottura di cinque anni fa e arrivare a una gestione condivisa del partito di Montignoso. Il segretario comunale e il sindaco forse pensano che il PD sia un club privé che può essere gestito valorizzando i fedelissimi ed escludendo sempre e comunque chi non è allineato, fregandosene dello Statuto e del basilare principio democratico di rispetto della minoranza. L’ultimo episodio dell’esclusione di Gian Luca Parducci dalla lista, in favore di candidati al terzo o quarto mandato, alcuni soggetti a indagini giudiziarie, è solo l’ultimo di un lungo elenco di comportamenti arroganti e discriminatori del gruppo dirigente del Pd di Montignoso che si protrae da anni. Il risultato è che cinque anni fa la rottura indebolì il Pd di Montignoso e la coalizione guidata da Lorenzetti vinse con un risultato clamorosamente deludente (meno del 49%). Il Pd e il Centro Sinistra, comunque vada, risulteranno indeboliti perché le voci critiche, sono una componente fondamentale di qualsiasi organismo e comunità che voglia operare nel rispetto della democrazia e degli statuti».

«Di fronte a tali reiterati comportamenti di esclusione e in conseguenza di scelte amministrative non sempre condivisibili – concludono gli ex-dirigenti Pd – non resta che tirare le debite conclusioni: a Montignoso i sottoscritti ex dirigenti del Pd, pur non impegnandosi in prima persona, sosterranno la lista civica ambientalista e progressista “Con Te per Montignoso” guidata dal candidato a sindaco Francesco Matteucci. Lista che, per il programma e per la storia dei candidati, si colloca nel campo di un centrosinistra rinnovato, antifascista. attento alle questioni ambientali, alla legalità e alla trasparenza amministrativa».