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Morte sul lavoro, i sindacati in piazza a Massa: «Troppi incidenti, bisogna vigilare con una commissione» foto

Cgil, Cisl e Uil, dopo lo sciopero spontaneo a seguito dell'incidente che ha tolto la vita ad un operaio di 54 anni, si sono ritrovate davanti alla prefettura. «Dobbiamo trovare nuove modalità per quanto riguarda gli appalti dei lavori. Secondo il nostro osservatorio gli infortuni avvenuti con ditte subappaltatrici sono di più»

MASSA-CARRARA – Il tragico incidente sul lavoro che ieri è costato la vita ad un operaio di soli 54 anni, Daniele Rebecchi, impegnato nei lavori civili di ristrutturazione di un capannone ad Avenza (qui la notizia), ha scosso tutta la comunità. Questo è solo l’ultimo, in ordine cronologico, di una serie di incidenti mortali sul luogo di lavoro avvenuti nel territorio di Massa-Carrara. Troppo il dolore da sopportare. Per questo, nella mattinata di giovedì 22 luglio, Cgil,Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero spontaneo di 2 ore per ritrovarsi, con un presidio, in piazza Aranci, davanti a Palazzo Ducale, sede della prefettura.

I delegati provinciali dei sindacati sono quindi entrati nella Sala della Resistenza, per un incontro, dove ad attenderli, però, non c’era il prefetto Claudio Ventrice. «Noi più volte abbiamo chiesto un incotro con il prefetto per discutere della creazione di una commissione che riunisse gli enti governativi del territorio, l’Asl e i sindacati, per vigilare sui troppi infortuni che avvengono sul luogo di lavoro. – ha spiegato Andrea Figaia di Cisl – Credo che a questo punto il prefetto dovrebbe convocarci, o assumersi le proprie responsabilità».

«Il nostro obiettivo è arrivare ad un patto d’intesa, sia a livello provinciale che a livello nazionale. Noi mettiamo a disposizione tante idee, tante proposte sulla formazione, sui corsi per la sicurezza, sull’ampliamento degli organici rispettivi. – ha dichiarato Paolo Gozzani di Cgil – Dobbiamo trovare nuove modalità per quanto riguarda gli appalti dei lavori. Secondo il nostro osservatorio gli infortuni avvenuti con ditte subappaltatrici sono di più. Le piccole aziende o le partite iva non riescono ad investire sulla sicurezza. Anche al tavolo della Regione noi, per quanto riguarda Massa-Carrara, abbiamo messo al centro la sicurezza sul lavoro. Il nostro territorio è martoriato da degrado, fragilità economica e sociale».

«Nuovamente ci troviamo ad affrontare un lutto: la morte di un lavoratore edile all’interno di una fabbrica metalmeccanica:nuovamente il avoro che dovrebbe edificare l’uomo, lo uccide. Lo uccide anche un sistema dove la sicurezza viene a mancare sia per cultura sia perché valutata come un onere, ma questo non può più essere: la vita è sacra e sta a tutti noi fare l’impossibile per tutelarla. – scrive la Cisl in un comunicato ufficiale a seguito del presidio – Una risposta invece potrebbe essere pensare fuori dagli schemi, andare oltre: al sistema salute e sicurezza sui posti di lavoro manca un coordinamento generale, richiesto anche recentemente, con il  coordinamento al prefetto. Quindi un passo che potremmo attivare è un tavolo di coordinamento territoriale dove amministrazioni, Asl, Inail, Comitati, Organizzazioni Sindacali, organizzazioni Datoriali e rappresentanti del terzo settore, si siedono insieme e condividono e coordinano insieme azioni reali, che vadano ad incidere in modo concreto sul tessuto sociale e sulla conoscenza del sistema, ma in modo specifico sulla cultura del lavoro in sicurezza, facendo tesoro, qua che abbiamo avuto un cluster con ben più di dieci morti, di quanto purtroppo già accaduto, senza ricominciare daccapo ogni volta, con lo sconforto che si prova ci fronte all’immagine del corpo ancora caldo».