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Il sindaco Mastrini agli Stati generali, rappresenterà la Lunigiana

TOSCANA – Si aprono a Firenze gli Stati Generali della Montagna in vista del nuovo Programma regionale di sviluppo.

I vertici della Regione e gli amministratori locali si troveranno dunque a confronto per disegnare il futuro delle aree interne: per la Lunigiana interverrà il Sindaco di Tresana, Matteo Mastrini.

“E’ chiaro a tutti che, in queste condizioni, è difficile restare, investire o addirittura tornare a vivere in montagna. La politica non può solo confidare nella ferrea volontà dei cittadini nati in questi territori, o nel coraggio dei piccoli imprenditori e degli agricoltori che, spesso da soli, garantiscono l’economia locale”.

La giornata si aprirà con l’intervento del Presidente della Regione, Eugenio Giani,a cui seguirà quello di Irpet: “I numeri della montagna toscana sono impietosi, il calo demografico è evidente. E proprio da questi numeri si dovrà partire per stabilire una strategia e soprattutto come investire le risorse”.

Fra i principali problemi la connessione tra aree interne e urbane: “In Lunigiana questo problema è particolarmente evidente. Penso anche e soprattutto alla Lunigiana orientale e al collegamento veloce con la costa Tirrenica, passando per il comune di Fivizzano, ovvero la cosiddetta “Via Fivizzano-Mare”, sogno infranto dei fivizzanesi, di cui tanto si parlò alla fine degli anni ottanta grazie all’impegno dI Luigi “Gino” Chinca. Di questo progetto sono convinto sostenitore”.

Difficoltà di collegamento che riguardano anche i trasporti: “Penso ai collegamenti su ferro e su gomma e alle difficoltà per i lunigianesi di raggiungere la costa e le città toscane con i mezzi pubblici. Penso anche ai tanti pendolari che la mattina partono da Aulla e che hanno un unico treno a disposizione, o ai mezzi gommati, come i bus, che tradiscono i segni del tempo e non sono economicamente oltre ambientalmente sostenibili. Forse noi non abbiamo diritto ad averne trasporti ecologici e rapidi?”

Un altro tema fondamentale è quello dello sviluppo agricolo: “Se ne parla tanto, ma nei bandi regionali, anche rispetto a quanto avviene all’estero, si privilegia la filiera. Questo non aiuta le singole aziende, che vedono dilatarsi i tempi dei pagamenti. Basti pensare che la Toscana ha rischiato di non vedersi riconosciute dalla UE alcune risorse del PSR proprio per questo motivo”.

Centrale poi il tema dei servizi sociosanitari: “Se la rete sociale tiene, altrettanto non si può dire per la parte sanitaria. In questo la nostra richiesta di una UOC (Unità operativa complessa) della Lunigiana è rimasta per il momento inascoltata. Per me, se non è chiaro che si debba derogare ai numeri (come dice l’art.32 della Costituzione) diventa impossibile pensare a servizi di qualità in montagna. Così come non si può dimenticare la sofferenza in cui si trovano perennemente i nostri ospedali di Fivizzano e Pontremoli”.

Per proseguire con le comunità smart: “Qui siamo indietro di almeno un anno rispetto agli impegni assunti da Regione Toscana con Open Fiber. I residenti nelle frazioni montane spesso non hanno internet, i turisti che vorrebbero venirci a trovare talvolta cambiano idea perchè temono di restare isolati. Su questo non si può più aspettare”.

L’intervento di Mastrini riguarderà in particolare i servizi essenziali: “Bisogna consentire a chi vive in montagna di poterlo fare nelle condizioni migliori. E questo si può concretizzare solo attraverso la sostenibilità e la qualità dei servizi: è normale che se una famiglia da noi ha meno opportunità e soprattutto non beneficia di nessuna agevolazione, rischiamo di perderla. Quindi, per un nuovo dinamismo demografico, dobbiamo puntare su fiscalità agevolata, servizi e qualità della vita”.