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Genitori e professori a difesa delle “scienze umane”: «I numeri parlano chiaro: al liceo servono aule»

I genitori: «La disponibilità del numero di aule venga messa a disposizione di coloro che ne hanno più necessità»

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CARRARA – “Nel dibattito sull’inversione delle sedi tra il Liceo Repetti e il Liceo Montessori, è tempo di focalizzare l’attenzione sulle persone, più precisamente sulle ragazze e sui ragazzi di tutto l’Istituto comprensivo Montessori-Repetti, veri protagonisti della mission educativa della scuola intera”. Questa la sintesi del pensiero dei professori del liceo delle Scienze Umane, intervenuti attraverso un comunicato sulla questione che riguarda i problemi di spazio nelle sedi dei licei Montessori-Repetti. Contro il trasferimento del classico dalla sua sede storica in viale XX Settembre si sta costituendo un comitato (qui la notizia). Contemporaneamente, dall’altra parte, c’è chi difende gli interessi degli altri due licei del comprensorio. “La storia del nostro territorio è passata – scrivono i professori del liceo Scienze Umane – e continua a passare, dai banchi del IIS Montessori Repetti, un’unica comunità scolastica costituita da tre plessi. Ma sarebbe miope e grossolano ritenere che “storia” sia sinonimo di “passato”, come ci insegna Bloch. Storia è sì memoria del passato, del Repetti come del Montessori, ma è anche sguardo attento sul presente, in particolar modo sugli uomini e le donne che quel presente lo abitano. Nel dibattito sull’inversione delle sedi tra il Liceo Repetti e il Liceo Montessori, è tempo di focalizzare l’attenzione sulle persone, più precisamente sulle ragazze e sui ragazzi di tutto l’Istituto comprensivo Montessori-Repetti, veri protagonisti della mission educativa della scuola intera”.

“C’è infatti un dato incontrovertibile emerso già a partire da quest’anno scolastico – spiegano i professori -: la sede del Liceo delle Scienze Umane non dispone di spazi sufficienti a contenere gli studenti. Infatti, allo stato attuale non c’è un numero sufficiente di aule rispetto al numero complessivo degli iscritti, fra cui 17 alunni diversamente abili. Ancora più nel dettaglio: il Liceo delle Scienze Umane, a fronte di un numero totale di studenti pari a 378, a settembre avrà 18 classi per sole 17 aule (delle quali alcune con capienza insufficiente per accogliere gruppi superiori alle 20 persone); il Liceo Classico, invece, a fronte di 190 alunni, avrà 10 classi su un totale di almeno 20 aule disponibili. In prospettiva, poi, negli anni successivi, se il trend di crescita del liceo delle Scienze Umane dovesse confermarsi, la situazione vedrebbe aggravarsi ulteriormente il quadro sopra descritto. Nell’anno scolastico, 2022-2023, infatti, si formeranno 3 quinte, 3 quarte, 4 terze, 5 seconde e almeno 3-4 prime, per un totale di 18-19 classi, stessa situazione nell’anno scolastico 2023-2024, con 3 quinte, 4 quarte, 5 terze, 3-4 seconde, 3-4 prime, per un totale  sempre di 18-20 classi. Nell’anno scolastico 2024-2025, analogo problema, giacché si formeranno 4 quinte, 5 quarte, 3-4 terze, 3-4 seconde, 3-4 prime per un totale di 18-22 classi. E così via, senza contare la possibilità di un potenziale incremento ulteriore degli iscritti, che sarebbe comunque auspicabile”.

La proposta dei professori delle “scienze umane” è lo scambio temporaneo delle sedi, “nella prospettiva di considerarci comunità educante, inclusiva e che non ha dubbi su quali siano le sue priorità”. “Siamo convinti, infatti – proseguono – che l’identità e la storia del Montessori, come quelle del Repetti, non siano legate tanto alle mura, quanto alle persone e a un’offerta formativa di qualità a cui tutti i nostri ragazzi hanno diritto. Uno scambio di sede è peraltro una strada già percorsa e rodata, proprio dal Liceo delle Scienze Umane che nel 2015, per venire incontro alle esigenze del Liceo Linguistico allora in espansione, lasciò la sede storica di via Lunense permettendo, non senza qualche rinuncia, ad altri ragazzi di poter studiare in un ambiente più consono e confortevole. Aiutare i ragazzi e le ragazze del Liceo delle Scienze Umane che si trovano oggi in una situazione di difficoltà, non comporterebbe affatto  una riduzione di spazi per il Classico, che nella sede di via Marco Polo avrebbe invece a disposizione 10 aule, oltre a una palestra e ad altre ben 7 aule da dedicare ai laboratori. Nello stesso tempo lo studio dei classici, le attività laboratoriali richieste dalla curvatura bio sanitaria, i preziosi materiali conservati negli anni al Repetti sarebbero preservati e, con essi, lo sarebbero anche gli alunni e le alunne del Liceo delle Scienze Umane che potrebbero così disporre di aule in cui fare lezione, a loro volta predisporre attività laboratoriali ma soprattutto evitare la soluzione maggiormente penalizzante e disfunzionale: lo smembramento di alcune classi/sezioni, che verrebbero dislocate al Repetti”.

“Infine – chiudono i professori – non sarebbero più necessarie alcune soluzioni “tampone” variamente ventilate, quali: utilizzo della DAD per compensare gli spazi mancanti o il dispendioso affitto di moduli prefabbricati da collocare nel parco di Villa Ceci.

I genitori: “La disponibilità del numero di aule venga messa a disposizione di coloro che ne hanno più necessità”
Non solo professori. Nel dibattito sono intervenuti anche i genitori degli alunni del liceo delle Scienze Umane, i quali “non ravvisano motivazioni tali da non spostare l’intero Liceo Classico nella sede di Via Marco Polo e viceversa il
Liceo delle Scienze Umane nella sede di Viale XX Settembre”. Di seguito il loro comunicato.

Integrità, tutela, continuità didattica, vengono più volte ribaditi e sembrano porsi in contrapposizione a
solidarietà e uguaglianza degli individui appartenenti alla comunità scolastica cittadina. Si ricorda che gli spostamenti delle sedi, patrimonio dell’edilizia scolastica provinciale e comunale, è evento tutt’altro che raro; Palazzo Cucchiari, ora sede della Fondazione “Giorgio Conti” è stato sede del Liceo scientifico prima del suo trasferimento nella sede di viale XX Settembre e da 14 anni situato in Via Campo D’Appio.

La garanzia di continuità didattica non viene quindi messa in discussione dagli spostamenti di sede e, semmai, l’integrità della comunità scolastica, costituita da una sinergia di studenti docenti e personale tecnico – amministrativo, ha la necessità di rimanere unica e unita, indipendentemente dove sia la sua collocazione e senza smantellamenti di sorta. Garanzia questa che ha valore per ogni singolo istituto e per il quale ogni possibile “smembramento” potrebbe essere foriero di un calo di iscrizioni non imputabile al calo demografico ma ad una miope gestione di questa criticità.

In un momento di difficoltà, anche dovuta all’emergenza sanitaria, desta stupore la mancanza di solidarietà di una piccola parte della comunità scolastica cittadina rispetto alla situazione dell’Istituto Montessori che vive le medesime problematiche e che ha diritto alle stesse opportunità senza distinzioni. E se non bastasse l’empatia, si può aggiungere che in democrazia contano i numeri; si è lo scorso anno potuto far fronte a tali difficoltà strutturali perché quando era consentita la didattica in presenza al 100%, il Liceo delle Scienze Umane ha dovuto “rinunciare” a tale possibilità arrivando al 60% per le 18 classi che lo compongono (10 sono le aule occupate dal Classico). Questo nuovo anno scolastico che inizierà a settembre vede 102 nuove iscrizioni al Liceo delle Scienze Umane contro le 43 del Liceo Classico, pertanto la disponibilità del numero di aule dovrebbe essere messa a disposizione di coloro che ne hanno più necessità. Si ha quasi a sensazione che la problematica più che i ragazzi, che sono adattabili per natura, riguardi più i genitori e i docenti del Repetti.

La nostra è una città piccola e vedere quale sia la posizione del comitato rattrista anche perché oltre l’interesse e la visione personale, la scuola viene qui rappresentata come involucro o edificio dove far lezione, più che un’opportunità di spazi polifunzionali ed intercambiabili da utilizzare proprio in base al numero dell’utenza.

La scuola è cambiata dagli anni ’60, si è evoluta volta alla realizzazione del diritto allo studio per tutti, nelle migliori condizioni possibili ma cercando di non lasciare indietro nessuno. Leggere l’articolo sulla costituzione di un comitato a Tutela del Liceo Classico E. Repetti lascia solo amarezza e sembra l’ennesima dimostrazione che tendenzialmente si guarda esclusivamente a mantenere il proprio status quo e non si esamina la questione in senso ampio più inclusivo dei diritti di tutti. L’Istituto M. Montessori stesso ha lasciato la sua sede “storica” per fare spazio al Liceo Linguistico cha aveva necessità di aule.

A meno di non voler superare la Riforma Gentile, di considerazioni pretestuose su costi e benefici e di considerare una piccola parte della comunità scolastica più importante e meritevole di un’altra, non si ravvisano motivazioni tali da non spostare l’intero Liceo Classico nella sede di Via Marconi e viceversa il Liceo delle Scienze Umane nella sede di Viale XX Settembre, augurandoci tutti di avere a disposizione, al più presto, soluzioni e sedi più adeguate e gradite.

 

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