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«Senza green pass a rischio 70mila arrivi dall’estero a Massa-Carrara. Situazione più incerta del 2020» foto

Sono 220mila le presenze di turisti stranieri per la bella stagione nella provincia apuana. Ferrari (Coldiretti): «Il progressivo allentamento del coprifuoco ha avuto effetti immediati sulla ristorazione tipica»

MASSA-CARRARA – Dal green pass e dall’attuazione in tempi rapidi del piano vaccinale dipende l’arrivo di 70 mila turisti stranieri in provincia di Massa-Carrara di cui 15mila nella sola Lunigiana. È la stima di Coldiretti sulla base dei dati del movimento turistico per ambito relativo al 2019. “Rispetto allo scorso anno la situazione è paradossalmente ancora più incerta. In questo momento della stagione il numero di prenotazioni era sicuramente più incoraggiante. Molto dipende dal progressivo allentamento delle restrizioni e soprattutto dal piano vaccinale – analizza Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa-Carrara – La vaccinazione è una delle prerogative per ottenere il certificato verde e di conseguenza per pianificare e prenotare una eventuale vacanza. Il ritorno dei vacanzieri dall’estero nella nostra regione e nella nostra provincia è strategico per l’ospitalità turistica anche perché i visitatori da questo paesi stranieri hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa. In Lunigiana – analizza ancora – questa assenza si è fatta molto sentire. Un arrivo su 2 pernotta in agriturismo o B&B. Parliamo di oltre 30 mila presenze che sono completamente mancate alle strutture e alla filiera turistico ricettiva”.

Coldiretti Massa-Carrara stima in 50 milioni di euro la spesa turistica degli stranieri per garantirsi alloggio, alimentazione, trasporti, shopping e souvenir generati. “L’impatto del turismo straniero è rilevante sia per il settore dell’ospitalità che per quello della ristorazione e della filiera agroalimentare con il cibo che – spiega ancora la Ferrari – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza con circa un terzo della spesa destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche. Per gli agriturismi è stato un anno nero con perdite di fatturato fino al 90% che si traduce in un effetto domino su tutte le filiere connesse”.

Il graduale allentamento delle misure restrittive, come il coprifuoco con lo spostamento di un’ora, ha già palesato i suoi effetti positivi sul settore della ristorazione. “Il progressivo allentamento del coprifuoco – conclude la Ferrari – ha avuto effetti immediati sulla ristorazione tipica. Stimiamo un 10% in più gli incassi nelle strutture che effettuano ristorazione. Lo spostamento di un’ora è solo un primo passo verso la riapertura totale con il via libera dal 1 giugno ai pasti al coperto a pranzo e cena che consente la riapertura di metà della ristorazione che non dispone di spazi all’aperto. Comprendiamo la necessità di passi prudenziali per non far ripartire i contagi ma questo è il momento di riaccendere il motore della nostra regione che è rappresentato da turismo, ristorazione e commercio”.