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Cavalli nella riserva di Fociomboli, il Parco delle Apuane: il Tar non ha annullato le multe

«La sentenza non ha cancellato la sospensione del pascolo abusivo, che tale rimane»

APUANE – I responsabili del Parco Apuane fanno chiarezza sulla questione riguardante l’intervento del Tar sulla questione delle multe e della sospensione del pascolo per i cavalli e i muli che si trovano nella Riserva integrale del Padule di Fociomboli. «La rassegna stampa di questi giorni – spiega il Parco delle Apuane – offre una lettura sbagliata e fuorviante sul caso della mandria di equini nella Riserva integrale del Padule di Fociomboli. I commenti alla notizia della sentenza 687/21 del Tar della Toscana, si prestano a una distorsione della vicenda che è contraria alla verità dei fatti e mette in cattiva luce l’azione di controllo e vigilanza del Parco. Chi ha letto i titoli “Massa. Cavalli e muli vincono il processo contro il Parco Apuane davanti al Tar” e, ancora peggio, “Asini e cavalli nel Parco. Il Tar cancella la multa”, si è fatto l’idea errata di un Ente che ha incolpato ingiustamente un gruppo di animali inermi ed innocenti come il loro proprietario».

Il Parco dichiara che la realtà è diversa: «Il Tar non ha cancellato nessuna multa e le due sanzioni amministrative comminate devono essere pagate. La sentenza non ha annullato la sospensione del pascolo abusivo, che tale rimane e pertanto gli equini non potevano e non potranno pascolare nella riserva integrale. Rimane il problema del ripristino dei luoghi, che il Tar ha interpretato a suo modo. Che ci siano stati dei danni nella torbiera e nella vicina faggeta è fuor di dubbio. Per il Parco questi sono da addebitare ai cavalli, ai muli e agli asini lasciati allo stato semi-brado e senza controllo. Anche molti frequentatori del Retrocorchia hanno segnalato una situazione incresciosa ed indicato come responsabilità della mandria detta. Per altro, il Parco ha raccolto prove dirette soprattutto dello scortecciamento dei faggi a loro opera. Secondo il Tar, il Parco non avrebbe fornito sufficiente documentazione del fatto che i danni alle specie vegetali siano stati provocati tutti e in via esclusiva da questi equini che stabilmente stazionano qui, in modo abusivo, per diversi mesi all’anno, contravvenendo ad un divieto segnalato in zona e conosciuto dal loro proprietario».

«Il Parco  – conclude la nota – prende atto della sentenza, non la commenta e si riserva di ricorrere al Consiglio di Stato, perché non la condivide e vorrebbe ottenere completa e non parziale ragione. Ritiene poi che la vicenda non sia “una vittoria dell’ambiente”, come enfaticamente dichiarato dal proprietario degli equini. A stretto rigore giuridico, non è neppure una vittoria dei “cavalli e muli”, altrimenti il Tar avrebbe addebitato al Parco tutte le spese processuali, trovandosi , in quel caso, nella condizione di parte soccombente».

(foto da escursioniapuane.com)