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Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari: l’82% dei nostri lettori è d’accordo sondaggio

Il 2% ha dichiarato di non saper rispondere, mentre il 16% è contrario. Un utente su Facebook: «Non si può obbligare una persona a subire un trattamento che presenta dei rischi contro la propria volontà»

MASSA-CARRARA – Obbligo vaccinale per gli operatori sanitari: l’82% dei nostri lettori è d’accordo. L’esito del sondaggio lanciato dalla nostra redazione non lascia dubbi su dove penda la bilancia dell’opinione pubblica dopo la stretta voluta dal Governo Draghi su medici e infermieri “obiettori”. Per loro, vaccinarsi diventa obbligatorio ed entro metà aprile le Regioni sono tenute a verificare lo stato degli operatori. Un 2% dei lettori ha dichiarato di non saper rispondere, mentre un 16% è contrario all’obbligo vaccinale.

L’operatore sanitario che si rifiuti di vaccinarsi, infatti, rischia la “sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio da Sars-CoV-2”, ed anche la sospensione dal proprio ordine. Il datore di lavoro può anche adibire il lavoratore a mansioni anche inferiori, con possibile riduzione della paga. Inoltre, quando l’assegnazione a diverse mansioni non è possibile, “per il periodo di sospensione, non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento, comunque denominato”.

Nonostante i contrari siano in netta inferiorità, tra questi c’è chi non ha rinunciato a dire la sua. Come Tom Nook, che commenta sulla nostra pagina Facebook: “Fate quello che vi pare, vaccinatevi se volete, ma non potete renderlo obbligatorio. Perché esistono reazioni avverse, e non potete obbligare una persona a subire un trattamento che presenta dei rischi contro la propria volontà. Io non mi vaccino, voi fate quello che volete”.
Uge Paolini, invece, tira in ballo la questione legata ai diritti: “Siamo l’unico paese europeo con obbligo vaccinale per gli operatori sanitari; si stanno violando tutti i diritti, ricordo che parliamo di un vaccino sperimentale: informatevi”. E sempre lui cita il trattato di Oviedo, il quale – scrive – “vieta ogni imposizione di farmaci contro la volontà del paziente, qualificandola crimine contro l’umanità”. Tra i perplessi c’è anche Ivan Merlini, che commenta: “Come mai hanno bisogno dello scudo penale se i vaccini non creano nessun problema? Mettiamo lo scudo penale generalizzato per tutti i medici che somministrano cure/terapie anche per le altre malattie (che sembrano essere sparite)? Demansionamento? Sospensione dello stipendio? E qui i sindacati muti? Anzi peggio, accettano”.
Più articolato è il pensiero di Luana Gentili: “Finchè hanno curato i nostri cari potevano andare anche senza guanti o mascherine, o con mascherine che erano fuorilegge (pagate a peso d’oro da chissà quale amico dell’amico. L’importante è che andassero. Ora li vogliamo fare vaccinare per forza, ma le statistiche dicono chiaramente che gli unici che avremmo dovuto vaccinare e che dovremmo vaccinare sono gli over 70 e gli ultra vulnerabili, proprio come hanno fatto in Inghilterra, e lì non hanno neanche tergiversato, hanno somministrato a tutti una prima dose unica e poi in un secondo tempo, quando le dosi sono ritornate allora gli over 70 hanno avuto la seconda. Qui invece vacciniamo persone giovani che non ne avrebbero bisogno perché nella maggior parte dei casi risultano asintomatiche, o se contraggono il virus hanno pochi sintomi. Gli over 70 e gli ultravulnerabili, se va bene, forse, saranno vaccinati tutti intorno alla fine giugno. Le statistiche parlano chiaro, e bisognerebbe seguirle invece come sempre abbiamo perso tempo, questo comporterà una perdita enorme di vite che avremmo potuto salvare”. Solidarietà agli operatori “no vax” anche da parte di Max Ghi che, fa notare, “poi in realtà sono semplicemente scettici verso una terapia sperimentale”. “Fossi loro – scrive incrocerei veramente le braccia. Le stesse persone che da più di un anno adottano le medesime misure di sicurezze e sono state definite eroi, adesso sono considerate licenziabili perché non sottoponendosi al vaccino metterebbero a rischio la vita dei pazienti. Ma le misure di sicurezza finora adottate non valgono più? Un vaccinato non le rispetterà più?”

Nella larga fetta dell’82% dei favorevoli, invece, c’è Paola Malatesta: “L’operatore sanitario che non si vaccina rischia di far perdere la vita ai malati, il minimo è che lui rischi lo stipendio”. E’ d’accordo Simonetta Battistini, che commenta: “Tutti quelli che lavorano solo per avere lo stipendio e non perché credono e amano il proprio lavoro, che dovrebbe essere operarsi per i più deboli (e in questo periodo, deboli siamo tutti di fronte a un nemico che ha stravolto le nostre vite)…che cambiassero lavoro!”

Sondaggio

Coronavirus, sei d'accordo con la norma sull'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari?

  • Sì, sono d'accordo (82%)
  • No, non sono d'accordo (16%)
  • Non so (2%)
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