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«Bagni in comune, corrente a intermittenza un lavandino per ogni uso: situazione invivibile alla residenza di via Tortore»

La denuncia dell'associazione Inquilini e Abitanti A.S.I.A: «Non vi sono aree cottura attrezzate né aree separate per pulizia dei cibi e igiene personale . E niente Internet, nonostante l'attuale situazione emergenziale lo renda necessario»

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MASSA –  “Nonostante la struttura di via Tortore a Massa sia nata come struttura emergenziale e temporanea, tutti i nuclei presenti vi sono residenti da almeno un anno e alcuni da più di sei; nella maggior parte dei casi non c’è alcuna notizia per quanto riguarda eventuali spostamenti. Ciò non può più essere considerato emergenziale o temporaneo”. Inizia così l’intervento dell’associazione Inquilini e Abitanti A.S.I.A.-USB, che denuncia una situazione invivibile alla residenza sociale di via delle Tortore. “L’ex scuola adibita ad alloggio accoglie oggi 7 nuclei familiari per un totale di 19 persone, tra cui numerosi minori e alcuni invalidi – entra nel dettaglio l’associazione – La metratura delle stanze è insufficiente per il numero di persone, che si ritrovano così a vivere in condizioni che non sarebbero mai ritenute agibili in strutture private. Ogni nucleo ha a disposizione una sola stanza e servizi igienici comuni che sono insufficienti sia per spazi – 2 docce, 2 water closet, 2 turche, 3/4 lavandini, nessun bidet – che per capienza – la fornitura idrica non permette l’uso contemporaneo di 1 doccia e 1 lavandino.” E aggiungono: “La fornitura di corrente elettrica spesso si interrompe perché non adeguata ai consumi di un tal numero di persone. Non è ancora stata installata una connessione internet, nonostante l’attuale situazione emergenziale lo renda necessario – si pensi al diritto allo studio dei minori presenti. La maggioranza dei bambini presenti non può usufruire del servizio di trasporto scolastico e non sono previste agevolazioni per l’accesso ai trasporti, sebbene la zona sia mal servita dal trasporto pubblico.”

“La definizione di “struttura emergenziale” – sottolinea A.s.i.a – non prevede aree cottura attrezzate, aree separate per la pulizia dei cibi e per quelle dedicate all’igiene personale, negando di fatto il diritto alla preparazione dei pasti. Non sono previsti, o comunque non vengono svolti, interventi di pulizia delle aree comuni che gli ospiti autogestiscono a proprie spese, ne è stata prevista una zona lavanderia, costringendo a lavare i panni a mano, nello stesso lavandino usato per ogni altro uso: cibo, persone, vestiti.” Poi l’associazione conclude: “chiediamo chiarimenti sul sistema di gestione della struttura, sulle possibilità che si presentano a queste famiglie, sulla situazione dell’edilizia pubblica ed, infine, sui criteri di assegnazione di bonus e sostegni economici. Abbiamo stilato delle richieste che possano migliorare fin da subito le condizioni di vita all’interno di queste strutture ed altre per fare chiarezza sul futuro che si prospetta a queste famiglie. Martedì pomeriggio avremo un primo confronto con l’attuale amministrazione – annuncia – Insieme alle famiglie pretenderemo un miglioramento reale delle condizioni di vita della struttura e un piano a lungo termine che garantisca il diritto all’abitare per queste persone. Non siamo più disposti ad accettare promesse e attendere invano. Se la situazione resterà quella attuale ci prepariamo già ad un organizzare una mobilitazione”.

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