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Serinper, l’assessore Podestà presenta le dimissioni. Cella (Lega): «Poca chiarezza da Giani e Lorenzetti»

Il segretario provinciale del Carroccio e vicesindaco di Massa: «Bene ha fatto il sindaco Persiani ad avviare un'indagine interna agli uffici comunali per scattare una fotografia dettagliata del settore servizi sociali»

MASSA-CARRARA – «Serinper, poca chiarezza da Giani e dal sindaco di Montignoso». Il segretario provinciale della Lega di Massa-Carrara Andrea Cella, interviene sul caso (qui i dettagli): «Abbiamo appreso che gli enti preposti si sono attivati per le doverose verifiche alle strutture e i conseguenti provvedimenti. Inoltre sembrano sbloccati i pagamenti degli stipendi ai dipendenti, in modo da assicurare una continuazione del servizio. Tutto ciò in ottica di garantire un futuro migliore agli ospiti. Era senz’altro questo il primo pensiero che doveva essere risolto sulla vicenda. Bene ha fatto il sindaco di Massa ad avviare già nei giorni scorsi un’indagine interna agli uffici comunali per scattare una fotografia dettagliata del settore servizi sociali: il settore era già al centro di alcuni provvedimenti da parte dell’amministrazione comunale nel 2019 e nel 2020, atti in cui si fornivano indicazioni su maggiori controlli e una più rapida rotazione delle strutture cui assegnare i minori. Trovo altrettanto doverosa la richiesta della Lega Toscana che, tramite una mozione in consiglio regionale, ha chiesto l’avvio di un’indagine conoscitiva per indagare sul funzionamento del sistema di accreditamento regionale delle strutture, su come migliorarlo e sul rapporto tra Regione e Serinper».

«Constato purtroppo – continua Cella – che non vi è la stessa solerzia da parte del presidente della giunta regionale Eugenio Giani, che sull’argomento a oggi professa un’assordante silenzio; analogo chiarimento sarebbe gradito quantomeno dal consigliere regionale che rappresenta la nostra provincia, Giacomo Bugliani. Silenzio tombale anche dall’amministrazione comunale montignosina, che detiene il triste primato del maggior numero di indagati/arrestati: abbiamo appreso da dichiarazioni della segreteria comunale del partito che sono indagati non solo sindaco, assessore al sociale e capogruppo in consiglio comunale, ma che uno dei dirigenti Serinper arrestati era un dirigente del Pd. Inoltre l’assessore al sociale Giorgia Podestà (indagata, ndr) ha presentato le proprie dimissioni». Le dimissioni sono state respinte dal sindaco Gianni Lorenzetti, mentre è stata sospesa la responsabile del centro affidi del Comune.

«Reputo quantomeno doverosa – prosegue Cella che parla anche da consigliere di opposizione a Montignoso – la convocazione di un Consiglio comunale in cui l’amministrazione relazioni sulla situazione a tutti i consiglieri. Ebbene io non mi scordai di presentare un esposto sugli abusi edilizi operati sulla struttura Serinper di Montignoso. Lo feci nel luglio 2019, su segnalazione di alcuni cittadini che mi chiesero di controllare i ferventi lavori attorno alla struttura. Tutt’altro che qualche semplice palo per un campetto da calcio, bensì una gettata in cemento con maglia metallica annessa, di oltre 100 metri quadri. La prima domanda che sorge spontanea era, ed è, se il regolamento urbanistico permettesse tale struttura. Scoprii che i lavori erano in corso dai primi giorni del mese senza l’apposita cartellonistica riportante la data di inizio e di fine lavori e il soggetto appaltante ed esecutore, oltre che senza il numero di segnalazione certificata di inizio attività».

«In data 11 luglio – prosegue Cella – apparve poi un cartello, che comunque rimase carente del numero di segnalazione certificata di inizio attività. Venerdì 12 luglio mi recai negli uffici comunali per capire se tali lavori fossero in possesso di adeguato permesso o quantomeno richiesta: mi venne risposto che non era presente alcuna richiesta nei sistemi informatici dell’ente. Lunedì 15 luglio tornai negli uffici per verificare assieme al responsabile comunale se vi fossero almeno delle Pec inviate per segnalare l’inizio dei lavori, ma ancora una volta la risposta fu negativa. Mi premurai quindi di avvertire per vie brevi sia venerdì che lunedì il comando locale di polizia municipale, chiedendo fosse fatto un sopralluogo sul posto per rilevare e capire la situazione di tali lavori. Non ottenendo alcun riscontro alla richiesta, il 17 luglio infine inviai una Pec al protocollo del Comune».

«Aspetto tutt’oggi la risposta – aggiunge – sebbene seppi all’epoca che i lavori subirono un repentino arresto, se non un’involuzione. Tutto questo mi pare ben altro di un semplice abuso edilizio, la questione è sicuramente più complessa. Alla luce di tutto ciò credo che un approfondimento in Consiglio comunale sia doveroso e se il sindaco Lorenzetti, indagato, non se la sente di riferire sull’argomento, che lo faccia il suo vicesindaco. Non è ancora programmata alcuna seduta di Consiglio e l’ultima si è tenuta a fine novembre».