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«Oltre il 95% degli operatori Cup apuani è donna, senza possibilità di pianificarsi il futuro»

La conferenza Donne Democratiche del Pd di Massa-Carrara ha organizzato un incontro con le Rsa del Cup di Massa-Carrara

MASSA-CARRARA – Lunedì scorso la conferenza Donne Democratiche del Pd di Massa-Carrara ha organizzato un incontro con le Rsa del Cup di Massa-Carrara nella persona di Valentina Conti per Filcams Cgil, Simona Boschetti per UilTrasporti e Barbara Dell’Amico per Cisl, per confrontarsi e discutere della loro situazione lavorativa «con un approccio e una visione di genere».

«Gli operatori del Cup infatti – spiega Claudia Giuliani, portavoce della conferenza – sono per il 95% donne e abbiamo ritenuto come conferenza che evidenziare come la precarietà sia donna e sia un problema sociale possa essere un contributo importante anche nella scelta della strada migliore per stabilizzare questi lavoratori. L’intento sarà quello di procedere alla stabilizzazione di tutte le attuali risorse presenti in servizio mediante un percorso il più inclusivo possibile, che garantisca che tutti gli attuali lavoratori possano essere assunti e stabilizzati: per la conferenza delle donne democratiche nessuno deve rimanere fuori, nessuno indietro».

«Da anni queste lavoratrici e questi lavoratori lottano contro precarietà e perdita di diritti in termini di retribuzione, scatti di anzianità e riduzione dell’orario di lavoro e di livello di mansioni nei diversi cambio appalto.
Il part-time in questo caso non è una scelta ma è strutturale, e costituisce una “segregazione” rendendo impossibile, per come sono modulati i contratti e gli orari di lavoro, trovare un altro impiego che potrebbe integrare la retribuzione. Ricordiamo infatti che questi operatori e queste operatrici  svolgono lavoro di Front Office e anche di back office ma sono inquadrati nel contratto nazionale dei multiservizi, che tra l’altro vede il mancato rinnovo da ben 7 anni. Ripetiamo inoltre che più del 95% degli operatori Cup è donna: questo significa che abbiamo donne impossibilitate a essere davvero autonome con una retribuzione (e una futura pensione) che le relega a una condizione instabile e incerta, con una scarsa possibilità di pianificare progetti non solo nel lungo ma anche nel medio-breve periodo».

«Tutto ciò in una provincia nella quale la disoccupazione femminile si attesta intorno al 19% (nel 2019). È chiaro che siamo di fronte a una e vera propria discriminazione di genere e un problema sociale di fronte ai quali non ci dovrebbero essere colori politici ma intenzioni univoche di raggiungere l’obiettivo e riconsegnare dignità a queste lavoratrici e questi lavoratori. La conferenza Donne Democratiche di Massa-Carrara è presente e vicina al Cup con la consapevolezza che non si deve più retrocedere su alcun diritto e che tutti i lavoratori attuali devono essere stabilizzati il prima possibile riconoscendo così le professionalità e le capacità sviluppate e coltivate in anni di lavoro.