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“Il marmo di Carrara: una maledizione? Le Alpi Apuane in pericolo” di Yann Le Gléau al Cineforum “Ambiente e diritti umani”

Dopo il successo di pubblico per il cortometraggio "Cave Cavem", venerdì 11 settembre alle 21.00 verrà poiettato il reportage del francese

MASSA – Dopo il successo di pubblico dello scorso 5 settembre per la proiezione del cortometraggio del massese Alberto Grossi “Cave Cavem”, continua la rassegna cinematografica organizzata dall’Associazione “Alberto Benedetti APS”, della sezione di Massa dell’ANPI “Linea Gotica Patrioti Apuani”, e dall’Associazione “Cerbaja” presso il Parco di Ricortola. Venerdì 11 settembre verrà, infatto, proiettato il reportage “Il Marmo di Carrara: una maledizione? Le Alpi Apuane in pericolo”.

“Venerdì 11 settembre alle ore 21, con ingresso libero ed obbligo di mascherina, si replica al Parco di Ricortola di Marina di Massa con la proiezione del reportage del 2019 dal titolo emblematico: “Il marmo di Carrara: una maledizione? Le Alpi Apuane in pericolo” realizzato da Yann Le Gléau per il canale culturale europeo ARTE.TV.

Il tema dello sfruttamento del bacino marmifero apuano sembra non esser più solo una questione di contrapposizione tra ambientalisti e concessionari di cave, ma un problema che interessa e coinvolge tutti i cittadini di questo territorio e non solo. Anche oltralpe, infatti, ci si domanda quale possa essere il destino delle Apuane. Il documentario si interroga ed interroga su cosa sia rimasto ai carraresi del marmo di Carrara. Il quadro tratteggiato risulta essere piuttosto fosco: paesaggi montani, sorgenti, fauna e flora compromessi dalle cave; profitti per pochi e disoccupazione per tanti; misere ricadute economiche sul territorio e ricatto occupazionale; abusi; minacce. Racconto di un’accelerata e scellerata devastazione ambientale ed economica dove il marmo in blocchi viene esportato mentre tre quarti dell’escavato viene ridotto in polvere per arricchire gli imprenditori e le multinazionali del carbonato di calcio. E ancora, le denunce a volte inascoltate, le connivenze, le intimidazioni. Anche in questo documentario, dunque, un invito ad essere vigili perché nelle terre di nessuno e nel “mondo di mezzo” si possono annidare le insidie dell’illegalità e il delle penetrazioni malavitose.

Dalla foresta amazzonica alle miniere del “coltan” in Congo o di bauxite in Guinea Conakry, dal legno in Sierra Leone alle coltivazioni di banane o del caffè in America Centrale, ovunque nel mondo le tecniche di sfruttamento del lavoro, di distruzione dei territori e di mortificazione socioeconomica dei più deboli sono le stesse.

Sono in ballo futuro e sopravvivenza di un territorio: ambiente e lavoro non possono continuare ad essere semplicisticamente ridotti a ricatto o competizione.

L’Associazione “Alberto Benetti APS” di Massa, la sezione di Massa dell’ANPI “Linea Gotica Patrioti Apuani” e l’Associazione “La Cerbaja”, in collaborazione con ARTE in italiano, il CAI Massa “Sezione Elso Biagi” ed il Gruppo di Intervento Giuridico (GrIG) di Massa, invitano la cittadinanza, le associazioni e le istituzioni a partecipare alla proiezione del documentario-inchiesta di Yann Le Gléau ed al successivo dibattito.

Corrispondente per i media francesi in Sud America e in Africa, Le Gléau dirige e produce attualmente reportage e documentari in tutto il mondo per ARTE, France Télévisions e canali internazionali. Ha indagato sulla guerra in Afghanistan, sulle rivoluzioni arabe, sulla criminalità organizzata in America Latina e in Europa.”