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Crisi Imm, sindacati preoccupati. Oggi in Regione si decide il futuro della fiera

Cgil, Cisl e Uil bocciano l'evento Marmo 2020: «Quanto costerà organizzare l’iniziativa e a fronte di quali presunti incassi?». Incontro col vicesindaco Martinelli

CARRARA – «In un momento di profonda crisi economica per la Imm conseguente anche – ma non solo – alla pandemia Covid 19, Filcams, Fisascat e Uiltucs registrano con notevole sorpresa la reiterata volontà della Imm stessa di realizzare l’evento Ma.R.Mo 2020, ovvero una sorta di mini fiera caratterizzata da incontri B2B, sia in presenza che online, per un totale di “130 iscritti alla piattaforma digitale accuratamente selezionati in Paesi target” oltre che da una “attività in presenza con stand fisici allestiti presso i padiglioni del centro espositivo di Carrara” alla quale avrebbero aderito fra gli altri, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, “i “big” del settore”». Inizia così la nota di Cgil, Cisl e Uil sulla situazione di Imm, nel giorno in cui a Firenze si riunirà la giunta regionale per decidere del futuro dell’ente fiera apuano.

«Come noto e ampiamente riportato dalla stampa – proseguono i sindacati – stiamo parlando di una società a maggioranza pubblica per la quale Regione Toscana e Comune di Carrara stanno da tempo cercando di trovare una soluzione economica e gestionale che ne scongiuri il fallimento. Leggiamo con attenzione quanto dichiara Imm sull’evento: “Ma.R.Mo. 2020 | Marble Renaissance Model è l’appuntamento business di un percorso votato alla valorizzazione del Marmo di Carrara, intrapreso da IMM CarraraFiere a partire dal 2017 in abbinamento alla “fiera diffusa” White Carrara Downtown, anima glamour del concept Carrara2 che individua nel brand land il principale strumento di promozione del comprensorio lapideo apuo-versiliese.” Tutto normale considerando che le ultime edizioni dell’evento così concepito hanno raccolto risultati sempre peggiori? A fronte di questo la gran parte dei dipendenti, nell’attesa di conoscere la propria sorte lavorativa, pone, semplicemente, queste domande: che significa esattamente che l’evento “Si deve fare!” come ripete la direzione, quando il buonsenso consiglierebbe di fermarsi evitando così ulteriori costi alla società che è sull’orlo del fallimento? E se per forza si deve fare, possiamo sapere quali sono i “big” e le altre aziende aderenti? E possiamo sapere perché, mentre la gran parte di noi è in cassa integrazione, si continua a ricorrere a consulenti esterni? Forse perché questi si limitano ad obbedire alle istruzioni, poco interessati al risultato finale, mentre i commerciali della ex Marmotec insistono a contestare le scelte che hanno portato alla disastrosa situazione attuale? Ricordiamo in proposito che l’edizione 2016 di Carrara Marmotec – l’ultima realizzata “alla vecchia maniera” e recentemente definita “decotta” – registrò un +200.000 euro di margine operativo. Ogni altro commento è superfluo. Ammesso che si riesca a fare qualcosa, come non comprendere che questo minimo “qualcosa” sarà la pietra tombale di ogni futura credibilità e quindi possibilità di riportare una valida fiera del lapideo a Carrara? Di quante aziende e quanti delegati esteri stiamo parlando? Cinquanta aziende per altrettanti delegati in presenza, nella migliore delle ipotesi? Quanto costerà organizzare l’iniziativa e a fronte di quali presunti incassi? Perché la dirigenza ha continuato ad ignorare i report dei dipendenti, che registravano poco o nessun interesse per gli incontri B2B, quando non delle vere criticità?».

Le tre sigle sindacali chiedono inoltre: come mai il bilancio ad oggi non si conosce? Cosa prevede il piano di risanamento? Il Comune e la Regione sono a conoscenza dei piani progetti di lavoro per il futuro? E Comune e Regione sono a conoscenza dei debiti nei confronti dei fornitori, cioè coloro che renderanno possibile la realizzazione delle fiere in futuro, se messe a programma? In merito alle questioni suddette, ieri si è tenuta un’assemblea sindacale alla presenza dei lavoratori alla quale ha partecipato anche il vicesindaco Matteo Martinelli, che ringraziamo per la disponibilità ad accogliere il nostro invito e rispondere alle numerose domande dei dipendenti di Imm. Il vicesindaco ha chiarito in quella sede la posizione dell’amministrazione comunale su molte delle questioni emerse, e ha espresso la volontà di verificare immediatamente con la dirigenza, l’opportunità o meno di portare avanti l’organizzazione di Marmo 2020, anche in considerazione dei notevoli elementi di difficoltà emersi al riguardo. Nel frattempo è confermata per oggi la giunta regionale che prenderà decisioni in merito alla gestione e alle risorse necessarie a scongiurare il fallimento della società, in un’ottica di risanamento che contempli anche una ripartenza ed una progettualità capace di rimettere la partecipata sul mercato mantenendone la mission.  Attendiamo dunque dalla Regione gli esiti di questa giunta, augurandoci di poter esprimere il nostro ringraziamento anche al presidente Rossi, che ha a sua volta ribadito in più occasioni la volontà della Regione stessa di non abbandonare la Imm e dunque chi ci lavora».