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«Ecco l’altro scempio di Campocecina, 10 chilometri di buche e strade pericolose» foto

La segnalazione di un lettore: «In un posto normale si sarebbe sistemato l'asfalto a regola d'arte e permesso alle centinaia di persone che ogni giorno, soprattutto con la bella stagione, transitano su quel tratto di strada, di farlo in completa sicurezza»

CARRARA – «Campocecina a quanto pare è tornata a essere una meta ambita da turisti locali e non. Tanta gente, forse troppa che visita la località e che spesso non ha l’educazione adeguata per convivere con altri essere umani». Inizia così la segnalazione inviataci (insieme alle foto che pubblichiamo) dal signor Gianni Simonelli. «Abbiamo visto lo scempio lasciato a Ferragosto da presunti “amanti della montagna”, segnali d’inciviltà evidenti e sotto gli occhi di tutti. Altrettanto evidente – dice Simonelli – è lo stato di assoluto degrado e incuria del manto stradale della via Provinciale 59 che dal colle della Spolverina porta al piazzale e poi fin su al ristorante Belvedere. Un vero e proprio percorso di guerra, più o meno 10 chilometri di buche, molte anche profonde, tutte pericolose per bici, moto e anche auto».

«In un comune normale – prosegue lo sfogo di Simonelli – in una provincia normale, si sarebbe sistemato l’asfalto a regola d’arte e permesso alle centinaia di persone che ogni giorno, soprattutto con la bella stagione, transitano su quel tratto di strada, di farlo in completa sicurezza, specie quelli a due ruote. E invece no! Sono stati solo capaci di mettere due sani divieti di transito per moto e bici e un limite di velocità di 20 km/h sia in direzione monte che in direzione a scendere (provateci pure ad andare a 20 km/h). Fatto ciò, se vi azzardate a transitare con bici o moto, non solo rischiate di fare una brutta caduta in una delle tante buche, ma potreste pure beccarvi una contravvenzione per non aver osservato il divieto di transito. Per non parlare poi del fatto che non avreste diritto ad alcun risarcimento».

«Una strada – aggiunge ancora il nostro lettore – impiega qualche anno prima di arrivare a un tale livello di degrado, sarebbe bastata una minima, ma costante, manutenzione per evitare che il problema diventasse di proporzioni ora più difficili da gestire. Ma la genialata dei divieti di transito ai mezzi a due ruote, per disimpegnarsi da ogni responsabilità in caso di caduta, anziché risolvere il problema, sembra essere una cattiva abitudine. La stessa attuata sulla strada (piena di pericolosissime buche) che dal Tarnone scende ai Ponti Vara: divieto di transito a moto e bici. A Marina di Carrara invece, dove i “sacri” pini hanno reso le strade impraticabili, invece di sistemare asfalto e strada, oppure di abbattere i pini al limitare delle strade (forse la scelta più sana nel lungo periodo), hanno deciso di chiudere il transito e basta, in effetti lì erano in grave difficoltà pure le auto. Magari qualcuno dell’Ufficio strade si faccia un giro… E reciti un mea culpa».