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In commissione bilancio il regolamento di Labsus. Del Nero: "Nuova forma partecipativa"

Il presidente: "È solo una delle nostre idee, pensiamo a bilancio partecipato e referendum". Senza quorum

Oggi in commissione bilancio la maggioranza ha espresso l’intenzione di adottare il regolamento per l’amministrazione condivisa di Labsus. Di che si tratta? È un regolamento comunale elaborato dal Laboratorio per la sussidiarità, un gruppo di professori universitari e giovani, per incentivare i cittadini ad attivarsi autonomamente nell’interesse generale e le istituzioni a sostenerli. Insomma un modello di gestione condivisa dei beni comuni, materiali o immateriali che siano.

“Il documento ha un’importante paternità accademica – ha commentato il presidente Daniele Del Nero – introduce il principio di sussidiarietà, in forza della quale la cittadinanza può diventare cittadinanza attiva. Il quadro normativo copre vari argomenti: il decoro urbano, l’assistenza ai disabili, lo sport. Bologna è stata la prima città ad averlo introdotto”. Ad oggi sono 72 i comuni italiani ad averlo adottato e 77 quelli in cui il procedimento d’attuazione è in corso.

Il testo, consultabile integralmente online, sarà discusso punto per punto in commissione e suscettibile d’integrazioni. L’aspetto senz’altro innovativo è che la maggioranza ha presentato questo documento non soltanto come un modello di amministrazione condivisa relativo alla gestione dei beni comuni, ma come una delle forme di partecipazione precedentemente annunciate.

“Non è un’alternativa ai consigli dei cittadini – ha precisato Del Nero – le due cose si muovono su piani diversi”. Tuttavia, si tratta di uno dei passaggi graduali che porterà alla loro esautorazione, uno degli ingredienti della ricetta a cinque stelle per la partecipazione. “Se presentiamo una proposta ci sentiamo accusati di non voler dialogare, se non lo facciamo di non avere idee: invece vorremmo che si sapesse che stiamo lavorando,” così il presidente. Se questo è solo il primo passo, quali saranno i successivi? “Il bilancio partecipato e i referendum”. Online? “Non necessariamente”. Quel che è certo è che saranno “senza quorum”.

In realtà, nelle altre città menzionate dai cinque stelle come esempi virtuosi di adozione del regolamento un equivalente dei cittadini esiste: a Torino vi sono le circoscrizioni, a Bologna i consigli di quartiere, a Pisa i consigli territoriali di partecipazione e a Siena le consulte territoriali dei cittadini: la legge finanziaria 2010 e la legge 42/2010 prevedono infatti le circoscrizioni solo per comuni con più di 250.000 abitanti. Al di sotto di questa soglia si colloca anche Parma dove l’ex pentastellato Federico Pizzarrotti aveva proposto in loro sostituzione i consigli di quartiere come forma di partecipazione dal basso.