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"Zanetti diceva di abbandonare il Pd di Renzi"

Andrea Vannucci torna ad attaccare e ricorda come l'ex-candidato sindaco del Partito Democratico, prima della candidatura, fosse molto critico nei confronti del segretario nazionale. "Raderanno al suolo anche Ca' Michele"

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Andrea Vannucci risponde all’analisi del voto condotta ieri da Andrea Zanetti in conferenza stampa: “La sua candidatura è stata imposta per dare continuità alla coalizione uscente – scrive l’ex-Pd in una nota – non glielo hanno detto o non lo ha ancora capito?”.

“Il Pd di Carrara è stato commissariato perché si è rifiutato di seguire quella linea – scrive Vannucci – visto che anche un cieco avrebbe potuto vedere che la città non ne poteva più. Lo ha dimenticato? Non ricorda di essere stato uno dei più aspri critici di quel provvedimento? Dimentica che, fino a qualche giorno prima di essere candidato, sosteneva che il Pd di Renzi fosse da abbandonare e si dovesse costruire un nuovo soggetto politico?”.

“Comprendo lo sconforto personale – prosegue l’ex candidato sindaco – ma non si può però dimenticare che la responsabilità politica del disastro elettorale sia, più che sua, di coloro che lo hanno scelto. Tra costoro il primo è il commissario che ha usurpato il Pd di Carrara. Gianni Anselmi ha dichiarato che soltanto tenendosi stretta la vecchia coalizione si poteva vincere”.

A detta di Vannucci, il suo vero mandato era invece di impedire che il Pd di Carrara potesse provare a vincere sulla propria linea di autonomia e indipendenza; un’idea che l’ex candidato commenta amaramente: “Meglio perdere che avere a che fare con un Pd non ubbidiente. Da qui la scelta di una candidatura che fosse, non la più forte nell’opinione pubblica, ma la più divisiva nel partito. Lo scopo di Firenze è quello di normalizzare tutti i partiti locali per avere mano libera in Toscana. Meglio perdere dappertutto e comandare sulla scelta dei collegi parlamentari, piuttosto che provare a vincere per poi dover fare i conti con persone libere”.

Una strategia che, secondo Vannucci, in due giorni ha causato la fuoriuscita di Sinistra italiana, Articolo Primo e Spediacci. “Oggi assistiamo all’azzeramento del Pri – prosegue l’ex dem – la lista Bernardi sparisce, i socialisti si riducono ad avere un solo consigliere e il PD perde 5.000 voti e con il13% che gli resta viene confinato per la prima volta all’opposizione. Cosa doveva succedere di più per mandare a casa questo stratega?”.

“Dopo un primo turno devastante, abbiamo assistito alla parata di mezzo governo e di tutta la giunta regionale, si è fatto appello a tutti i cittadini, nel nome di una rigenerazione che ricordava piuttosto una riesumazione. Dopo essere stati massacrati si ha ancora il coraggio di dare lezioni? Si sono riavvicinati alle stanze di via Groppini i soggetti che hanno generato il disastro delle primarie del 2007 ed in due mesi sono riusciti, con l’aiuto di Firenze e di qualche massese, a rigenerarne un altro di dimensioni apocalittiche. Adesso propongono di ripartire da Ca’ Michele. Se fossi nei panni di coloro che con tanta fatica l’hanno costruita, correrei ai ripari. Se provano a rigenerare anche quella, magari in due mesi riusciranno a raderla al suolo” conclude Vannucci.

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