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Turisti in calo a Massa-Carrara: male alberghi e campeggi, bene b&b e case

Nel 2019 sono aumentate le presenze di lombardi. Diminuiscono i toscani e tedeschi in fuga: -3mila. A livello comunale Massa e Lunigiana perdono terreno, Carrara e Montignoso aumentano le presenze

Turismo in calo dell’1,3% a Massa-Carrara nel 2019. I dati del Rapporto Economia 2020 dell’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio non lasciano spazio a dubbi: i comparti a essere più colpiti sono stati gli alberghi, i campeggi e gli agriturismi. In controtendenza, invece case vacanza e B&B.

Sul turismo i dati ufficiali del Comune di Massa segnalano per il 2019 un bilancio turistico non positivo con gli arrivi che segnano una diminuzione dell’1,9% e le presenze complessive una contrazione dell’1,3% che si traducono in 1,080 milioni di giornate di permanenza, al netto di quelle generate dalle locazioni turistiche.

«Il calo delle presenze – è scritto nel rapporto – è dovuto in modo particolare alla perdita registrata negli alberghi (-4.6%). dovuta sia al calo dei connazionali che degli stranieri e concentrata in modo particolare sulle tipologie di fascia bassa (1-2 stelle) che ormai da qualche tempo sono meno appetibili agli occhi dei vacanzieri che le sostituiscono con i B&B e le case. Per quanto concerne il mondo dell’extralberghiero, il movimento 2019 ha segnato una lieve crescita rispetto all’anno precedente (+1%). grazie in particolare alla componente italiana (+1,8%), mentre quella straniera cede il passo (-3.3%). Su questo segmento segnaliamo il boom dei B&B (+22%) che va a consolidare i già ottimi andamenti del biennio precedente. Anche il settore che ruota attorno alla casa segnala ottimi risultati (case per vacanze e per fece +33%, residenze d’epoca +42%)».

«La componente turistica più importante, i campeggi, che da sola muove li 42% del turismo ufficiale provinciale, più di quanto muova l’intero sistema alberghiero locale (39%), registra per il secondo anno consecutivo una riduzione, misurabile per il 2019 nel -2,3% (-11 mila presenze) che va a sommarsi al -8% dello scorso anno. Solo in un biennio questa tipologia di turismo all’aria aperta ha perduto oltre 50 mila presenze. Male la stagione 2019 anche per gli agriturismi che hanno visto calare le loro presenze del -18% (-5.400 giornate), sia nella componente italiana che straniera».

+8,5MILA LOMBARDI, -10MILA TOSCANI, -3MILA TEDESCHI
Complessivamente diminuiscono le presenze degli stranieri del -5.3%. Mentre quelle dei nostri connazionali restano sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno. Riguardo agli italiani, si segnalano cali consistenti negli agriturismi (-24%) e negli alberghi di prima e seconda fascia, mentre vi è un loro ritorno nei B&B (+30%), nella case (+37%) e una buona tenuta negli alberghi a 3 stelle (+1%). Riguardo alla provenienza, si consolida il primo mercato di riferimento, la Lombardia che cresce del +3% (+8.5 mila giornate di presenza), mentre decresce la Toscana (-5%. circa -10 mila turisti). L’Emilia-Romagna si rafforza (+2%), il Piemonte segna invece una contrazione (-6%). Da segnalare una forte ripresa dei turisti liguri (+15%) e siciliani (+10%). Per gli stranieri, si registrano invece dinamiche negative sull’intero sistema alberghiero senza distinzione di qualità, un forte calo nei campeggi, negli ostelli e negli agriturismi, che solo in parte è compensato dalla crescita nelle case e nei B&B. Sulla provenienza si segnala un nuovo calo dei tedeschi (-5%, 3mila presenza in meno) che va a sommarsi a quello dello scorso anno (-4%), una diminuzione dei francesi e in generale di tutti i primi 6 mercati di riferimento stranieri, con gli inglesi che crollano di quasi 1/4. Le uniche note positive, tra i flussi di maggiore provenienza. sono rappresentate dall’aumento del turismo americano e da quello polacco.

NEL 2019 MASSA -3%, CARRARA +24%, MONTIGNOSO +3%, LUNIGIANA -5%
A livello comunale si segnala per il secondo anno consecutivo il calo delle presenze turistiche a Massa al netto del movimentato delle locazioni. Nel 2018 il capoluogo aveva subìto un ridimensionamento delle presenze di circa 56 mila unità (-6%). Nel 2019 il calo è più contenuto, al -3,3% e si traduce in un venir meno di altre 28 mila giornate di presenza. Questo calo è imputabile sia all’alberghiero (-5.6%) che all’extralberghiero (-2.1%). su cui ha un’incidenza rilevante i campeggi. Ricordiamo, a tal proposito, come questo Comune determini il oggi 75% delle presenze turistiche di Massa-Carrara, mentre solo dieci anni fa contava per 1.84%. Nell’arco dell’ultimo decennio il capoluogo ha perso ufficialmente oltre 300 mila presenze turistiche (-27%).

La stagione di Carrara è di nuovo altrettanto molto buona, come già rilevavamo nel 2018. In dodici mesi le presenze sono cresciute di quasi il 24%, grazie all’esplosione dell’extralberghiero che nell’ultimo anno è cresciuto del 55%, consolidando la sua leadership all’interno del Comune come tipologia ricettiva più attrattiva. Il comparto alberghiero, invece, continua a flettere ed anche nel 2019 segna un -43%. Guardando all’ultimo decennio la città del marmo ha registrato complessivamente una crescita dei turisti di 44 mila unità, andando praticamente a raddoppiare i numeri del 2009, grazie soprattutto al segmento complementare e nella fattispecie al mondo del B&B e delle case. Il suo peso sul turismo locale è diventato pari all’8%, andando a superare nel decennio quello di Montignoso.

A proposito di Montignoso, il comune ha registrato nel 2019 una crescita delle presenze del +3% che però non è riuscita ad assorbire del tutto i cali degli anni precedenti. al punto che il saldo con il 2009 è negativo di 10 mila unità (-12%). La ripresa del 2019 è attribuibile al più importante comparto alberghiero (+4,4%), mentre l’extralbierghiero segna una riduzione (-8.7%), ma è comunque minoritario all’interno della movimentazione turistica comunale.

Non positiva la stagione in Lunigiana, dopo l’ottimo exploit del 2018. Nel 2019, i turisti dell’area sono diminuiti del 4,6% a causa della forte contrazione dell’alberghiero (-9.6%), mentre il segmento complementare conferma i livelli dello scorso anno (+0,4%), malgrado il calo delle presenze negli agriturismi. Con +21 mila presenze nell’ultimo decennio la Lunigiana rafforza il suo posizionamento all’interno della provincia, come seconda meta turistica, contribuendo per circa il 10%, a fronte del 6% del 2009.

-2,2 MILIONI DI PRESENZE STANZIALI DAL 2009 (-28%) E -3,7% DAL 2018
A fronte di un’annata leggermente negativa (-1.3%) registrata dalle statistiche ufficiali, secondo le stime Isr, che considerano anche i flussi reali relativi al sommerso e alle seconde case, le presenze stanziali complessive in provincia sono in deciso calo rispetto all’anno precedente: si stima un -3,7%, in forza, in particolare, di una consistente perdita delle seconde case (-4,5%) che, si ricorda, rappresentano il cuore del nostro turismo determinando i 2/3 dei flussi totali.

È in particolare Carrara a registrare le performance complessiva peggiore, ribaltando completamente il dato positivo delle presenze ufficiali, visto che, secondo le nostre stime, le presenze reali sono scese a 900 mila, dall’oltre 1,1 milioni dell’anno precedente, per un decremento del -20%.

Massa, invece, attraverso le seconde case, riesce a limitare la perdita registrata dalle statistiche ufficiali, contenendo il calo complessivo delle presenze stanziali al -1.8% rispetto al 2018.

La Lunigiana riesce addirittura ad andare in terreno positivo. con un +1%, capovolgendo il dato ufficiale, grazie alle seconde case che determinano 1’88% del turismo della zona. mentre Montignoso è il centro turistico della provincia con la migliore performance complessiva. con +9% che. in qualche modo. conferma l’andamento nelle strutture ricettive ufficiali.

ATTIVITÀ RICETTIVE SFONDANO QUOTA MILLE: ESPLOSIONE DEGLI ALLOGGI PRIVATI E DEI B&B
Nell’ultimo decennio le attività ricettive della nostra provincia hanno triplicato i loro numeri, superando oggi la fatidica quota delle 1.000 unità, e contestualmente, la loro capacità in termini di posti letto è cresciuta dell’11%. Ha favorito tale crescita l’esplosione dell’extralberghiero e in particolare degli alloggi privati che sono aumentati di oltre 20 volte in termini numerici, nonché dei B&B. affittacamere e case per vacanze che sono quasi triplicati, ma anche gli agriturismi hanno fatto la loro parte crescendo del +6%. Stabili a quota 40 unità, invece, i campeggi. che però hanno ridotto i posti letto del -2%.

Nell’alberghiero si è registrato un progressivo abbandono delle prime e seconde stelle e parallelamente un rafforzamento dell’offerta di più alta qualità. Il comparto perde complessivamente il -12% (-17 unità) degli esercizi e 560 posti letto (-8%) dal 2009.

Ogni struttura ricettiva del territorio offre, in generale, posti letto pari a circa 1/3 di quelli che offriva nel 2009 (93 vs 35 di oggi), a causa della forte riduzione dell’extralberghiero (da 127 a 33 di oggi), mentre negli alberghi i posti letto sono cresciuti (da 45 a 47 posti), avvicinandosi a capienze più adeguate a soddisfare le esigenze del turismo organizzato.