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«Pericolo colpi di calore: bisogna sospendere i lavori nel pomeriggio»

L'allarme di Quadrelli (Fillea-Cgil Massa-Carrara): «Nei cantieri edili, nelle cave di marmo, nei piazzali delle segherie si prospettano giornate di lavoro insopportabili»

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«Le previsioni meteo prevedono ondate di caldo eccezionale per le prossime settimane.
Per quasi tutti i lavoratori è un disagio ma operando in ufficio ci si difende. Purtroppo per i lavoratori che rappresentiamo non è così». Inizia così l’allarme lanciato da Leonardo Quadrelli, segretario della Fillea-Cgil di Massa-Carrara che evidenzia i pericoli per chi opera nei cantieri edili, nelle cave di marmo, nei piazzali delle segherie. «Lì – dice Quadrelli – si prospettano giornate di lavoro insopportabili. Già questa settimana abbiamo notizie di situazioni critiche dove i lavoratori, fisicamente sfiniti dalla mattinata al sole, con la poca lucidità rimasta, devono affrontare mansioni molto rischiose per il resto della giornata!.

«Per questo motivo – afferma il sindacalista – vogliamo fare un appello alle aziende perché si adoperino con soluzioni concrete. Questi dipendenti non fateli lavorare di pomeriggio. Ricordando che in queste situazioni è già possibile usufruire della cassa integrazione per eventi meteorologici avversi. Sono ancora troppo poche le aziende sensibili al problema e ancora molte quelle in cui un fastidio quando poniamo la questione. Perciò chiediamo uno sforzo a tutte le parti, ma soprattutto all’Asl, per coordinare e definire un protocollo specifico per questa questione molto sentita dai lavoratori. La nostra proposta è questa. Al raggiungimento congiunto di specifica temperature e umidità riscontrabile alle stazioni meteorologiche certificate (Sir consultabili online) siano emanate una serie di modalità operative comuni, alle quali tutte le cave e cantieri dovranno attenersi. Al raggiungimento di queste condizioni, scientificamente dimostrate e pericolose per la salute, oltre alle pause programmate al riparo ad ogni ora nella mattinata, possa essere chiaro che bisogna sospendere i lavori nel pomeriggio. Ed esattamente come quando piove usare la cassa integrazione».

«Avevamo sentito parlare in una riunione con l’ASL – evidenzia Quadrelli – anche di una sperimentazione universitaria molto interessante. Una APP operante su ogni cellulare poteva attraverso un localizzatore satellitare calcolare in quel luogo di lavoro (al sole) temperatura e umidità ed esattamente il grado di pericolo del colpo di calore che c’è. Questo sarebbe il massimo ma nel frattempo chiediamo sia accolto il nostro appello. Purtroppo l’Italia è ancora il fanalino in Europa per infortuni e morti del lavoro e non mi pare che questa vergogna abbia la giusta considerazione nel paese. Nel settore lapideo e nei cantieri edili c’è una pericolosità intrinseca e ogni lavoratore deve lavorare solo in condizioni fisiche e ambientali ottimali. La pandemia ancora in corso ci insegna che la salute e la sicurezza devono venire sempre prima. La nostra proposta va in questa direzione».

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