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Percepiva il reddito di cittadinanza e spacciava, un lettore: «Titolo inopportuno»

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Nei giorni passati su questa testata è apparso un articolo dal titolo: “Percepiva il reddito di cittadinanza e spacciava, arrestata a Carrara”. Il pezzo riportava la notizia dell’arresto di una donna italiana di 36 anni, già conosciuta per i suoi precedenti in materia di spaccio di stupefacenti, che è stata arrestata dai Carabinieri della Sezione Operativa di Carrara al termine di un’indagine che ha visto i militari pedinare a lungo diversi consumatori al fine di “mappare” i loro spostamenti, fino all’individuazione della pusher presso la quale si rifornivano quotidianamente.
Tra le altre cose riportate sulla vita della donna, figura inoltre il suo essere beneficiaria di un sussidio statale, appunto, il reddito di cittadinanza. Su questo ultimo punto, e in particolare sul fatto di averlo posto in evidenza nell’articolo, un lettore ci dice la sua opinione con l’intento di “farvi notare che l’accenno al fatto che la spacciatrice beneficiasse del reddito di cittadinanza non è pertinente al tema trattato,  benché sia un fatto vero”.
“Citarlo – spiega il lettore – tende inevitabilmente a mettere in cattiva luce l’istituto stesso del reddito di cittadinanza, che invece è di un’utilità sorprendente, e questo nonostante gli inevitabili furbetti. D’altra parte se ragionassimo sulla base dei furbetti dovremmo anche togliere la pensione di invalidità a tutti gli invalidi per via di qualcuno che finge di esserlo. Trovo quindi che quel riferimento, addirittura nel titolo, sia assolutamente inopportuno”. E aggiunge: “Allora si sarebbe potuto dire anche che, supposto sia vero, la spacciatrice legge Kafka e Dostoevskij, e con questo uno magari avrebbe potuto pensare che le letture dei classici possono indurre a delinquere o sono comunque pratica abituale di gente dedita al crimine”.

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