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L’opposizione: «Chiediamo il ripristino della legalità»

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L’opposizione consiliare di Massa torna a parlare della sua assenza ai consigli comunali sul Regolamento Urbanistico. Lo fa attraverso una lettera indirizzata a Prefetto e per conoscenza alla Ministra degli interni Lamorgese in merito alle ultime vicende che hanno animato la città, tra cui il rifiuto da parte di Sindaco e Presidente del Consiglio comunale di riprendere i lavori in presenza.

Eccellenza,
Partendo dal presupposto che i Consiglieri comunali hanno il dovere di partecipare alle sedute del Consiglio comunale, ma che hanno altresì il diritto ad intervenire nelle discussioni di detta assise e che per la soddisfazione di tale diritto il Presidente del Consiglio comunale ha il dovere di accertarsi che siano rispettati i diritti dei Consiglieri, intervenendo in loro tutela in caso di inadempienze, chiediamo che sia garantita uguale possibilità a tutti i componenti del Consiglio.

Dopo numerose sedute del Consiglio Comunale di Massa infatti, svoltesi in modalità a distanza, in cui sono emerse molteplici criticità nei collegamenti che non hanno consentito a tutti i consiglieri di partecipare in maniera adeguata ai lavori della più importante assise cittadina, costretti spesso a dover rinunciare alla partecipazione, è ormai evidente che non viene garantito il diritto fondamentale degli stessi consiglieri ad esercitare in pieno la loro funzione. Inoltre, le modalità di svolgimento delle votazioni presentano seri dubbi di legittimità, in quanto il programma scelto dalla presidenza del Consiglio e dall’Amministrazione non permette il voto telematico, ma obbliga il segretario generale ad effettuare ogni volta una votazione a chiamata nominale con frequenti problematiche nei collegamenti dei singoli consiglieri che rendono, appunto, dubbi e passibili di impugnazione gli esiti dei diversi scrutini.

Di fronte a queste svariate difficoltà, che ledono il ruolo di Consigliere comunale, e per ripristinare il normale e legittimo svolgimento dei lavori del Consiglio Comunale, come del resto già avvenuto nella maggioranza dei Comuni capoluogo della Toscana, le minoranze hanno chiesto, in forma unitaria con una pec sottoscritta da tutti i membri, una decisione in tal senso da parte del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale in virtù della quale riprendere i lavori in presenza. Naturalmente, il Stono in aula deve avvenire nel pieno rispetto delle regole del distanziamento sociale e delle procedure previste dalla normativa anti-Covid; prescrizioni che la Sala 10 aprile, in cui si svolgono le sedute, è in grado di assolvere senza difficoltà per conformazione e ampiezza. Questa richiesta è stata rigettata sia da parte del Sindaco sia da parte del Presidente del Consiglio non lasciando alcuno spazio di confronto democratico.
Evidenziamo che alla minoranza è stato negato anche l’accesso alla sala consiliare per permettere ai consiglieri di partecipare ai lavori del Consiglio in remoto usufruendo della connessione wifi stabile in dotazione della sala, condizione di cui, con evidenza documentata, non godono tutti i consiglieri.

Ci rivolgiamo quindi nuovamente a lei, sua Eccellenza il Prefetto, e ai competenti organi ministeriali perché sollecitino la presidenza del Consiglio del Comune di Massa ad un rapido e necessario ripristino della legalità.

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