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«Sì, sono cubomeduse». Avvistamento a Bocca di Magra

La segnalazione alla Capitaneria, le conferme degli esperti. Sono Carybdea marsupialis, nessuna complicazione in caso di - dolorosa - puntura

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La puntura di una medusa ‘normale’ certo non fa piacere, ma quella di una ‘cubomedusa’ è un’altra storia. Un po’ di preoccupazione quindi per le persone che ieri sera hanno avvistato sospette cubomeduse a Bocca di Magra, in darsena, segnalando lestamente la cosa alla Capitaneria di porto, che, fanno sapere dalla Spezia, sta lavorando su quanto trasmesso dai cittadini.

Abbiamo sottoposto le immagini colte da Stefano Deltredici all’occhio qualificato della biologa marina Mariasole Bianco, punto di riferimento internazionale per la conservazione e la tutela degli ecosistemi marini. “Sì, sono cubomeduse, specie Carybdea – spiega -. Sono invasive o non native – è una questione ancora dibattuta -, arrivano dall’Oceano atlantico. E se pizzicano sono dolori, corretto segnalarle”.

Conferma anche dal professor Ferdinando Boero, di natali genovesi, ora all’Università di Napoli, esperto assoluto di meduse: “Si tratta di cubomeduse della specie Carybdea marsupialis, segnalate un po’ in tutta Italia. Se pungono fanno male, sì, un dolore intenso, ma non oltre, non lasciano nemmeno segni e non insorgono complicazioni. Non sono come quelle che si trovano nelle acque australiane, che possono uccidere”. Il professor Boero, che negli anni Ottanta scoprì una medusa chiamandola Phialella zappai in onore di Frank Zappa – il quale ricambiò dedicandogli il suo ultimo concerto genovese e il brano Lonesome Cowboy Nando – fornisce anche qualche dritta su cosa fare in caso di pizzicata da cubomedusa: “Non mettere acqua dolce, non sfregare, togliere i tentacoli eventualmente rimasti. Utile ‘fare la barba’ alla pelle con la tessera sanitaria o comunque un documento plastificato”.

N.RE

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