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Processo Cappato-Welby, il pm ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi

L'imputato: «Rifarei esattamente quello che ho fatto per aiutare Davide a morire senza soffrire»

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È ripreso il processo Cappato-Welby per il concorso al suicidio di Davide Trentini. In aula stamani c’erano i due imputati, Marco Cappato e Mina Welby. Il pubblico ministero Marco Mansi ha richiesto una consulenza tecnica al fine di accertare se l’uomo fosse tenuto in vita, o meno, “da forme di aiuto farmacologico o meccanico e se fosse informato di tutte le alternative terapeutiche a sua disposizione”. Una richiesta che è stata formulata sulla scia della testimonianza fornita dal dottor Riccio dell’associazione Luca Coscioni, ascoltato dal giudice Ermanno De Mattia lo scorso 8 luglio.

Secondo il pm, infatti, l’audizione avrebbe fatto emergere nuovi elementi da dover integrare nell’istruttoria. Da qui la richiesta di un ulteriore approfondimento e quindi di una sospensione della seduta di questa mattina.

Il collegio difensivo non ha espresso obiezioni nel merito della richiesta, evidenziando, comunque, “la considerevole tardività” della presentazione dell’istanza. Inoltre: “Gli elementi di giudizio sono già ricavabili dalle testimonianze acquisite – hanno aggiunto gli avvocati difensori di Marco Cappato e Mina Welby – il consulente Riccio non ha parlato di evacuazione quotidiana ma di manovre finalizzate ad evitare il formarsi di fecalomi”. Proprio quest’ultimo punto infatti, sarebbe l’oggetto della consulenza d’ufficio richiesta. Una richiesta che è stata respinta dal giudice. Il processo riprenderà nel pomeriggio e non è escluso che la sentenza possa slittare.

AGGIORNAMENTO – A seduta ripresa, «il pm ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere per Mina Welby e per me». Lo ha fatto sapere Marco Cappato sul suo profilo Fb. «Attendiamo la sentenza con rispetto – ha scritto l’imputato – qualunque sia l’esito. Ma rifarei esattamente quello che ho fatto per aiutare Davide a morire senza soffrire».

C.P.

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