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Il Pd contro lo stralcio di Ronchi-Poveromo dal Ru: "Eliminandolo sarà possibile riqualificare"

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Il Partito Democratico di Massa, a seguito della ripubblicazione del Regolamento Urbanistico ha
presentato osservazione per eliminare lo stralcio dell’ambito territoriale di Ronchi-Poveromo.
“Con l’eliminazione dello stralcio, infatti – spiegano – sarà possibile finalmente procedere alla
riqualificazione di questa importante parte del territorio comunale”.

Per comprendere la proposta del Pd è essenziale ripercorrere in sintesi la storia urbanistica, politica e sociale di questa importante parte del territorio comunale: la zona di Ronchi-Poveromo, attraverso gli strumenti urbanistici che si sono succeduti dal dopoguerra, è sempre stata considerata “residenziale-paesistica”, è destinata ad edifici monofamiliari di target elevato in un contesto di elevato pregio ambientale. “Ma in questi ottant’anni – affermano – nonostante il succedersi di piani regolatori, varianti e piani attuativi, c’è sempre stato “qualcosa” che durante i procedimenti, spesso in extremis, ha impedito che si arrivasse ad una qualche forma di programmazione di prospettiva. Anche il Ps vigente, che detta le indicazioni strategiche vincolanti per lo sviluppo del territorio, conferma la possibilità di espansione di nuovi volumi per un massimo di 80mila mc in lotti di almeno 3.000 mq, disponendo inoltre che l’edificazione possa avvenire col solo Ru, senza Piano Particolareggiato. È importante – sottolinea il Partito – che il Ps subordina i nuovi interventi alle necessarie misure per garantire la compatibilità ambientale e paesaggistica. Venendo alle vicende più recenti relative al Ru, è altrettanto importante ricordare ed osservare che: il Ru portato a termine dalla precedente amministrazione aveva concluso il suo iter procedurale in sede comunale con le controdeduzioni alle osservazioni, ed era pronto per la trasmissione alla Conferenza Paesaggistica per la conformazione al Pit – Piano Paesaggistico”.

“Tale Ru – proseguono dal Pd – recepiva, per Ronchi-Poveromo, l’indicazione del Ps, iniziando con una edificazione molto contenuta rispetto al dimensionamento massimo del Ps stesso ed ha inoltre ottemperato alle indicazione della normativa sovraordinata contenuta nel Pit – Piano
Paesaggistico in presenza di aree boscate. Questa previsione, rispettosa degli aspetti ambientali e paesaggistici, era un inizio, un’inversione di rotta rispetto all’atavica incapacità ed inconcludenza pianificatoria che si è ricordata in premessa. Contestualmente nella nuova programmazione era prevista l’eliminazione delle criticità ambientali (regimazione delle acque meteoriche e fognature in primis) e la dotazione della prescritta quota di standard (parcheggi, verde pubblico, attrezzature di interesse generale, ecc.). La pianificazione dell’ambito – specificano – riguardava anche le strutture ricettive, fra nuove ed esistenti da riqualificare, ai fini di una valorizzazione del territorio anche sotto il profilo turistico. Ma l’attuale amministrazione Persiani, nell’agosto del 2018, appena insediata, ha operato lo stralcio dell’ambito territoriale di Ronchi-Poveromo, riportando tutto in alto mare: infatti, lo stralcio
comporta il rinvio a tempo indeterminato di tutte le previsioni, poiché bisognerà aspettare il nuovo Ps, non ancora avviato, e poi il successivo Piano Operativo. Quindi, se andrà bene, se ne riparlerà fra molti anni – commentano – Lo stralcio, si ribadisce, è avvenuto dopo che la precedente amministrazione aveva portato a termine l’iter di formazione del Ru, a seguito di c.ca cinquanta sedute del Consiglio Comunale; e si osserva che lo strumento con cui si è operato lo stralcio è un emendamento consiliare nell’ambito di una deliberazione che aveva la dichiarata finalità di porre rimedio ad errori materiali e procedurali”.

“Non si può non sottolineare come lo stralcio di un ambito così vasto, corrispondente ad un
intero sottosistema del Ps, costituisca certamente un atto rilevante di nuova pianificazione – affermano – oltretutto in contrasto col Ps stesso; e come, in quanto tale, sia avvenuto al di fuori di qualsiasi iter procedimentale previsto, quali avvio di procedimento, comunicazione e partecipazione, pubblicazione, osservazioni, controdeduzioni, ecc. In sostanza, si è proceduto ad una rilevante nuova pianificazione, cosistente nello stralcio dell’area e nella corrispondente norma “transitoria” che ne sancisce l’inedificabilità, e lo si è portato in Conferenza Paesaggistica per l’approvazione senza alcuna evidenza pubblica e partecipazione. E neppure facendolo oggetto, nel merito, di ripubblicazione e osservazioni (la norma transitoria
non è andata in ripubblicazione)”.

Il Pd esprime innanzitutto la sua netta contrarietà, nel merito, a questo ennesimo rinvio
della pianificazione di Ronchi-Poveromo: “per gli effetti negativi sull’economia locale, con particolare riferimento al comparto dell’edilizia già in grave crisi – dicono – Lo stralcio non ha penalizzato solo i proprietari dei terreni potenzialmente edificabili, ma anche i proprietari degli edifici esistenti in quella zona, nei quali si potranno fare solo interventi conservativi, senza ampliamenti né sopraelevazioni. Sempre per gli effetti negativi sull’economia locale, con riferimento anche al comparto turistico-ricettivo, per il venir meno delle previsioni di nuove strutture ricettive e della possibilità di adeguare e potenziare le esistenti. Per le ricadute negative di questa ennesima triste vicenda urbanistica sull’immagine della città, che conferma la sua incapacità di pianificare questa parte di territorio, rifugiandosi ancora una volta nel rinvio sine die. Perché dallo stralcio è penalizzato tutto il territorio, dal momento che non si potranno realizzare nemmeno i servizi (parcheggi e parchi pubblici, attrezzature pubbliche varie)”. Il Pd esprime inoltre la sua contrarietà al metodo con cui si è proceduto allo stralcio, che suscita fondati sospetti di illegittimità per i seguenti aspetti: “la tempistica, con lo stralcio avvenuto a procedimento ormai concluso e a piano già controdedotto – denunciano – lo strumento con cui si è operato, e cioè una delibera di semplice rettifica di errori nell’ambito della quale si è approvato invece un rilevante atto di nuova pianificazione; la mancanza delle dovute attività di comunicazione e partecipazione e corretto procedimento”.

Il PD, infine, fa osservare come il rinviare la pianificazione di Ronchi-Poveromo al nuovo Ps
sia scorretto e fuorviante, in quanto “non essendo il Ps un strumento operativo – concludono – il rinvio è di fatto al futuro Piano Operativo (che sostituirà il Ru), e quindi a tempi ben più lontani. Fa osservare però che il rinvio, di fatto, “scavalca” il PS vigente, stabilendo che una sua parte significativa e consistente non avrà alcuna attuazione, in ciò violandone manifestamente i contenuti strategici cogenti”.

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