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Muore a 59 anni, addio all’infermiera Augusta Ricci

Il grave lutto ha colpito la casa di riposo Regina Elena e la comunità di Carrara. Un collega: «Ha amato la vita e i suoi valori fino alla fine»

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Un grave lutto ha colpito la casa di riposo Regina Elena e la comunità di Carrara. È morta per una malattia a 59 anni Augusta Ricci, infermiera della struttura per l’assistenza degli anziani. Lascia due figli, Domyziana e Tommaso e la madre Bruna. Una grande perdita per chi la conosceva bene come il collega Gianni Marchi che ha scritto un bel ricordo condiviso con la famiglia della 59enne.

«Augusta operava come infermiera da circa 25 anni al Regina Elena. Professionalmente impeccabile, eccelleva nel proprio lavoro di infermiera e le facoltà umane andavano oltre le indiscutibili capacità lavorative. I migliori periodi vissuti da chi vive e opera nella struttura sono impronta indelebile del suo amore per la vita, propria e degli altri. L’esperimento teatrale da lei fortemente voluto – scrive il collega – è risultato una straordinaria possibilità di miglioramento delle relazioni tra lavoratrici e lavoratori. La rappresentazione teatrale si è infatti rivelata stupendamente scardinante, manifestandosi attraverso meravigliosi valori umani. Una paziente opera proseguita anche dopo la fine dell’esperienza artistica. Un impegno quotidiano dove lei, principale protagonista, offriva l’esempio di quanto fosse benefica felicità scoprire l’assieme del noi piuttosto che gli egoismi dell’io. Protesa a combattere sindacalmente, e non solo, privilegi individuali, lottava con fermezza per uguali diritti, difendendo la dignità di ogni singola persona presente nel Regina Elena. L’amore per la vita si è espresso attraverso questi valori, fino alla fine. Completamente consapevole che la malattia avrebbe fatto rapidamente il suo corso, ha difeso e protetto chiunque le sia stato accanto in questa difficilissima fase. Un esempio, concretamente umano, di un possibile mondo migliore. Una persona, una donna, limpida espressione di stupende facoltà difficilmente riscontrabili. Un privilegio averla vissuta. Ci lascia offrendoci infinite possibilità di vivere essendo migliori, attraverso quei valori che ci tramanda amorevolmente. Un dono prezioso per chi vorrà coglierlo».

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