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«Ex Parco dei conigli, a un anno dalla ‘strage’ di pini regna l’abbandono»

La sezione di Massa-Montignoso di Italia Nostra invia una lettera al sindaco Persiani: «La proprietà deve rispettare le promesse per piantumare nuovi alberi»

«A distanza di vari mesi (circa 12) dalla strage di alberi all’ex Parco dei conigli e dopo varie promesse di ripiantumare due piante per ogni abbattuta, poco o nulla è stato fatto e l’area si presenta ancor oggi nel più evidente stato di abbandono». Inizia così la lettera-segnalazione della sezione Massa-Montignoso di Italia Nostra al sindaco Francesco Persiani.

«Spesso – scrive l’associazione ambientalista – si vedono residenti e turisti fermarsi a osservare il disordine e il degrado e scuotere la testa ricordando quando il parco era attivo e aperto per la gioia dei bambini. E come non ricordare ancora prima quando il parco era di proprietà e gestione del Gruppo Sportivo Ricreativo Olivetti, non solo pulito, ordinato e ben gestito, ma anche volutamente aperto a tutti i cittadini, secondo la visione etica e sociale di Adriano Olivetti».

«Signor sindaco – aggiunge – nell’invitarla a far rispettare le ordinanze degli Enti pubblici emesse a suo tempo per la tutela ambientale e le promesse fatte dalla proprietà, riteniamo utile ricordare che il Parco era arredato principalmente da pini domestici o “pinus pinea” e pertanto sarebbe buona cosa ripristinare l’ambiente primario principalmente con questa pianta storica. Infatti il pinun pinea vive nelle zone costiere mediterranee da quasi 6000 anni e si caratterizza nel nostro paesaggio toscano raggruppandosi in boschi e pinete dove vive in associazione con altre piante mediterranee».

«Per la nostra storia locale – conclude Italia Nostra – dobbiamo ricordare i vasti rimboscamenti effettuati dalla casa ducale e dai privati conti Del Medico a Carrara e Guerra a Massa che, nei primi anni dell’ottocento misero a dimora migliaia di piante a ridosso del litorale per attenuare i venti salmastri e creare nelle così dette “marinelle” le condizioni opportune per quelle che diventeranno le più importanti produzioni di aglio e cipolle di tutta l’Italia. Inoltre ricordiamo che il pino domestico è utilizzato anche per i suoi pinoli commestibili e molto richiesti fin dalla preistoria».