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Pozzi di convogliamento del percolato, per Arpat e Paa tutti i valori sono nella norma

Lo studio del professor Claudio Lubello: «Presenza di metano insignificante»

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Il Consiglio di Amministrazione di Programma Ambiente Apuane Spa fa sapere che sia ARPAT sia PAA direttamente, hanno provveduto alla verifica dei pozzi di convogliamento del percolato. Sia le analisi effettuate da ARPAT sia quelle commissionate da PAA al laboratorio AMBIENTE di Carrara, eseguite nel 2018, 2019 e 2020, non hanno evidenziato presenza di sostanze pericolose nei vapori in concentrazioni se non in tracce, lontane di ordini di grandezza dai limiti di legge o comunque da soglie di attenzione. Arpat, in modo particolare nella sua relazione ispettiva del 2018 evidenzia: “Considerate le concentrazioni riscontrate non si ritiene che le stesse possano comportare problematiche di tipo ambientale”. Inoltre, nella stessa relazione, Arpat ha anche escluso le emissioni di composti ad impatto odorigeno.

Infine PAA, ha commissionato uno studio al professor Claudio Lubello, Professore ordinario di Ingegneria Sanitaria Ambientale all’Università degli Studi di Firenze e Direttore eletto del Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale, secondo il quale “La presenza di Metano è insignificante e quindi è da escludere che il flusso di gas in uscita dai pozzi di drenaggio sia frutto di una degradazione biologica anaerobica, cioè biogas. Ad ulteriore conferma di tale natura è la mancanza di effetti odorigeni sull’ambiente circostante, come sottolineato da ARPAT. Il flusso gassoso, assente di odori, non ha nessun elemento che possa ricondurlo in qualche modo ad un biogas prodotto da discariche che raccolgono materiali organici biodegradabili”.

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