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Approvata la risoluzione contro i tagli alle scuole, non passa quella sullo sfruttamento del lavoro

Democrazia, lavoro regolare, scuole. Tanti i temi all'ordine del giorno del consiglio di Massa che si è svolto ieri.

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Democrazia, lavoro regolare, scuole. Tanti i temi all’ordine del giorno del consiglio comunale di Massa di mercoledì 22 luglio.
Passa, non senza polemiche, la modifica del numero dei componenti delle commissioni consiliari, che da 10 (sei di maggioranza e quattro di minoranza) salgono a 11 con l’aggiunta di un consigliere espressione della maggioranza. Per l’opposizione la modifica rappresenta “un deficit di rappresentatività della collettività, a vantaggio della sola maggioranza”. E secondo Roberta Dei (Gruppo Misto) e Gabriele Carioli (Pd), avrebbe la finalità politica di limitare l’impatto dovuto all’entrata in consiglio della stessa Roberta Dei.
La discussione si accende quando si verificano dei problemi tecnici allo strumento di rilevazione del voto. Il segretario generale chiede di ripetere la votazione e in video conferenza nasce un dibattito sulla natura delle criticità. Se da un lato il consigliere Alessandro Volpi (Pd) parla di “votazione promiscua” e di un “sistema che non funziona”, dall’altro il consigliere Luca Guagnucci (Lega) si appella al digital divide, e rimpalla ai consiglieri di minoranza la responsabilità dei problemi definendoli “dinosauri”.
A proposito di lavoro ed in particolare di lavoro nero. Non passa la mozione presentata da Elena Mosti (Volpi sindaco) per chiedere al Comune di impegnarsi nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro. L’atto chiedeva di concedere delle premialità alle sole imprese che garantiscono il versamento dei contributi dei lavoratori e l’applicazione di contratti regolari. Parere dell’assessore alle attività produttive, Paolo Balloni che rigetta l’atto, è che l’effetto di tale protocollo si traduca in “una valanga di burocrazia per le imprese”.
Altro tema sentito quello della ripresa dell’attività scolastica. Respinta dalla maggioranza dei consiglieri la mozione presentata da Elena Mosti contro i tagli alla scuola e il rischio formazione di classi sovraffollate; ritirata dalla promotrice Dina Dell’Ertole (Alternativa Civica) la mozione in difesa degli interventi a favore delle scuole paritarie; approvata, invece, la risoluzione di Antonio Cofrancesco (Gruppo Misto) sui tagli alle scuole.
Il documento genera una brutta discussione tra maggioranza e minoranza perché finalizzato, secondo la seconda, a sostenere la richiesta di dimissioni della ministra all’istruzione Lucia Azzolina. La discussione sfocia in un diverbio tra la consigliera del M5S Luana Mencarelli, che esprime perplessità sulla “correttezza sintattica” del testo, e il consigliere Cofrancesco, che in risposta le dedica parole al vetriolo: “Stia calmina e faccia meno la maestrina”.

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