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Dopo la clamorosa protesta, l’impianto irriguo sarà ripristinato foto

L'annuncio direttamente dall'agricoltore protagonista del gesto con cui lunedì ha scaricato un carro di letame di fronte al Comune di Aulla

«Comunico che l’obiettivo è stato raggiunto, da domani (oggi, ndr) riavrò l’acqua per annaffiare e da venerdì sarà ripristinato l’intero impianto dell’acquedotto». L’annuncio è stato dato ieri in serata da Davide Spediacci, l’agricoltore di Bigliolo protagonista del clamoroso gesto di lunedì, quando col suo trattore aveva scaricato un carro di letame di fronte al Comune di Aulla per protestare contro le istituzioni e il Consorzio di Bonifica responsabile, secondo Spediacci, dei malfunzionamenti che da anni caratterizzano l’impianto di irrigazione.

«Non sto qui a riportare tutta la vicenda – ha aggiunto – ma so bene perché ho fatto quel gesto e so bene quale saranno le conseguenze. A casa mia mi hanno insegnato che quando uno sbaglia paga. Per me vale, vediamo se vale anche per tutti gli altri. Al Comune dico che mandi pure il conto, non vorrei che il bilancio andasse in negativo per la pulizia del piazzale e vi dirò di più: finiti i raccolti, un sabato mattina ad Aulla regalerò 1000 sacchetti dei miei fagioli o prodotti alla popolazione per dimostrarvi che non sono un delinquente ma una persona determinata che lavora sodo a testa bassa per raggiungere i miei obiettivi».

«A volte però – ha concluso – non sopporto le ingiustizie e quando vengono a mancare i miei diritti devo alzare la testa e far sentire la voce. Un gesto estremo ma necessario dopo quasi due anni di battaglie aiuto e richieste inascoltate. Un ringraziamento va a tutti coloro che si sono schierati con me sin da subito. Tutti insieme abbiamo raggiunto l’obiettivo. Grazie di cuore, il mio sogno continua».

E sulla vicenda alcune ore dopo la protesta era intervenuto il Comune: «In merito ai fatti accaduti lunedì, l’amministrazione comunale di Aulla comprende l’esasperazione di chi si trova a lavorare senza il supporto degli enti che devono somministrare i servizi essenziali, come l’erogazione dell’acqua in agricoltura quando la stessa è fondamentale. Non condivide però le modalità, in primo luogo per le ragioni di igiene pubblica e sicurezza, in secondo luogo perché la protesta doveva essere indirizzata direttamente all’Ente competente che non è il Comune, ma un altro ben chiaro e individuato ente con compiti ben definiti ed esclusivi. Si specifica che il sindaco, domenica sera, appena avvisato del problema, si è subito mosso».