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Esasperato, scarica un carro di letame di fronte al Comune foto

L'episodio è successo ieri sera ad Aulla. Il protagonista è un giovane agricoltore di Bigliolo alle prese da anni coi disservizi all'impianto di irrigazione

Lo aveva promesso e lo ha fatto. «Vista la scandalosa gestione dell’impianto irriguo da parte del Consorzio di Bonifica Toscana Nord, da domani sera, se non verrà ripristinato l’impianto, sarò costretto a riempire (di letame, ndr) le piazze dei Comuni della Lunigiana a partire da quelli di Aulla e Fivizzano».

Aveva scritto così sui social poco più di 24 ore fa, Davide Spediacci, giovane agricoltore della zona di Bigliolo, terra del rinomato fagiolo. E così è stato: ieri sera, intorno alle 19, Spediacci si è recato col suo trattore di fronte al Palazzo comunale di Aulla e ha scaricato una montagnola di letame. «Inutile che la politica continui a usurpare termini come territorio, ambiente, tutela se non adempie ai suoi doveri» aveva aggiunto nello stesso post.

Il concetto è stato poi ribadito di fronte al Comune di Aulla dopo il gesto di protesta che, di certo, non è passato inosservato. Davide Spediacci da circa tre anni sta combattendo contro i problemi di irrigazione a causa di alcune tubature che non vengono manutenute a dovere. Il problema si è poi aggravato: l’anno scorso l’acqua sarebbe stata davvero scarsa e quest’anno sarebbe pressoché assente.

Secondo Spediacci, il rischio è che il raccolto di fagioli possa andare perso. Dopo il clamoroso gesto sul posto sono giunte le forze dell’ordine. E questa sera la protesta potrebbe andare in scena di fronte al Comune di Fivizzano.

«Davide – ha commentato in serata Maria Grazia Lombardi, ex candidata a sindaco di Aulla – è un giovane uomo che ha scelto la sua terra. Un contadino che ogni giorno si sporca le mani con il proprio duro lavoro. Un ragazzo consapevole, che ha sempre messo la faccia nelle proprie battaglie, senza mai uscire dai binari istituzionali. Il metodo della protesta di questa sera, sicuramente, è censurabile, ma forse se è arrivato a una azione così eclatante e non priva di conseguenze personali, forse dovremmo fermarci un attimo e riflettere… A pensare se davvero si debba arrivare a tali gesti per avere finalmente conto di quello che è un diritto. Il diritto di lavorare, di vivere la propria terra nella piena dignità, senza dover per forza elemosinare a destra e manca il dovuto, quasi fosse un favore concesso per pura carità».