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Confartigianato: «No alla proroga del lavoro agile nella pubblica amministrazione»

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“Il governo decide di prorogare alla fine dell’anno il lavoro agile per i dipendenti della pubblica amministrazione. Una scelta di campo che si scontra con l’assenza di adeguata formazione dei dipendenti, di infrastrutture e supporti tecnologici che rendano lo smart working davvero efficiente verso l’esterno, i cittadini e le imprese. E ci troveremo ancora davanti a pratiche congelate, telefoni che squillano a vuoto, appuntamenti con il contagocce quando la vera emergenza Covid-19 sembra ormai lasciata alle spalle. Una scelta frettolosa e sbagliata che appesantisce ulteriormente la burocrazia a danno delle imprese e dei cittadini”. Lo sostiene il direttore di Confartigianato Massa Carrara, Gabriele Mascardi, a poche ore di distanza dalla proroga ufficiale dello smart working per i dipendenti della pubblica amministrazione.

“La misura, introdotta per affrontare l’emergenza coronavirus doveva concludersi il 31 luglio. In quel periodo il lavoro agile ha rappresentato la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa delle pubbliche amministrazioni, limitando la presenza del personale negli uffici per assicurare esclusivamente le attività ritenute indifferibili. Ma con la conversione in legge del ‘Decreto rilancio’, grazie a un emendamento a firma di Vittoria Baldino, deputata M5s, questa modalità di lavoro per le Pubbliche Amministrazioni è stata prorogata: il 50% dei dipendenti pubblici che potranno farlo rimarrà in smart working fino alla fine del 2020. Non solo. Dal 1° gennaio del prossimo anno la quota salirà al 60%. I lavoratori coinvolti saranno quasi un milione”.

Intanto gli artigiani sono rientrati al lavoro, anche in settori a rischio. “Non vogliamo cadere nella stupida retorica dei privilegi degli statali che lavorano dal divano, che non hanno visto ridursi i loro emolumenti nel periodo di crisi e che non hanno conosciuto né ferie forzate né casse integrazioni – prosegue Mascardi -. Non è certo così e sono sicuro che molti hanno dedicato più del solito impegno alle loro mansioni. Il problema non è l’efficienza interna delle procedure quanto il rapporto verso il pubblico: lo smart working ha creato e sta creando notevoli disagi al cittadino e soprattutto alle imprese, che hanno enormi difficoltà a confrontarsi con gli uffici pubblici per lo svolgimento delle proprie pratiche. La Pubblica Amministrazione deve essere al servizio del cittadino ed è intollerabile vedere uffici chiusi e sentirsi rispondere che bisogna abituarsi alle procedure telematiche. Altro che semplificazione. Per questo Confartigianato ritiene inammissibile ed immotivata questa proroga del provvedimento che, in un momento di difficoltà come questo, crea ulteriori difficoltà alle imprese. Rivolgiamo infine un accorato appello a tutti i dirigenti – conclude – affinché facciano il possibile per ridisegnare l’organizzazione degli uffici per ridurre al minimo disagi e disservizi”.

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