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Barotti attacca l’amministrazione: "Presenta interventi di restyling, ma non riesce a mantenere il decoro cittadino"

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Il confronto tra il Comitato degli alluvionati e l’assessore Veronica Ravagli, unitamente alla
presentazione, da parte del sindaco Persiani e dell’assessore Guidi, dei progetti di riqualificazione di tre piazze cittadine, secondo il consigliere di opposizione Andrea Barotti meritano un commento. “In primo luogo – dice Barotti – trovo che difendere delle panchine realizzate con pancali e dei tavoli ricavati da bobine in legno per cavi dia la misura del livello a cui la Comunità è scesa a causa dell’assenza, della politica, dell’incapacità di offrire ai cittadini servizi basilari ed essenziali per un territorio a vocazione turistica”.

“Un buon amministratore – secondo il consigliere – non dovrebbe riflettere se rimuovere, o meno, quegli arredi di risulta, la cui destinazione dovrebbe essere il circuito dei rifiuti, a causa della sporcizia lasciata da alcuni ignoti, ma sostituire, semplicemente, pancali e bobine con panchine e tavoli in marmo; un buon amministratore si preoccuperebbe di realizzare una terrazza sul mare, come esistono in altri comuni costieri, dotata di contenitori per l’immondizia, illuminazione e idonea pavimentazione. I cittadini, i residenti della zona, oltre ai turisti, hanno diritto a spazi decorosi. L’Amministrazione deve impegnarsi per restituire dignità ad una fetta del territorio che continua ad essere lasciata indietro. Credo che si debba lottare per migliorare, per ottenere di più. Non accontentiamoci del nulla! Alziamo la testa e facciamo vincere la bellezza sul degrado, l’abbandono. Avrei apprezzato se la richiesta di confronto con i cittadini avesse avuto per scopo l’individuazione di un progetto di riqualificazione poiché la condivisione evita interventi che i cittadini possono avvertire come corpi estranei al territorio. Il coinvolgimento della collettività aiuta la difesa del patrimonio pubblico dal vandalismo – spiega il consigliere – poiché la Comunità assume come segni identitari gli spazi, i monumenti, gli elementi architettonici figli di un percorso partecipato”.

“Mi rendo conto che la “Giunta del cambiamento” abbia delle difficoltà ad immaginare, sopratutto realizzare, progetti di reale rinascita urbana visto che in due anni, nonostante la segnalazione dovuta ad una brutta caduta di una residente, non è riuscita a riparare uno scalino in vicolo castello a Forno – attacca – Tralasciando che i “rivoluzionari di centrodestra” immaginano di far vivere l’area retrostante al parco Ugo Pisa con dei banchi del pesce.
In merito al restyling delle piazze trovo veramente inaccettabili tali spese. Abbiamo un territorio con strade di montagna, di competenza comunale, invase da rovi, con smottamenti, vie in cui le buche non mancano, strade senza marciapiedi (penso ad un lungo tratto del Viale San Leonardo), cittadini costretti a togliere le auto dai garage per evitare di ritrovarle sommerse data l’assenza di un sistema di raccolta pubblica delle acque piovane (via San Luigi), un’area come il Giardino Ducale lasciata all’incuria, il parapetto del ponte sul Frigido di Viale Mazzini che attende di essere riparato, qui mi fermo perché l’elenco sarebbe troppo lungo, e si propone, con squilli di tromba, di mettere risorse per rifare l’immagine di piazze che potrebbero, con minimi investimenti (sostituzione di panchine e alberature esempio piazza Garibaldi), rimanere come sono”.

“In una famiglia, quando le risorse scarseggiano e dal tetto piove non si sostituisce il salotto.
Persiani e Guidi, come da articolo, spiegano che la fontana di San Carlo verrà spostata di qualche metro, verrà sostituita l’illuminazione esistente perché la piazza diventerà la porta di accesso alla montagna peccato – incalza Barotti – che una volta varcata la soglia lo spettacolo delle strade montane, di competenza comunale, sarà pessimo. Si presentano interventi di restyling e non si riesce a garantire la manutenzione ordinaria, il decoro, una buona gestione del verde pubblico, la pulizia della città, delle spiagge, non si elabora uno straccio di proposta per restituire dignità al tratto di litorale davanti alle ex Colonie Torino e Motta, non ci si interessa di realizzare marciapiedi e parcheggi in Via Dorsale davanti allo stabilimento
Pignone (quando piove la strada diventa un fiume e le aree adiacenti si trasformano in un pantano) e poi, come da post, si dice di essere orgogliosi di una importante realtà industriale ma non si fa alcun gesto concreto per dimostrare l’attenzione dell’Amministrazione verso una straordinaria eccellenza del territorio”.

“Mi auguro che l’assessore Ravagli occupi meno tempo sui social cosicché possa, con la dovuta preparazione e studio, finalmente rispondere alle domande, su gravi criticità ambientali – conclude il consigliere – postele più di un anno fa e che Persiani, unitamente all’assessore Guidi, prima di rifare i salotti della città si concentrino, usino i soldi dei contribuenti per gli interventi realmente urgenti e necessari. Non abbiamo bisogno, né possiamo permetterci opere spot”.

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