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Quattro archi (di alta qualità) e al Noa va in scena un concerto entusiasmante

Due violini, viola e violoncello. 4 archi per un concerto entusiasmante. Eso Quartet si sono esibiti presso l’Ospedale delle Apuane nel quinto appuntamento che il ricco calendario estivo della associazione dei “Donatori di musica” ha programmato. “Si tratta di 4 giovani musicisti – esordisce il primario di Oncologia del Noa Andrea Mambrini – che hanno già alle spalle un ricchissimo impegno personale, e che si ritrovano sotto la denominazione Eso quartet per soddisfare alcune delle numerosissime richieste che ricevono. Attila Simon, ungherese, è uno dei violinisti più importanti a livello internazionale. Ha suonato con Barry White, La Toya Jackson ed è membro fisso dell’orchestra del Cirque du Soleil.
Matteo Rovinalti, anch’egli violinista, rappresenta un altro pilastro del quartetto. Direttore del conservatorio Puccini di La spezia, ha suonato con Stefano Bollani, Giorgio Gaslini, e collabora con il cantautore Roberto Vecchioni. Elena Tonelli, violinista, orginaria di Marina di Massa (gioca quindi in casa) concertista di levatura nazionale, e Federica Finardi Goldberg, giovanissima, ha avuto collaborazioni importantissime: Riccardo Muti, Wayne Marshall, John Axelrod. Dal 2013 suona nella formazione acustica di Eugenio Finardi (del quale è la nipote) facendo parte dei tour. Dal 2015 partecipa a progetti dei cantanti Arisa, Irene Grandi, e Giulia Ventisette.”
Il quartetto ha poi iniziato la sua esibizione in maniera quasi informale: 4 seggiole disposte in fila a lato del porticato dell’ospedale. Quasi invisibili, trascurati dalla maggior parte delle persone in transito. La differenza però si è notata quando i 4 violinisti hanno iniziato a suonare: prima qualche canzone leggera (O sole mio, La vie en rose, Con te partirò) poi interpretazioni più raffinate delle arie immortali di Ennio Morricone ed Astor piazzolla. Cambia subito il rapporto con la platea: da disinteressata e frettolosa diventa rilassata quasi abbandonata ed affascinata dalle musiche dei 4 archi. Il risultato è ottenuto: stravolgere l’animo e reindirizzarlo su di un livello distante, sereno, positivo quasi avulso dalle contraddizioni quotidiane. La missione più profonda dei “Donatori di musica”.