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Piscina, scontro tra le forze politiche. I sindacati: «Tutele per i lavoratori»

Un flash mob diventa terreno di scontro tra le forze politiche che arrivano a minacciare azioni legali.

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Un flash mob per chiedere la riapertura della piscina comunale di viale Roma è diventato terreno di scontro tra le forze politiche. Andando per ordine. Domenica, fuori dall’ingresso del parco acquatico che verrà allestito al posto del campo da calcetto di Marina di Massa, si sono riuniti alcuni degli iscritti ai corsi di di nuoto e nuoto sincronizzato organizzati dall’associazione che ha gestito l’impianto fino al 31 marzo.
A sostenere la loro protesta c’è anche il consigliere regionale del Partito Democratico, Giacomo Bugliani, che sui social pubblica una fotografia con un breve messaggio: “La tutela dei servizi sportivi pubblici deve essere una priorità nel governo del territorio”. Contro di lui, a quel punto si scaglia parte della maggioranza, compresi il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che definisce la fotografia: “pedofilia politica” e il sindaco di Massa, Francesco Persiani.
“Il Consigliere Bugliani anziché partecipare al pur legittimo flashmob davanti alla piscina comunale – afferma in un post il sindaco – avrebbe dovuto visitarla quando erano lui e il PD alla guida della città. Se infatti se ne fosse appena un po’ interessato, ora saprebbe cosa rispondere ai nuotatori che desiderano rientrare in un impianto sicuro, a norma e funzionante, invece di farsene paladino ora che gli conviene per ragioni elettorali. La realtà è che appena ristabilite le condizioni di sicurezza, la piscina potrà essere riaperta per una gestione ponte, nelle more della definizione delle iniziative che questa Amministrazione, dopo decenni di assoluto disinteresse, sta adottando per una soluzione che possa prevedere o la sistemazione definitiva della piscina attuale o meglio la realizzazione di un impianto totalmente nuovo e moderno”. Da qui l’accusa rivolta al consigliere regionale di voler “tacciare la verità”.
Ma in consiglio quella frase non è andata giù a qualcuno. Durante la seduta comunale, alcuni consiglieri del Pd hanno chiesto al sindaco di prendere le distanze dalle affermazioni dell’esponente di Fratelli d’Italia. Il sindaco ha eluso la richiesta e a quel punto i democratici hanno abbandonato l’aula. Ma la battaglia sui social, sembra essersi tramutata in una battaglia legale. “Dopo le gravi parole rivolte ieri al mio indirizzo da un esponente locale di Fratelli d’Italia mi sarei aspettato quanto meno un’intelligente dichiarazione di “ravvedimento”, commenta Giacomo Bugliani. “E (ingenuamente) mi sarei aspettato una risposta di condanna da parte dell’amministrazione comunale di cui quel consigliere fa parte. Del resto, parliamo di quella stessa amministrazione che non ha avuto la capacità di condannare le irripetibili dichiarazioni di un consigliere comunale contro il Presidente Pertini. Tutto questo, però, mi rafforza nel mio proposito di combattere contro questo modo indegno di fare politica e lo farò con la decisione e la coerenza di chi non intende omologarsi a questo sistema. Quella stessa coerenza che mi impone di tutelare me stesso e la mia comunità con gli strumenti di giustizia che il nostro ordinamento consente. Non so se questo cambierà la mentalità di alcuni politici, ma sicuramente contribuirà a cambiare la politica”.

I Cinque Stelle: sulla piscina mancano vere e proprie idee”

Nel merito della questione, intervengono i pentastellati: “Sulle sorti della piscina comunale saremmo tutti interessati a capire la direzione che si prenderà – afferma la consigliera Luana Mencarelli – il problema rilevato a mio avviso, anche con i miei interventi in commissione Lavori Pubblici, è che si sia deciso di optare per un project financing, quindi la partecipazione del privato, soprattutto per mancanza vera e propria di idee. Ci si è infatti affidati alla fantasia dei proponenti e su quella si deciderà. Se può essere giusto affidarsi a professionisti per la parte tecnico-architettonica, trovo assai deprimente che non si siano date neppure linee di indirizzo con date, tappe e finalità precise da rispettare per la progettazione. Qual è la visione dell’assessore Balloni e di questa giunta circa la riqualificazione di questa struttura? Si intende dare risposte allo sport con la piscina olimpionica rimessa finalmente nella disponibilità per allenamenti e gare con la necessità di dare spazio alle tribune, oppure si perseguono obiettivi ludico-turistici? Nella commissione del 9 Giugno infatti a mia precisa domanda il dirigente del settore non fu neppure in grado di darci una data indicativa di riapertura perché ci disse che era strettamente legata alle proposte dei vari soggetti che in pratica diventano i veri decisori del destino della piscina e della sua fruibilità da parte dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle ritiene che il futuro della piscina debba essere quello sportivo, valorizzando un impianto unico nel comprensorio, vista la compresenza di una vasca da 50 metri e una da 25. Certo è necessario avere un’idea precisa verso cui puntare per la nostra città, non si può decidere un rilancio del territorio con interventi “un po’ qui, un po’ là”, a tratti insignificanti, non inseriti in un’idea globale”.

Benedetti e Ronchieri (Forza Italia): facciamo chiarezza”
“Sulla gestione della piscina comunale e le condizioni complessive della struttura, è necessario fare un chiarimento, poichè la vicinanza della campagna elettorale per le Regionali, ha portato il Consigliere Giacomo Bugliani ad assumere una posizione che è in piena contraddizione con se stesso e le passate amministrazioni comunali, di cui lui, ha, comunque, fatto parte all’interno della maggioranza. Le problematiche emerse in questi giorni ed utilizzate strumentalmente dal Bugliani, hanno avuto origine nel corso degli anni in cui ha governato il Centro Sinistra, con il Sindaco Pucci prima e poi con Alessandro Volpi.
Ricordo molto bene che, durante il mandato Pucci e sotto il controllo del Settore Lavori Pubblici con l’Assessore Fabrizio Brizzi, la vasca interna fu oggetto di lavori di manutenzione straordinaria ed impermeabilizzazione per un importo superiore ai 400.000.000 di lire. Nel merito, l’azienda nazionale Mapei, fornitrice dei prodotti chimici utilizzati, si rifiutò di certificare i lavori, poichè c’erano stati dei problemi irrisolti e ad oggi la piscina continua a perdere, a mio avviso, con tanto di ulteriore danno alle casse comunali.
Stessa cosa dicasi per le omesse manutenzioni ordinarie che i gestori avrebbero dovuto eseguire, proprio per evitare di arrivare al punto in cui siamo approdati. Nel merito, esorto l’attuale amministrazione comunale ad agire nei confronti degli stessi, chiedendo alla Corte dei Conti di accertare il danno prodotto e quindi anche quello subito dall’amministrazione rispetto al periodo di chiusura della struttura, anche perchè nella convenzione/contratto è previsto che l’Amministrazione si attivi nel caso in cui il gestore fosse inadempiente rispetto agli impegni assunti con l’assegnazione della piscina.
All’epoca dei fatti, il Consigliere Regionale Bugliani era anche Consigliere Comunale di Maggioranza a Massa e quindi responsabile e competente in materia, ma non mi risulta che in quel periodo abbia presentato interpellanze o mozioni di qualsiasi genere sulla piscina comunale e neanche organizzato iniziative varie. Oggi, improvvisamente, ha deciso di fare del teatrino politico, sfruttando, tra l’altro, degli ignari minorenni, ciò,probabilmente, per far maggiore breccia sugli elettori, mi auguro che la stragrande maggioranza dei cittadini non caschi in questo tranello elettorale.
Per concludere, chiedo al Sindaco e alla Giunta di ricorrere alla Corte dei Conti per tutte le valutazioni del caso e quindi per accertare l’azione distruttiva delle passate amministrazioni, sia per quanto riguarda il controllo, sia per gli interventi eseguiti, individuando tutti responsabili del danno fatto”.

La voce dei sindacati: sulla gestione della piscina si garantisca la clausola sociale

“Ormai da diverso tempo, come NIDIL CGIL e FILCAMS CGIL, seguiamo le sorti di circa 26 lavoratrici e lavoratori che lavorano, o meglio, lavoravano sull’impianto natatorio di Massa. Abbiamo appreso della scadenza dell’affidamento di Sport Management alla data del 31 marzo 2020 e già in quella data per i lavoratori e lavoratrici, siano essi subordinati o collaboratori, non esistessero garanzie occupazionali. La situazione che si è venuta a creare, causata da una cattiva gestione, e la contemporanea manifestazione di interesse circa il project financing ha ulteriormente dilatato i tempi, lasciando 26 tra lavoratrici e lavoratori senza occupazione e senza reddito.
Come Organizzazioni Sindacali di categoria, abbiamo appreso dal Comune di Massa l’intenzione di un affidamento ponte fino all’assegnazione definitiva del progetto di riqualificazione della Piscina Comunale e per questo motivo abbiamo chiesto, già da tempo, di ragionare sulla salvaguardia occupazionale dei lavoratori. Ancora prima dello scoppio dell’emergenza Covid, quindi, prima che la Sport Managemnt decidesse di non accettare la proroga offerta dal comune, abbiamo aperto un interlocuzione con l’amministrazione per garantire che non si perdessero le professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori che operano all’interno della struttura comunale. Durante l’ultimo incontro che si è svolto in presenza in data 16 giugno abbiamo sottolineato all’amministrazione comunale non solo la difficoltà delle lavoratrice e dei lavoratori, ma anche quella dell’intera utenza, considerato il ruolo sociale che riveste l’impianto natatorio per la collettività.
L’Amministrazione aveva ipotizzato la possibilità di riapertura dell’impianto coperto, ma durante lo stesso incontro dichiarava le difficoltà emerse da una verifica effettuata dai tecnici comunali preposti circa la stessa possibilità, in quanto la spesa per la messa in sicurezza della stessa avrebbe comportato un onere difficilmente sostenibile dalle società o aziende, ma anche per le casse comunali, che avrebbero garantito la transizione fino all’affidamento del project financing il quale dovrebbe prevedere comunque una riqualificazione di tutto l’impianto. Come Organizzazione Sindacale abbiamo sottolineato la necessità di inserire all’interno della futura assegnazione del project, una clausola di salvaguardia occupazionale che garantirebbe la continuità occupazionale alle lavoratrici e lavoratori coinvolti che, teniamo a ribadire, oggi si trovano senza nessun tipo di sostegno al reddito.
Chiediamo che non si perdano più posti di lavoro in virtù di assegnazioni di gare e/o progetti, che non tengano in considerazione la tenuta occupazionale”.

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