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Studiare la diffusione del contagio attraverso Telegram, il progetto di Cnr e Fondazione Monasterio

Medicina e tecnologia vanno sempre di più di pari passo, fino a renderci protagonisti della nostra salute. Come? Grazie ad un progetto sviluppato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr e Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, con la collaborazione dell’Ordine dei Medici di Massa-Carrara, e del Comune di Massa, che utilizza la potenza dell’intelligenza artificiale per fronteggiare e monitorare l’epidemia da Coronavirus. Dress, questo il nome del progetto, si appoggia su Telegram, la piattaforma di messaggistica, che permette al cittadino/utente di stimare il rischio individuale di contagio da Covid-19 attraverso la definizione di un modello “Al-based” (cioè basato sull’intelligenza artificiale).

Aderire al progetto è semplice, veloce e intuitivo: dopo aver scaricato telegram sul nostro smartphone, l’utente potrà interagire con il robot che ci chiederà come prime informazioni genere, età, geolocalizzazione e patologie pregresse. Con sole 7 domande al giorno per 30 giorni, DRESS riuscirà a tracciare un profilo completo di ogni utente e fornirà in tempo reale la stima del proprio rischio di contagio e di potenziale evoluzione in malattia. Qualora il bot rilevasse una sintomatologia affine a quella del Coronavirus, chiederà al cittadino/utente di identificarsi (in forma totalmente volontaria) tramite un codice che gli consentirà di mettersi in contatto con il proprio medico di famiglia e suggerirà di invitare le persone con cui è stato in contatto ad iscriversi alla piattaforma. “DRESS è un sistema dinamico – afferma l’Ing. Daniele Della Latta della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio – in grado di modificarsi, le informazioni vengono archiviate in un database di apprendimento per un sistema di intelligenza artificiale. Sono presenti tre fasi, la prima è la diffusione del “bot” sulla popolazione, dove vengono rilevate le le informazioni dei singoli utenti, la seconda sfrutta queste informazioni integrandole con quelle della comunità scientifica e della Protezione Civile, nell’ultima fase il sistema riesce a fornire consigli all’utente per minimizzare i rischi”.

E’ un sistema di medicina partecipativa, dove “la medicina è quella che si fa non solo per il paziente, ma con il paziente” come hanno sottolineato più volte questa mattina durante la presentazione del progetto la Dottoressa Michela Franchini dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Cnr, gli ingegneri Daniele della Latta e Martini all’interno della Sala consiliare del Comune di Massa.

“Aderiamo e supportiamo volentieri questo progetto di medicina partecipativa – ha detto il sindaco Persiani – è un onore e privilegio. E’ un progetto che richiede la collaborazione di tutti, e dobbiamo cercare di andare oltre quelle che sono le nostre “barriere culturali” e metterci a disposizione della scienza”.

Lucrezia Maglio