LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

Massa zona logistica semplificata, Barotti: "Resteremo maglia nera della Toscana"

Più informazioni su

Il consigliere di Alternativa Civica, Andrea Barotti, interviere per commentare l’annuncio dell’amministrazione comunale di Massa legato alle Zone logistiche semplificate.
“Ho letto l’intervento del Sindaco, con i commenti degli Assessori Baratta e Balloni, sulla richiesta, alla regione, di istituire una zls (zona logistica semplificata) – scrive Barotti – e debbo dire che non ne sono rimasto particolarmente colpito; non mi sembra si tratti di una misura mai vista prima piuttosto una nuova forma di incentivo e sburocratizzazione per questo poco si comprende l’attacco al centrosinistra; critica che avrei capito se avesse riguardato la scarsa attitudine ad elaborare idee e proposte da sottoporre a livello regionale ma, in tal caso, quell’accusa si sarebbe potuta girare anche al centrodestra.
Ricordo, per onestà intellettuale, che Massa, tempo addietro (anno 2018), venne inserita nell’elenco delle zone franche urbane quindi credo che l’attuale Giunta, per correttezza, dovrebbe evitare di continuare a sostenere che le precedenti amministrazioni, governi e giunte regionali non abbiano fatto nulla casomai poco; a tal proposito basterebbe, per smentire il centrodestra, considerare il piano di sviluppo industriale siglato (anni 2015-2016), tra Regione, Enti locali e General Eletric.
È positivo impegnarsi, come aveva fatto la Giunta Volpi, per conseguire delle facilitazioni fiscali
nonché per semplificare la vita delle imprese ma non è sufficiente! Non è stato, ne poteva ritenersi sufficiente quando governava il vecchio centrosinistra e non lo è oggi che amministra il centrodestra! Le agevolazioni non sono illimitate hanno una scadenza!
Il dato più significativo, dal punto di vista politico, che si ricava dall’annuncio di Persiani e dei suoi Assessori è che la maggioranza, sulle questioni che contano, è sfaldata! Una prova si era già avuta con il caso del regolamento sugli agri marmiferi (il Sindaco, in dissenso con una buona parte dei suoi consiglieri, lasciò l’aula) poiché la Lega ritiene, fortunatamente, il porto di Marina di Carrara un tassello fondamentale per l’economia locale tanto da chiedere alla Regione di creare una Zona Logistica Semplificata; questa mossa schiaccia Forza Italia, numericamente più debole rispetto ai Salviniani, che invece, stando ad un intervento risalente all’ottobre 2019 del Presidente Benedetti, considera lo scalo commerciale responsabile dell’erosione e quindi un’infrastruttura che nuoce al territorio. La partita tra Lega e Forza Italia vede la seconda costretta ad ingoiare un boccone amaro!
L’aspetto che fa capire la debolezza dei berlusconiani, verso i quali a livello nazionale Meloni e
Salvini nutrono diffidenza (basti considerare le aperture al MES, ad un nuovo Governo avanzate da Berlusconi), è l’assoluto silenzio degli azzurri locali.
Tornando alla strategia messa in atto, dall’attuale Giunta, per rilanciare la zona industriale penso sia inadeguata poiché mentre ad esempio Livorno, negli anni 2015/2016, ha ottenuto dalla Regione ben 250 milioni, per la piattaforma Europa (un nuovo grande terminal) quindi per un’infrastruttura che potenzierà il porto e che rimarrà, mentre Piombino ha ottenuto ingenti finanziamenti regionali per la realizzazione di un’area di 200.000 mq dedicata al business per la logistica industriale (20 milioni per la realizzazione per opere necessarie allo smantellamento, manutenzione e refitting navale) nonché l’approvazione del progetto definitivo del primo lotto della Bretella di collegamento diretto tra il Porto e il corridoio Tirrenico (infrastruttura del valore di circa 50 milioni – contratto Anas 2016/2020) noi, in quel periodo, siamo rimasti, visti i numeri, al palo ed oggi mancano, a causa di uno scarso attivismo, per il nostro territorio interventi, finanziamenti di analoga portata (la zls può paragonarsi a 340 milioni di euro?).
Debbo ricordare che su Piombino, con un accordo tra Regione, Autorità di sistema portuale del
Mar Tirreno Settentrionale e BHge Nuovo Pignone, è stato previsto un investimento della società americana per realizzare un sito di assemblaggio e collaudo di moduli industriali (insediamento che avrebbe dovuto ultimarsi entro il 2019) e così mentre gli altri si sono mossi, hanno attirato finanziamenti e una realtà industriale presente con due aree produttive sul nostro territorio (territorio che non è la Svizzera), a Massa la politica non ha fatto abbastanza! il vecchio centrosinistra che amministrava non ha avuto la capacità di elaborare un progetto di sviluppo, di concepire una proposta alternativa (penso ad Ansaldo che alla fine è rimasta a Genova poiché la Liguria ha messo in campo una intelligente strategia “difensiva”) ed il centrodestra che era all’opposizione non ha giocato la partita (troppo semplice rimanere in tribuna quando c’è da disputare la gara; il tanto peggio tanto meglio non risponde al bene comune).
La politica massese dovrebbe trarre spunto da Livorno e Piombino per ottenere risultati più
importanti! Penso ad esempio ad un impegno dell’Amministrazione, con Regione Toscana, per
garantire e favorire, mettendo sul piatto un finanziamento ed un’area, l’apertura del nuovo
stabilimento del Pignone; stabilimento per il quale l’azienda, come da articolo del novembre 2019, aveva manifestato interesse per il sito ex Barsanti. Sul punto vorrei evidenziare che il mio invito alla politica locale ad inserirsi nella vicenda sembra caduto nel vuoto (abbiamo notizie ulteriori rispetto a quelle apprese, mesi or sono, sui giornali?).
Credo sia necessario che l’Amministrazione si impegni per recuperare le aree dismesse, per
evitare che le imprese abbiano difficoltà a rilevare i capannoni vuoti della nostra zona industriale!
Dobbiamo, in un quadro più ampio che comprenda l’ammodernamento infrastrutturale, tornare alla mission originaria del CZIA evitando, però, di perdere la proprietà dei siti da concedere, gratuitamente, alle aziende cosicché qualora le imprese dovessero disimpegnarsi sarà possibile
evitare speculazioni sulle aree; gli immobili potranno essere assegnati, senza difficoltà, a nuove realtà produttive.
Penso che dovremo lanciare una proposta di aiuto e sostegno (finanziamento) agli attori economici già presenti legando il contributo anche allo sviluppo di ulteriori indirizzi produttivi ad esempio si potrebbe favorire, per il settore energetico, l’espansione o l’inserimento nel comparto delle rinnovabili (eolico); il piano europeo di rilancio prevede consistenti risorse per l’economia green quindi è immaginabile che dall’Unione, dallo Stato, dalla Regione possano arrivare finanziamenti (dobbiamo essere pronti a cogliere ogni opportunità).
Ed infine, dobbiamo avere la capacità di ricavare dalle nostre ricchezze le risorse da riversare sulla città per rimetterla in moto! Non è possibile che in un Comune con le cave non ci siano i soldi per due secchi di vernice ed un grigliato per il pontile, per sistemare le strade percorse dai camion, per ridare un futuro alla zona industriale e che i cittadini debbano farsi carico perfino della depurazione delle acque dai residui di lavorazione del marmo. La politica, l’Amministrazione deve cambiare modo di pensare altrimenti rimarremo la maglia nera della Toscana.

Più informazioni su