LiguriaNews Genova24 Voce del Tigullio Città della Spezia Voce Apuana

«Al Municipio 2 ancora niente condizionatori. A rischio la salute dei dipendenti comunali»

Più informazioni su

“Da giorni sta montando la protesta dei dipendenti comunali che si trovano nel cosiddetto “Municipio 2″ perché mancano i condizionatori. Stupisce come nessuno si sia preoccupato dell’arrivo dell’estate facendo una ristrutturazione edilizia che prevedesse un efficientamento energetico attraverso un cappotto termico e un impianto di raffrescamento”. Lo scrive in una nota la consigliera comunale di Massa Roberta Dei.

“A questo punto diventa per me necessario capire, attraverso un’interrogazione, cosa stia accadendo e come siano stati portati avanti i lavori all’ex comando dei Carabinieri che a quanto pare mettono a rischio, ancora una volta, la salute dei dipendenti comunali come nel caso del trasloco durante il picco della pandemia Covid-19. Immagino che l’assessore Guidi e il dirigente Della Pina godano di un bel fresco nei loro uffici nel Municipio 1. Bene, mi auguro che a breve sia garantito lo stesso ai dipendenti del Municipio 2.

Tra l’altro vorrei capire – aggiunge Dei – se lo scambio di immobili fra il Comune e la Provincia si sia concluso con il completo trasferimento di uffici e dipendenti di Master e settore Ambiente. Visto che la struttura di via Simon Musico dovrà servire al miglioramento dell’edilizia scolastica provinciale, tema molto sentito da studenti e genitori in epoca di distanziamento sociale, sarebbe utile completare il trasloco nel Municipio 2 velocemente. A me risulta che la Provincia sia in attesa della consegna dell’immobile e i ritardi del Comune potrebbero avere serie ripercussioni sulla didattica per docenti, studenti e genitori del Salvetti. Sarà Persiani a spiegare, a Settembre, come mai il ritardo a lasciare l’immobile di via Simon Musico avrà avuto ripercussioni sulla ripresa delle lezioni in presenza? Non si gioca per scopi elettorali con la scuola in una fase delicata come questa dove le famiglie, soprattutto le madri lavoratrici, hanno sopportato il carico dell’istruzione attraverso la didattica a distanza”.

Più informazioni su