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Mister Secchiari approda a Filattiera: «Salvezza? Voglio molto di più»

Una nuova avventura per l'ex Attuoni Avenza: «Avevo bisogno di stimoli nuovi. Qui ci sono le condizioni per puntare in alto»

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    Altro giro, altra corsa. Dopo tre stagioni sulla panchina dell’Attuoni Avenza, una delle quali condita da una promozione, mister Augusto Secchiari approda a Filattiera. Una nuova avventura per il tecnico carrarese che avrà inizio a settembre, con la ripartenza del calcio dilettantistico messo in stand by dall’epidemia degli ultimi mesi. E la voglia di “far bene”, come si suol dire nel calcio, traspare chiaramente dalle parole rilasciate ai microfoni de La Voce Apuana.

    Si chiude un ciclo di 3 anni con l’Attuoni Avenza. Come è maturata la decisione di spostarsi a Filattiera?
    Semplicemente sentivo che era ora di cambiare. Il primo anno ad Avenza siamo arrivati quinti, il secondo abbiamo centrato la promozione mentre quest’anno abbiamo avuto più difficoltà. Ma l’obiettivo di inizio stagione era la salvezza, e siamo riusciti a raggiungerlo. Ripeto, conclusi questi 3 anni, ho sentito che avevo bisogno di nuovi stimoli. Ad Avenza quello che manca è probabilmente una figura di riferimento nella direzione e nell’organizzazione. E in questo tipo di situazioni va a finire che poi certi giocatori se ne approfittano, e si ha difficoltà a gestirli.

    Da questo punto di vista a Filattiera ha trovato un ambiente diverso?
    Penso di sì. L’organizzazione c’è. Proprio ieri sera mi sono incontrato con il presidente e il nuovo Ds e mi sono sembrate persone serie e alla mano.

    Sono già chiari gli obiettivi di quest’anno?
    In primis la salvezza. L’anno scorso erano partiti con altre ambizioni ma durante la stagione sono sorti dei problemi. Tuttavia sono convinto che limando l’ossatura con un paio di innesti giusti possiamo fare certamente meglio del semplice mantenimento della categoria. Il mio obiettivo personale poi è riportare al campo la gente del paese. E per fare questo bisogna raggiungere le prime posizioni.

    Ha parlato di un’ossatura consolidata. Come migliorarla e che tipo di squadra puntare a costruire?
    In difesa e in porta serve sempre esperienza. A questo proposito ho parlato con i due difensori Francini e Manfredi, che vorrei rimanessero in squadra. La mia intenzione poi è quella di portare con me due ragazzi che ho allenato nella stagione appena conclusa. A quel punto, se rimanessero i due esterni Bernieri, credo che mancherebbe solo una punta, sperando poi nel rientro di Mori, che credo dovrà scontare una lunga squalifica.

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