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«La Lega a Cascina rifiuta aiuti alle imprese per salvare le generazioni future. A Massa no»

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«La battaglia tra amministrazione comunale di Massa e PD sul merito dei tagli alle imposte per le imprese (naturalmente tagli alle imposte per le persone nemmeno se ne parla), nasconde in realtà una sorpresa amarissima per tutti i massesi: 4.5 milioni di euro di maggiori costi sui mutui rinegoziati con Cassa Depositi e Prestiti scaricati sulle generazioni future» . Lo scrivono in una nota il partito della Rifondazione Comunista e il collettivo Massa Città in Comune.

«La controllata del Ministero dell’Economia “concede” ai comuni di rinegoziare i mutui allungando la loro scadenza fino al 2043 “cambiando” i tassi. La Giunta di Massa, sostenuta da calcoli ragionieristici in stile Tremonti, trovandosi un bilancio in forte difficoltà alla vigilia delle elezioni regionali decide di recuperare così liquidità per fini elettorali. Ecco che il Comune si ritrova 1’374’000 euro di risparmi sui mutui per il 2020».

«Il Governo Conte serve la polpetta avvelenata e così Persiani insieme a Baratta la mangiano. Il conto lo pagheranno soprattutto i nostri figli, perché il risparmio fatto nel 2020 costa ai cittadini massesi circa 4’500’000, una somma che qualcuno pagherà in futuro attraverso maggiori imposte e minori servizi. Dopo tutto chi nel 2036 o nel 2043 si ricorderà che Persiani ha barattato la salvezza del suo bilancio, la sua faccia politica, con maggiori sacrifici per i nostri figli? Nessuno» .

«125 mutui rinegoziati per un totale di oltre 26 milioni di euro, 18 tassi rinegoziati al rialzo con crescite anche del 23% in più, risparmio sugli interessi per il 2020 e 2021 di 66’000 euro. Poteva la Giunta tagliarsi l’indennità di carica per il 2020? Poteva la Giunta cancellare il Mercurio d’Argento? Certo, ma la scelta politica è scaricare l’onere sui nostri figli. E dire che il collega leghista di Cascina di Persiani, delfino della eurodeputata Ceccardi, si è rifiutato di rinegoziare i mutui perchè: “Non sarebbe corretto nei confronti delle generazioni future lasciare in eredità maggiori costi dovuti all’incapacità gestionale della cosa pubblica in questo periodo”».

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